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Economia

L'ad di Fiat, Sergio Marchionne, e' "scioccato" dalla decisione presa ieri dalla Bce di non tagliare i tassi di interesse. A dirlo è lui stesso, a margine di un appuntamento a Venezia. "Ho visto le reazioni dell'Euro stamattina e trovo il suo valore attuale sproporzionato rispetto alle nostre capacita' di competere perch non aiuta l'economia, non aiuta nessuno", ha aggiunto. Il manager ha citato l'esempio del Giappone, "che si è comportato diversamente", o degli Usa, che "continuano a facilitare l'espansione del credito nei mercati finanziari": "questo - ha concluso - serve anche in Europa", che deve "ripensare la sua posizione".

Ma il manager ne ha anche per il governo italiano che, secondo lui, deve avere come priorita' assoluta quella "di far lavorare la gente". Marchionne ha spiegato di essere "ottimista per l'Italia nel medio-lungo periodo", mentre "nel breve" la situazione e' "difficile". "Se avessi la ricetta l'avrei gia'' pubblicata - si e' schernito. La priorita' assoluta e' far lavorare la gente: al governo chiedo proprio di creare le condizioni per questo". Marchionne ha poi parlato del ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. "Mi e' piaciuto molto, e' una grandissima persona", ha detto, mentre per quanto riguarda Fiat ha sostenuto che "dal governo mi aspetto che ci facciano lavorare senza ostacoli. Non e' molto".

Ill gruppo, ha ricordato, ha "preso l'impegno di risanare l'attivita' industriale della Fiat in questo Paese, finanziando delle attivita' disegnate per esportare i prodotti italiani in tutto il mondo e lo facciamo con la forza del gruppo anche fuori dall'Italia". "Credo - ha concluso il manager -che questo ci dara' la possibilita' di ristabilire una base, anche occupazionale, in questo Paese che sia decente". La Fiat ora deve "per forza guardare all'estero" di fronte a un "mercato interno che ha perso il 50% dei volumi in 5 anni". "E' una realta' che e' stata dimezzata e questo ha avuto un impatto disastroso non solo sulle societa' che producono auto, ma su tutta la filiera. Quando non gira la fabbrica ci trasciniamo dietro altri 8 dipendenti dell'indotto", ha aggiunto Marchionne. Proprio per questo, "dobbiamo guardare il mondo intero, non limitarci a questo mondo qui", ha concluso riferendosi all'Europa.

Per questo Fiat sta continuando i colloqui con Veba per acquisire la quota che il sindacato americano ha in Chrysler."I colloqui? Procedono", ha detto rispondendo ai giornalisti. Il manager non si e' sbilanciato tuttavia sul risultato dei colloqui ne' sulle tempistiche. "Non ne ho idea, dipende da loro. Non so quando arriveremo ad un accordo e neppure se ci arriveremo", ha glissato, senza sbilanciarsi sulla possibilita' che si arrivi ad un'intesa prima della sentenza della corte del Delaware, che deve pronunciarsi su quanto vale un'opzione di acquisto del 3,3% del capitale di Chrysler, che Fiat deve acquisire da Veba, che bel complesso detiene il 41,5% del gruppo americano. "Spero arrivi entro il secondo trimestre, massimo l'inizio del terzo", ha detto. Marchionne ha poi smentito che la Fiat abbia necessita' di rinfinaziarsi, dopo indiscrezioni che parlavano di una trattativa per 10 miliardi di dollari. "Abbiamo abbastanza liquidita' al momento, non stiamo negoziando ulteriori finanziamenti ne' abbiamo un immediato bisogno di rifinanziarci", ha concluso ricordando gli oltre 21 miliardi di liquidita' a disposizione dell'azienda.

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