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Economia

 

Oscar di Montigny (2)

"Iniziative di natura filantropica glocali, a metà cioè fra la piccola assistenza e i progetti di più ampio respiro come quelli dell'Unicef, ma sempre con ricaduta globale. Diffondere la cultura e i valori come la libertà e la pace e fare da cuscinetto fra il donatore e le associazioni benefiche". E' una delle leve che secondo Oscar di Montigny (nella foto), responsabile marketing del gruppo Mediolanum intervistato da Affaritaliani.it, risultano vincenti "per le aziende nella costruzione delle community attorno a un brand, a un prodotto o a un servizio specifico". Leva che sfrutta il "bisogno del pubblico di  bisogno di intervenire sui principi della sostenibilità e dell'essenzialità" e  che sta alla base del successo dell'operazione a premi "Mediolanum Freedom Rewarding". Operazione grazie alla quale oltre 23 mila clienti del gruppo di Ennio Doris hanno donato oltre 600 mila euro alla Fondazione Francesca Rava, ente che aiuta l’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo.

I soldi serviranno per consentire a centinaia di bambini di frequentare la scuola ed essere curati ad Haiti, con particolare attenzione ai piccoli pazienti che necessitano di ossigeno per la respirazione assistita in terapia intensiva e di operazioni chirurgiche. Premi del catalogo gettonati direttamente dai clienti Mediolanum.


L'INTERVISTA

CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA DELLA FONDAZIONE FRANCESCA RAVA, CON CUI L'ENTE BENEFICO HA RINGRAZIATO MEDIOLANUM PER IL SUCCESSO DELL'OPERAZIONE APREMI CON CUI IL GRUPPO DI DORIS HA RACCOLTO OLTRE 600 MILA EURO FRA I PROPRI CLIENTI


Con l'adesione di 23 mila clienti che hanno devoluto oltre 600 mila euro in favore di progetti di aiuto ai bambini di Haiti, la collaborazione fra Mediolanum e la Fondazione Francesca Rava sta dando risultati importanti. E' un successo. Se l'aspettava?
"E' un risultato, in termini di calore, che mi auspicavo e mi aspettavo, anche se non lo avevo quantificato. Era difficile farlo e pianificare un dato acquisito. Però sottolineo questo: abbiamo voluto con forza questa iniziativa, perché si fonda su una consapevolezza maturata in questi mesi di analisi dei trend del mercato".

Quale consapevolezza?
"Ormai il pubblico e i nostri clienti sono sempre più sensibili ai temi della filantropia. Rispetto al passato, però, questa sensibilità prende forma in una manifesta volontà di contribuire in prima persona".

E cioè?
"Il pubblico ha questa necessità. E' la stessa ragione per la quale tante persone nella loro vita quotidiana stanno migliorando alcuni aspetti del proprio comportamento. Sempre più persone sono consapevoli che è necessario prendersi cura di altro oltre a se stessi. E' un bisogno ormai diffuso. Le nostre analisi alla base delle strategie commerciali ci dicono che le persone stanno chiedendo prodotti e servizi nei vari settori merceologici che siano direttamente rispondenti a un bisogno di intervenire sui principi della sostenibilità e dell'essenzialità".

 

Oscar di Montigny (3)

Un cambio di nuove abitudini...
"Sì, che si manifesta anche nei piccoli gesti quotidiani. Sta evolvendo il piacere di dare un contributo che può andare dalle forme di sostegno a piccole iniziative locali a iniziative più grandi, tutte accomunate dalla voglia di essere parte di un insieme maggiore di persone che sta contribuendo allo sviluppo di progetti comuni, senza che questo insieme debba eguagliare o raggiungere le misure delle grandi organizzazioni tipo l'Unicef, l'Unesco o quant'altro. Percui chi, come player commerciale, saprà con intelligenza e con risvolti strategici coinvolgere la propria community in iniziative di natura filantropica glocali, a metà cioè fra il piccolo e i progetti di più ampio respiro come quelli dell'Unicef, ma sempre con ricaduta globale, riuscirà anche a utilizzare in maniera efficace una delle nuove leve della costruzione delle community attorno a un brand, a un prodotto o a un servizio specifico".

Da qui, la vostra scelta di sostenere i progetti della Fondazione Francesca Rava...
"Sì, abbiamo fatto incontrare un'iniziativa che soteniamo da tempo con la comunità dei nostri clienti non con la semplice suggestione di una donazione ordinaria, ma rendendoli più partecipi attraverso il meccanismo dell'operazione a premi Mediolanum Freedom Rewarding".

Nel catalogo dei premi, i clienti avevano dunque varie opzioni. Oltre ai tradizionali premi hi tech o alle settimane di vacanza, la possibilità di contribuire a un progetto dal valore etico maggiore...
"Esatto. Ed è una delle nuove modalità per ingaggiare e fidelizzare la propria community di clienti".

Facendo leva su questa nuova sensibilità che sta emergendo a livello locale...
"Sì. Se ieri le persone si muovevano più per pietismo e assistenzialismo, oggi deve prevalere invece il contribuzionismo.  Ora le persone vogliono sentirsi partecipi in maniera diversa. E' più efficace se la sollecitazione oggi arriva non dalle associazioni stesse, ma da un ente che fa da cuscinetto. E' quasi stupefacente che a farlo siano delle aziende, come una banca o una società di gestione del risparmio, che magari nell'immaginario delle persone non erano quegli istituti naturalmente predisposti a farlo". 

 

Oscar di Montigny (1)

Ci potrebbero essere altre implicazioni per l'attività bancaria? A quali altre iniziative state pensando in ambito benefico, oltre all'ordinaria attività della Fondazione Mediolanum?
"Nelll'immediato futuro pagherà molto lavorarare nell'ambito di una nuova filantropia. Fare, cioè, assistenza dove c'è bisogno di intervenire e diffondere la cultura e i valori dove c'è necessità invece di conservare determinati patrimoni culturali. Con la nostra università aziendale, ad esempio, ormai da oltre un anno stiamo organizzando attività culturali sul territorio, coinvolgendo migliaia di clienti non in momenti di solo intrattenimento o in esperienze ludiche, ma mettendo a fattor comune cultura o valori".

Quali?
"Incontri, ad esempio, per tutti i nostri clienti con personaggi più o meno noti che incarnano dei valori, come la libertà e la pace. Valori di cui oggi c'è bisogno di nutrirsi. Personaggi come la nipote del Mahatma Gandhi o la blogger cubana Yoani Sanchez. Credo molto in quel che diceva lo scrittore russo Dostoevsky, secondo cui 'la bellezza ci salverà'".

Può spiegare?
"Qualunque azione che diffonda il bello, che sia assistenza a chi ha bisogno, opere d'arte, valore e cultura, oggi più di ieri, potrebbe essere un'interessante via per ripartire".

Può anticipare qualcosa si concreto?
"Intensificheremo il nostro sforzo nel 2014 e il target continuerà a restare l'infanzia afflitta da situazioni di disagio correlate alla malnutrizione, alle malattie e all'educazione".  

Tags:
mediolanumfondazione francesca ravadi montigny
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