C’era una volta la battaglia per i Suv, ultima frontiera scoperta dai produttori asiatici ed europei per cercare di aumentare i margini e blandire gli automobilisti statunitensi, da sempre amanti delle auto dalle dimensioni e motorizzazioni generose e con capacità di muoversi anche su percorsi fuoristrada. Ora però la battaglia si sta ulteriormente spostando verso un’icona “made in Usa”, i pick-up, ossia i “cassonati”, veicoli omologati come autocarri per la presenza di un cassone al posto del bagagliaio, separato e non accessibile dalla cabina con sedili destinata al guidatore e ai passeggeri.

A fiutare l’affare, consistente nell’applicare a questa formula, in origine alquanto spartana, equipaggiamenti e finiture di lusso è ora il gruppo Daimler, pronto a lanciare, da novembre, il suo nuovo Mercedes Classe X, una famiglia di pick-up con la stella a tre punte sul cofano il cui prezzo di listino in Germania partirà da 37.300 euro (circa 43.200 dollari) e che sarà proposto dal prossimo anno anche in Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda, per poi essere esportato in America Latina dal 2019. Per ora Daimler, reduce dalla disavventura del “dieselgate”, non pensa di esportare la Classe X negli Usa, un mercato ipercompetitivo dove pick-up fa rima con modelli come il Ford F-150 da 27.100 dollari, lo Chevrolet Colorado (gruppo General Motors, prezzo d’ingresso di 20 mila dollari) o il suo fratello maggiore, Chevrolet Silverado (da 27.800 dollari), o ancora il Ram 1.500 del gruppo Fiat Chrysler Automobiles, con prezzi a partire dai 26.500 dollari, o la sua versione maggiorata Ram 3.500 da 33.245 dollari.
In compenso la Classe X Mercedes consente al produttore tedesco di spiazzare i connazionali Bmw e Audi in un segmento che sta mostrando in tutto il mondo interessanti tassi di crescita (Daimler prevede che nel prossimo decennio le vendite aumenteranno del 43% arrivando a circa 3,2 milioni di pick-up all’anno), anche perché consente di “agganciare” clienti con passioni per le moto da cross o i quad trasformando così la funzione d’uso di un modello nato come veicolo da lavoro ma che ormai si presta ad essere utilizzato al posto della classica auto “familiare”.
La vera scommessa non è però sul successo di questo tipo di modello, quanto sul posizionamento nell’alto di gamma: il prezzo della Mercedes Classe X non è certamente economico, ma finora chi ha provato a vendere pick-up di lusso come Ford col Cadillac Escalade (da 73.400 dollari) non ha avuto particolare successo. In effetti dal 1998 a oggi ne sono stati venduti in tutto meno di 700 mila esemplari, di cui 39.100 lo scorso anno, con un picco di vendita subito prima della crisi, nel 2006/2007 (quando se ne vendettero rispettivamente 62.200 e 61.000 esemplari all’anno).
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Insomma: i “pick-up di lusso” rischiano di essere una scommessa rischiosa, anche perché per svilupparlo Daimler ha investito una somma più vicina al miliardo di euro che ai 500 milioni, sfruttando la partnership con Nissan-Renault (tanto che i veicoli destinati all’Europa saranno assemblati nell’impianto di Nissan a Barcellona, mentre quelli per l’America Latina usciranno dall’impianto Renault di Cordoba, in Argentina).
Gli ingegneri di Stoccarda non sembrano, peraltro, spaventati. “La Classe X è il primo vero pick-up con convincenti caratteristiche da auto per passeggeri,” ha sostenuto in un’intervista Volker Mornhinweg, responsabile della divisione van di Mercedes, che ha sviluppato il nuovo modello, aggiungendo che “la Classe X è in grado di ampliare i confini del classico pick-up”. Tra qualche mese sapremo se anche gli automobilisti tedeschi e di mezzo mondo sono d’accordo o meno.
Luca Spoldi

