Sono in viaggio verso Bruxelles i lavoratori in esubero di Meridiana, la compagnia aerea che ha avviato la procedura per licenziare 1.634 dipendenti. Prima di raggiungere la sede della Commissione europea, dove una delegazione sara’ ricevuta da deputato dell’Europarlamento e della stessa Commissione, i dipendenti faranno tappa vicino a Parigi, davanti alla residenza dell’azionista di maggioranza Karim Aga Khan per chiedere che “le scelte industriali di salvataggio e rilancio di Meridiana siano eque e confermino il profilo etico che da sempre ha contraddistinto le sue azioni”.
Alle istituzioni comunitarie gli “esuberi” di Meridiana chiederanno un intervento per una soluzione della vertenza che, a loro avviso, riguarda l’intero settore del trasporto aereo italiano e in cui dovrebbe essere coinvolta direttamente anche la presidenza del Consiglio dei ministri, “ancora totalmente assente in questa importante partita”. I lavoratori solleciteranno anche una censura del”dumping sociale” interno alla compagnia (tra lavoratori Meridiana ed Air Italy) e provvedimenti urgenti e straordinari a sostegno delle aziende di trasporto aereo minori.
“I lavoratori non sono le uniche vittime della crisi di Meridiana”, si legge in una nota dei dipendenti. “La sua chiusura costituirebbe un serio problema per l’intero Paese, essendo l’azienda sarda l’ultima compagnia aerea di linea italiana superstite dopo il fallimento di tutti gli altri vettori nazionali e la sostanziale vendita di Alitalia all’emiratina Eithad. In un Paese dalla straordinaria vocazione turistica come il nostro, tra l’altro alla vigilia dell’Expo’, permettere che la gestione del sistema del trasporto aereo sia interamente in mano ad aziende straniere, sarebbe un errore strategico gravissimo”.

