Torna la calma sullo spread Btp-Bund, dopo il netto allargamento delle ultime sedute dovuto a fattori politici come il rischio di elezioni anticipate dopo la decisione della Corte Costituzionale sull’Italicum e il braccio di ferro tra Roma a Bruxelles per la manovra finanziaria aggiuntiva. Il differenziale ha aperto la seduta in contrazione e tratta ora a 181,366 punti base rispetto ai 186,627 della chiusura di ieri, con le Borse europee in lieve rialzo (+0,43% il Dax). Al di la’ delle questioni italiane, e’ la politica il tema dominante sui mercati finanziari, visti anche i numerosi appuntamenti elettorali nell’Eurozona nel corso del 2017.
Nel prossimo futuro probabilmente il nervosismo legato alle decisioni prese dalla nuova amministrazione Usa guidata da Donald Trump continuerà ad avere sul mercato obbligazionario un impatto più forte di quello dei fondamentali economici, avvertono poi gli strategist di Unicredit. Per quanto riguarda la seduta odierna, gli investitori restano in attesa della pubblicazione del Pil del quarto trimestre e dell’inflazione di gennaio dell’Eurozona. La stima preliminare del prodotto interno lordo dovrebbe registrare, secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, un aumento dello 0,5% t/t. Su base annua il Pil è visto in rallentamento all’1,6% dall’1,7%.
Gli esperti puntualizzano che la spinta alla crescita nei mesi finali dell’anno dovrebbe essere data dal recupero dell’export. Nel corso del 2017 “ci aspettiamo un lieve rallentamento della crescita all’1,5% dal momento che la domanda interna, a nostro avviso, avanzera’ a ritmi meno sostenuti per effetto del venir meno del supporto dal prezzo del greggio”. L’inflazione dell’Eurozona e’ invece attesa dagli economisti di Intesa Sanpaolo in aumento all’1,5% a/a a gennaio dall’1,1% a/a di dicembre per effetto del rincaro del prezzo del greggio. La dinamica core e’, invece, vista ancora stabile ma “riteniamo che iniziera’ a salire tra febbraio e marzo sulla spinta di effetti statistici”.
Gli esperti ricordano come la Bce abbia chiarito che “un dibattito sull’uscita dalle misure ultra-accomodanti non sara’ avviato fin quando non si vedra’ un aumento duraturo dell’inflazione sottostante, ma valutazioni sulla traiettoria dei prezzi interni potranno essere fatte solo a fine anno quando dalla dinamica annua saranno usciti effetti base prima favorevoli e poi di freno”. In media 2017 gli economisti si aspettano che l’inflazione headline viaggi all’1,4% dallo 0,2% di quest’anno e che la dinamica sottostante aumenti di uno/due decimi dallo 0,9%.

