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Economia

In Mediaset sta per chiudersi l'era Adreani. Stando infatti ai rumors che serpeggiano da qualche tempo nei corridoi della televisione berlusconiana, l'amministratore delegato, Giuliano Adreani, presto potrebbe far spazio ad un nuovo capo.

Chi? Sul nome ci sono pochi dubbi, sempre stando alle voci che Affaritaliani.it è in grado di riferire. Il prescelto sarebbe una vecchia conoscenza di Adreani, storico numero uno di Publitalia, e cioè Stefano Sala, che appena due anni fa (nel gennaio 2013) è stato nominato amministratore delegato commerciale della  concessionaria di pubblicità del colosso di Cologno Monzese. Della serie, quando l'allievo ruba la poltrona al maestro.

Ma la rivoluzione non si ferma qui. In Mediaset c'è anche un altro argomento all'ordine del giorno: la successione a Fedele Confalonieri. Sempre stando a quanto risulta ad Affaritaliani.it, anche per l'amico più caro di Silvio, ormai 77enne, sarebbe arrivata l'ora del passaggio di consegne (magari con un ruolo di rappresentanza nella cassaforte di famiglia Fininvest).

E i nomi che circolano per la poltrona di presidente non sono così scontati. In pole ci sono infatti Mauro Crippa, direttore generale dell'Informazione del  gruppo, e  Niccolò Querci, direttore centrale personale e organizzazione.

Chi la spunterà non è certo. Una cosa però per ora è sicura: il fedelissimo Bruno Ermolli non compare nella rosa dei favoriti. Si dice infatti che questi  sia uscito definitivamente dal cerchio magico dell'ex Cavaliere, dove invece è  ben stabile Querci.

Da anni Ermolli, come recita la sua scheda sul sito Mediaset, "assiste il Gruppo Fininvest e le sue Società per quanto riguarda le strategie, i progetti di sviluppo organizzativo, l'advisory board, il management". Ora però il suo posto nel cuore, e nell’entourage, di Berlusconi sarebbe stato occupato da Mario Resca.

In ogni caso chiunque siederà sulla poltrona del 'fedele Fedele' dovrà essere molto bravo nel gestire i rapporti con i figli di Berlusconi, Piersilvio in primis ovviamente. Con l'imminente approdo del piccolo Luigi a capo dell'online della Mondadori, tutta la progenie di Silvio ha ormai un ruolo nel grande gruppo di famiglia. E piano piano sta imparando a comandare.

Non solo. Al nuovo presidente toccherà anche guidare un'azienda che vede nel mercato domestico il suo tallone d'Achille. Stando alla trimestrale appena pubblicata, infatti, è solo grazie al business spagnolo che il gruppo è riuscito a tenere a galla il giro d'affari.

Mediaset ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con una perdita netta pari a 46,8 milioni di euro, in aumento rispetto al rosso di 27,3 milioni del 2013, ma è riuscito a tenere sul fronte dei ricavi che si sono attestati a 2,387 miliardi, in linea rispetto all'anno scorso.

Dal lato del fatturato, appunto, la nota dolente è l'Italia, dove il giro d'affari è sceso da 1,8 a 1,73 miliardi (-4,2%) a causa del calo dell'adv. Di contro i ricavi iberici sono saliti del 12,7% a 658,2 milioni. Nel complesso i risultati del Biscione hanno soddisfatto il mercato anche per la previsione di un leggero utile per l'intero esercizio 2014, nonostante la debolezza della raccolta pubblicitaria e la crisi di Premium (per la quale comunque è previsto l'ingresso di nuovi soci). Il solo terzo trimestre, inoltre, mostra una perdita in forte ridimensionamento (da 57 a 26 milioni).

Immediata anche la reazione degli analisti. Mentre gli esperti delle due banche d’affari JP Morgan e Deutsche Bank hanno confermato il giudizio positivo sulla società, la francese Société Générale ha migliorato da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al calo subito dal titolo negli scorsi mesi e fissato un prezzo obiettivo di 3,1 euro.

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