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Economia
La Cina interviene e Piazza Affari vola (+5,86%). WS, miglior rally dell'anno

Di fronte al nuovo tracollo della borsa di Shanghai, che oggi ha chiuso con una flessione del 7,63%, la banca centrale di Pechino non e' stata a guardare. A mercati chiusi, e' stato comunicato un taglio dello 0,25% dei tassi di interesse e un abbassamento di mezzo punto percentuale del tetto di riserva obbligatoria imposto alle banche, ora al 18% per i maggiori istituti. Inoltre e' stata effettuata una nuova iniezione di liquidita' da 150 miliardi di yuan (23,4 miliardi di dollari) nei 'money market', dopo quella, dello stesso importo, attuata la settimana scorsa a favore del sistema bancario.

Per comprendere se le misure saranno sufficienti a spegnere l'incendio finanziario che ha spaventato gli investitori di tutto il mondo bisognera' attendere stanotte, quando riapriranno le piazze cinesi. Per il momento la reazione dei listini appare positiva con Wall Street che punta a realizzare il miglior rally di quest'anno. Le borse europee hanno chiuso segnando una decisa rimonta. Francoforte ha messo a punto un +4,97%, Milano e' maglia rosa con +5,86%, Parigi +4,41%, Londra +3,09% e Madrid +4,09%. Atene ha chiuso in rialzo del 9,3%. La giornata era comunque iniziata con il rimbalzo di buona parte degli indici del Pacifico. Solo Tokyo, a causa del rafforzamento dello yen, aveva seguito Shanghai nella polvere, chiudendo in calo del 4%.

Le buone performance di Hong Kong (+0,72%), Seul (+0,92%), Taipei (+3,6%) e Sydney (+2,72%) hanno pero' consentito alle piazze del vecchio continente di iniziare la seduta con il piede giusto, complici i positivi dati giunti dalla Germania su Pil e fiducia delle imprese. In ripresa anche il prezzo del petrolio, riavvicinatosi a quota 40 dollari, mentre l'euro, dopo l'impennata di ieri, ha chiuso a quota 1,15 dollari. Come sempre, per i mercati non contano solo le misure concrete ma anche gli annunci e le prospettive. Da questo punto di vista, nel comunicato rilasciato dalla banca centrale cinese, va sottolineato il passaggio dove viene riconosciuto come la "volatilita' dei mercati finanziari" richieda "una maggiore flessibilita' degli strumenti di politica monetaria" e come, pertanto, le condizioni siano mature per una "riforma dei tassi".

In sostanza, Pechino starebbe finalmente rispondendo in maniera positiva all'appello per rendere il cambio dello yuan maggiormente regolato dal mercato, appello che arriva da anni da Washington, tanto dalla Casa Bianca quanto dal Fmi. Per il resto la banca centrale ammette la presenza di "rischi al ribasso per l'economia" e promette di "mantenere l'offerta di moneta e la crescita del credito su livelli adatti a promuovere una crescita economica stabile e sana". Sul fronte interno va infine segnalato il lancio di un'operazione di polizia contro il "sistema bancario clandestino" che, secondo il 'South China Morning Post', ha gia' portato a 160 arresti.

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