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A poche ore dalla bancarotta, il Senato americano ha raggiunto un accordo bipartisan per alzare il tetto del debito e far ripartire i servizi pubblici. Lo dice la Cnn, citando fonti del Congresso. Ora i senatori repubblicani e democratici sono impegnati in un forcing sulla Camera, affinché anche quest'ultima voti il testo.

Alla notizia la borsa americana è schizzata verso l'alto di 200 punti.  Quando in Europa stanno terminando gli scambi, il Dow Jones cresce dell'1,3%, in sintonia con lo S&P 500, mentre il Nasdaq sale dell'1%.
 
Anche le borse europee chiudono positive trainate al rialzo proprio dalle indiscrezioni arrivate dagli States, in recupero dopo una mattinata in rosso. Londra torna in positivo e avanza dello 0,4%, Francoforte recupera lo 0,5% mentre Parigi resta attardata a -0,3%. Milano, già positiva durante la mattinata, accresce i guadagni e l'indice Ftse Mib chiude in rialzo dell'1,45%, oltre quota 19mila punti, ai massmi da luglio 2011.

Le banche guidano la riscossa, mentre tratta in controtendenza Fiat, venduta dopo gli ennesimi dati negativi sulle immatricolazioni di auto. Spicca la performance di Mps, accelera Telecom dopo il report di Goldman Sachs, che consiglia di acquistare il titolo "con convinzione". Sul secondario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi ripassa sotto quota 230 punti base ai livelli del luglio 2011, per un rendimento intorno al 4,22%, mentre quello dei Bonos spagnoli è più elevato di una manciata di punti base. Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania torna così ai giorni che precedettero l'esplosione dell'attacco all'euro, quando la spirale dell'incertezza sul debito governativo si avvitò per minare seriamente la sopravvivenza dell'Eurozona.

Sgombrando il campo da dichiarazioni contrastanti dei due rami del Congresso, lo staff del presidente John Boehner ha detto che sarà la Camera a votare oggi per prima il testo dell'accordo bipartisan raggiunto al Senato. Testo che porrà fine allo shutdown (la chiusura delle attività federali non essenziali) giunto al 16esimo giorno, prolungando il bilancio fiscale fino al 15 gennaio 2014, e che consentirà lo sforamento del tetto del debito (16.700 miliardi che sarebbe stato raggiunto dalla mezzanotte di domani negli Usa, le sei del mattino in Italia) fino al 7 febbraio. La situazione nella serata di ieri sembrava precipitare, tanto che Fitch ha posto il giudizio degli Stati Uniti (Aaa) sotto osservazione per una possibile bocciatura legata proprio alla scarsa tempestività dei politici Usa. Il timore di default della prima economia del mondo aveva invaso di nervosismo i mercati, che hanno poi cambiato direzione.

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