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Economia
Esclusivo/ Moody's: Italia in recessione per tutto il 2014


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

 

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"I recenti dati sul PIL italiano hanno rivelato che l'economia del paese si è contratta dello 0,2% nel secondo trimestre di quest'anno rispetto al trimestre precedente. Alla luce di questi nuovi dati, ora prevediamo che l'economia italiana si contrarrà dello 0,1% nel 2014, contro la precedente previsione di 0,5% di crescita. Tutto ciò rende la riduzione del deficit e del debito più difficile e comporterà l'attuazione di misure economiche strutturali politicamente più impegnative". Lo afferma ad Affaritaliani.it Sarah Carlson, Vice President - Senior Credit Officer di Moody’s Investors Service nel giorno in cui è stata pubblicata la nota dal titolo 'Italy’s Recession Adds Headwinds to Country’s Fiscal and Structural Reform'.

"Il governo italiano - prosegue Sarah Carlson - ipotizza un deficit del 2,6% rispetto al PIL nel 2014 e il suo programma di stabilità prevede un disavanzo dell'1,8% nel 2015. Pensiamo che l'Italia mancherà entrambi questi obiettivi (che attualmente prevedono un deficit 2,7% rispetto al PIL in entrambi gli anni, con un significativo rischio di ulteriori revisioni al rialzo), e che l'onere del debito raggiungerà il picco del 136,4% del PIL nel 2014 per poi scendere al 135,8% nell'anno successivo".

"La recessione in Italia - conclude la Vice President di Moody’s Investors Service - avrà effetti negativi sulla politica fiscale e sul clima politico generale, sia a livello nazionale che europeo".

LA NOTA DI MOODY'S - L'Italia chiuderà il 2014 con un Pil in contrazione dello 0,1% contro il +0,5% stimato in precedenza, e mancherà entrambi gli obiettivi governativi di deficit/Pil collocandosi al 2,7% quest'anno e il prossimo, con "rischi significativi" di sforare ulteriormente. Così scrive Moody's nella nota ufficiale dopo il ritorno della Penisola in recessione. La crescita più debole del previsto, inoltre, "complica il passaggio e la realizzazione dell'agenda di riforme strutturali del governo Renzi".

RIFORME, L'UE: DECIDE ROMA - Intanto, Bruxelles risponde all'intervista che il premier ha rilasciato ieri al Financial Times, affermando di essere "d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di riforme, ma come farle lo decido io, non la Troika, ne' la Bce, ne' la Commissione Europea". "Faro' io le riforme perche' l'Italia non ha bisogno di qualcun altro che ci spieghi cosa fare", aveva aggiunto.    "L'attuazione delle riforme strutturali e' una questione che riguarda lo Stato italiano" ha affermato il portavoce della Commissione europea Michael Jennings. Il portavoce ha comunque ricordato che l'Italia "ha gia' assunto quest'impegno" con la Commissione e che "le riforme strutturali, attuate in modo efficace, creano le condizioni per la crescita e per l'occupazione".

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