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Maxi impianti agrivoltaici, pale eoliche e aeroporti per turisti: le colline senesi minacciate dalle grandi opere

Comitati, associazioni e Comuni in trincea contro tre maxi-progetti. A Sovicille stop allo scalo di Ampugnano: mancano le valutazioni ambientali. L’appello alla Regione: “Serve una valutazione d’insieme per evitare di aggirare i vincoli paesaggistici”

Maxi impianti agrivoltaici, pale eoliche e aeroporti per turisti: le colline senesi minacciate dalle grandi opere

Parchi eolici, un colossale impianto agrivoltaico e un aeroporto per turisti. È l’offensiva infrastrutturale che sta mobilitando cittadini, associazioni e amministrazioni locali a difesa delle colline senesi. I territori non si oppongono alla transizione ecologica in sé, ma denunciano le proporzioni dei progetti che, sommati, rischiano di stravolgere uno dei paesaggi più noti d’Italia. I cantieri in via di autorizzazione si concentrano in aree di grande pregio. Ad Asciano, sui crinali delle Crete senesi, la società Visconti srl ha proposto l’installazione di dieci pale eoliche alte circa 200 metri su un’area di 600 ettari. Poco distante, nella Piana di Rosìa, Revalue Energies spinge per un maxi-impianto agrivoltaico: 180.000 pannelli distribuiti su 240 ettari, posizionati sopra la riserva idrica potabile dell’Acquifero del Luco.

A queste opere si aggiunge la partita dello scalo di Ampugnano. Il progetto di ENAC Servizi prevede di investire 34 milioni di euro pubblici per un traffico di appena 18mila passeggeri annui, prevalentemente turisti. In Conferenza dei Servizi, il Comune di Sovicille ha depositato un parere formale non favorevole contro la proposta. Le motivazioni sono tecniche: mancano documenti essenziali come il Masterplan, la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione di Incidenza (VIncA). Forte di questo pronunciamento, il Comitato AmpugnaNO ha chiesto alla Regione Toscana di bloccare l’iter e destinare l’area a uso pubblico. Per le associazioni ambientaliste (tra cui Italia Nostra, AMST e AUSA), questi tre fronti rappresentano un’unica pressione sul territorio.

L’allarme è strategico: approvando i maxi-progetti uno alla volta, si finirà per saturare la zona rendendola di fatto un’area “già compromessa”. Questa classificazione permetterebbe di aggirare i rigidi vincoli di tutela del Piano Paesaggistico Regionale. Da qui la richiesta perentoria alla Regione Toscana: abbandonare la logica delle singole pratiche burocratiche per avviare una valutazione d’insieme. L’obiettivo è decidere se il paesaggio senese debba restare un patrimonio tutelato o finire sacrificato alle maxi-opere.

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