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Economia

Mediobanca accelera in borsa dove il titolo arriva a guadagnare oltre il 4% a 6,59 euro per azione in mattinata prima di tirare il fiato, dopo la pubblicazione di una trimestrale superiore alle attese che ha visto Piazzetta Cuccia registrare un utile netto di 171 milioni di euro (dai 109 milioni di un anno prima) e un Core Tier 1 dell’11,5% (era pari all’11,7% a fine giugno (ma il confronto non è omogeneo dato che quello del trimestre non tiene conto dell’utile del periodo).

Nel trimestre luglio-settembre (il primo del nuovo esercizio fiscale) è proseguita l’attuazione del piano industriale 2014-2016 ed in particolare è stata ridotta la partecipazione in Telco dall’11,6% al 7,3%, con 59 milioni di utili, mentre si è proceduto allo smobilizzo di altri possessi azionari per 139 milioni (si tratta in particolare dello 0,49% di Rcs fuori dal patto e dell’1,3% di Gemina) con 21 milioni di utili, e al rafforzamento della struttura patrimoniale.

Proprio la divisione “Principal Investing” in cui sono raggruppa tutte le partecipazioni ha incrementato il proprio apporto ai risultati di bilancio con un utile lordo salito da 20 a 141 milioni di euro, grazie alla ripresa reddituale di Generali (da 37 a 64 milioni) ed alla contabilizzazione delle plusvalenze da cessione (79,5 milioni complessivi).  Il valore di mercato del portafoglio azionario al 30 settembre è così risalito a 5,1 miliardi di euro (+19% dai 4,3 miliardi di fine giugno), con plusvalenze non contabilizzate per oltre 1 miliardo.

Segnali più contrastanti dalle attività bancarie: se le attività di “Retail & Consumer Banking” hanno visto i ricavi salire dell’11% su base annua a 228 milioni di euro (peraltro sullo stesso livello del trimestre precedente) e un margine di interesse cresciuto del 13 annuo (e del 4,4% su base trimestrale) a 270,5 milioni, grazie alla tenuta dei margini e dei maggiori volumi intermediati, nel “Corporate & Investment Banking” si è registrato una decisa frenata dei ricavi (118 milioni di euro, il 15% meno del trimestre precedente), per l’assenza di proventi da trading e la debolezza delle commissioni da banca d’investimento.

In particolare l’attività di negoziazione sul reddito fisso ha generato ancora una perdita di 4,6 milioni (dai -10,9 milioni del trimestre precedente) imputabile alla ridotta volatilità e al basso livello dei tassi di interesse. Sul fronte dei costi di struttura le cose vanno bene (-2,9% a 168,6 milioni) soprattutto per via del taglio del costo del personale (-9,5%) che ha dovuto compensare anche i spese amministrative crescenti (+4,8%) dovute alle nuove iniziative di sviluppo della divisione “Retail & Consumer Banking”.

Come dire che a conti fatti la raccolta in crescita per oltre 3 miliardi, “quale effetto di nuove emissioni obbligazionarie per 1,7 miliardi e maggiori depositi CheBanca! (da 11,9 a 13,6 miliardi)” è stata in buona misura “finanziata” dal taglio delle spese per il personale. Se non altro “includendo il covered bond (750 milioni emessi in ottobre), il programma di raccolta annuale è in gran parte completato”, ricorda Piazzetta Cuccia, segnalando anche come gli impieghi siano stabili a 33 miliardi.

Per ora tuttavia al mercato i numeri di Piazzetta Cuccia piacciono più delle cause che li hanno generati, mentre sembra aiutare anche l’annuncio che il patto di sindacato sia stato rinnovato (fino al dicembre 2015) con una riduzione delle azioni vincolate al 30,05% (dal 42% di fine giugno). Un dato che anche Alberto Nagel, numero uno dell’istituto, ha definito “positivo, perché ha fatto sì che la quota di capitale potenzialmente sul mercato sia aumentata e quindi la liquidità del titolo è aumentata” mentre “il peso di Mediobanca negli indici è aumentato o aumenterà”.

In realtà, commentano alcuni operatori, la quota in mano ai soci esteri del gruppo C, che dopo la disdetta di Groupama (tuttora socia al 4,93%) potrebbe ridursi a meno del 6%, sembra destinata a risalire attorno o poco sotto l’11% se le voci che danno per prossimo l’ingresso di nuovi soci e la salita di Vincent Bolloré all’8% (dal 5,03% attuale detenuto tramite la Financiere du Perguet) si riveleranno fondate.

Luca Spoldi

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