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Economia
Mondadori, offerta di Belpietro per 5 periodici. Poi lo shopping di Segrate

La riorganizzazione delle attività di Mondadori prosegue, con la prevista cessione dei periodici non strategici sempre più vicina e il mercato apprezza in attesa che per Segrate si apra nuovamente la stagione dello shopping, in Italia come all’estero. La Verità Srl, società editoriale fondata da Maurizio Belpietro che lo scorso anno aveva già rilevato da Mondadori Panorama, ha infatti presentato un’offerta vincolante per l’acquisizione delle cinque testate (Confidenze, Cucina Moderna, Sale&Pepe, Starbene e Tustyle, che nel 2018 hanno registrato un fatturato complessivo di 22,4 milioni di euro) che il gruppo guidato dall’amministratore delegato Ernesto Mauri aveva messo sul mercato, coerentemente con la strategia di focalizzazione sui “core business” dei libri, del retail e dei magazine ritenuti con maggiori potenzialità di sviluppo multimediale.

Marina Berlusconi
 

L’offerta avanzata da Belpietro, valida fino al 31 dicembre prossimo, prevede la costituzione di una Newco partecipata al 75% di La Verità e per il restante 25% da Arnoldo Mondadori Editore, oltre a prevedere un “earn-out” (ossia una clausola con cui il prezzo di vendita viene legato alle potenzialità di crescita delle testate cedute) a favore dellla stessa Arnoldo Mondadori Editore e meccanismi di put e call a favore dei soci che presumibilmente consentiranno a Segrate di cedere e/o a Belpietro di rilevare anche la quota di minoranza della Newco a determinate condizioni.

Una volta cedute le 5 testate di cui sopra, a Mondadori resterebbero peraltro ancora brand come Chi, Casabella, Donna Moderna, Focus, Grazia, Guida Tv, Telepiù, Tv Sorrisi e Canzoni, Sale&Pepe, Spy, Starbene, Tu Style, Icon e Design d’Autore, solo per citarne alcuni, oltre a siti quali Altervista, Androidworld, Coorkaround, Giallozafferano, Mobileworld, Mypersonaltrainer, Nostrofiglio, Pianetamamma, Smartworld e Soldionline, Studenti e Zingarate.

LP 9393325
 

A giudicare dalla reazione del titolo in borsa (oltre il 3% di rialzo in una giornata negativa per il listino di Milano) la cessione in arrivo è giudicata positivamente, così come potrebbe esserlo la prossima operazione attesa, di segno opposto, ossia l’acquisizione di Lswr del gruppo Albonetti, società attiva nell’editoria professionale, nel marketing solutions e nell’Educational.

Mondadori, che in borsa capitalizza poco meno di mezzo miliardi di euro, ha infatti 200 milioni in cassa da spendere in acquisizioni in Italia ed all’estero ed una prima acquisizione nel settore professional appare gradita al mercato, perché potrebbe essere seguita da ulteriori operazioni dello stesso segno per consolidare il settore.

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Del resto a fronte di un mercato, quello dei periodici, che negli ultimi 10 anni ha visto la raccolta pubblicitaria crollare del 70% e la diffusione dimezzarsi, ogni mossa che sposa Segrate sempre più verso il settore librario e concentra la residua presenza nei periodici in poche testate “spendibili” anche sul web non può che essere ben vista dagli analisti, come quelli di Equita Sim che non escludono persino il ritorno a un dividendo (reso possibile tra l’altro da un flusso di cassa che la società prevede possa raggiungere i 45 milioni di euro entro fine anno) che manca ormai dal 2010, con un possibile payout del 50%.

Se fosse vero, a fronte di attese di consenso per un utile ante imposte a fine anno attorno ai 58 milioni di euro (il gruppo di Segrate, più prudentemente, ha finora indicato come obiettivo un utile netto 2019 tra 30 e 35 milioni) e a circa 14 centesimi di euro per azione (9 centesimi se l’utile risultasse in linea coi target societari), vorrebbe dire 7 centesimi di dividendo (5 centesimi), che può sembrare poco ma equivale a un rendimento del 3,5% (1,7%) rispetto alle quotazioni attuali, dopo un decennio di assenza di cedole e in presenza di rendimenti dei titoli di stato italiani ancora vicini ai minimi storici (il Btp decennale guida rende oggi lo 0,94%).

Il tutto dopo l’uscita dal mercato francese con la cessione di Mondadori France a Reworld Media del miliardario Pascal Chevalier (cui già facevano capo testate come Marie France e Tele Magazine), in cambio, tra l’altro, di una quota tra l’8% e il 10% nella stessa Reworld Media ed in attesa di capire se in Gran Bretagna, Francia e Spagna, i tre mercati del libro al momento più in salute in Europa, esiste qualche preda che possa essere messa in carniere.

Luca Spoldi

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