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Economia

 

fabrizio violaFabrizio Viola

Aumento di capitale nel 2014, dopo aver eliminatoil tetto al 4% ai diritti di voto. E' il percorso ipotizzato dall'amministratore delegato di Banca Monte dei Pashi di Siena, Fabrizio Viola, che, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, ribadisce di voler evitare la nazionalizzazione aggiungendo, pero', che non sarebbe un problema avere lo Stato come socio di minoranza.

''Lavoriamo'' per evitare la nazionalizzazione, dice, ''gli strumenti previsti dal piano industriale per raggiungere il traguardo sono il ritorno alla redditivita', fare cassa con le cessioni e varare l'aumento di capitale da un miliardo senza diritto d'opzione, gia' approvato e delegato al consiglio di amministrazione. Su questi fronti siamo impegnati al massimo''.

Per pagare i 360 milioni di interessi allo Stato relativi al 2013 ''puntiamo a generare reddito sufficiente'' ma e' possibile anche che ''il pagamento possa essere effettuato, in tutto o in parte, anche emettendo azioni della banca''.

Questa non sarebbe una nazionalizzazione, sottolinea Viola: ''Una cosa e' avere lo Stato come socio di minoranza, altro discorso e' ipotizzare che la maggioranza diventi pubblica: uno scenario, questo, certamente possibile, che pero' la banca e' impegnata ad evitare''.

Per quanto riguarda l'aumento di capitale, secondo l'a.d. di Mps ''penso che nel 2014 ci saranno le condizioni interne per affrontare il passaggio'' ma prima bisognera' cancellare il tetto al 4% ai diritti di voto: ''Prima affrontiamo questo nodo, meglio e'. Per andare sul mercato con l'aumento di capitale sara' comunque indispensabile abolire quel vincolo che, lo dico a titolo personale, avra' effetti positivi anche per la Fondazione Mps e per il suo patrimonio''.

Buona la reazione a Piazza Affari, dove l'istituto senese è uno dei pochi titoli positivi. A metà mattinata Mps avanza dello 0,3%.

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