Le tensioni geopolitiche nell’Europa dell’Est, fra Ucraina e Russia e quelle in Medio Oriente (un’escalation del conflitto fra Israele e Hamas) tornano a condizionare fortemente gli scambi sui listini azionari, con il Vix, l’indice della volatilità degli scambi azionari, detto anche indice della paura, che è tornato ad impennarsi di oltre il 30%.
Dopo una chiusura al ribasso con tanto di accelerazione durante gli scambi finali alla notizia dell’abbattimento del Boeing della Malaysian Airlines, le borse europee viaggiano ancora in territorio negativo, con gli investitori che preferiscono far scattare le vendite. Stessa musica ieri a Wall Street e stamane, in mattinata, sulle borse asiatiche.
Ma cosa sta succedendo sulle piazze finanziarie e soprattutto nei portafogli dei grandi gestori? Gli esperti spiegano che dopo l’incidente ai confini orientali dell’Ucraina gli investitori hanno accelerato con la loro strategia di rotazione dall’azionario verso l’obbligazionario, gettonando bond e titoli di Stato alla ricerca di un rendimento più sicuro dei più remunerativi titoli azionari.
La ricerca di un porto sicuro ha premiato anche i tradizionali beni rifugio come i Treasury Bond, i titoli di Stato americani e l’oro. Penalizzati ovviamente i titoli legati al mercato delle compagnie aeree. Alla borsa di Kuala Lumpur la Malaysian Airline System Bhd, la società che gestisce la linea aerea nazionale, ha lasciato sul parterre il 4%.
A Parigi, Air France è colpita dalle vendite e perde il 2% circa , mentre sul listino di Francoforte Lufthansa ora cede lo 0,65% (dopo avere aperto con un passivo decisamente superiore). A Londra, invece, controtendenza International Consolidated Airlines (nata dalla fusione tra British Airways e la spagnola Iberia) è tra i migliori del listino e guadagna lo 0,67%.
