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Mps, il “premio” è già dei soci? Il conto fiscale e il confronto con Intesa

La banca senese prevede 1,208 euro per azione tra cash e titoli Generali. Per una persona fisica il prelievo può arrivare al 26%

Mps, il “premio” è già dei soci? Il conto fiscale e il confronto con Intesa
Monte dei Paschi di Siena sede

Intesa mette sul tavolo nuove risorse e un premio del 12,5%. Mps propone invece una distribuzione da 1,208 euro per azione utilizzando patrimonio già presente nella banca. Per i piccoli soci cambia anche il conto fiscale.

Intesa porta nuove risorse, Mps distribuisce 1,208 euro tra contanti e azioni Generali

L’analisi pubblicata sul Sole 24 Ore e firmata da Franco Paparella mette a confronto l’OPAS di Intesa Sanpaolo su Mps e la risposta della banca senese dal punto di vista dei piccoli azionisti. La differenza riguarda soprattutto la provenienza delle risorse e ciò che resta effettivamente nelle mani dei soci dopo l’operazione.

Intesa Sanpaolo offre 1 euro per azione in contanti, risorse che arriverebbero da un soggetto esterno a Mps. L’offerta incorpora inoltre un premio del 12,5% rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio. La strategia difensiva di Monte dei Paschi di Siena prevede invece una distribuzione straordinaria complessiva di 1,208 euro per azione. Di questi, 0,302 euro verrebbero corrisposti in contanti e altri 0,906 euro attraverso l’assegnazione di azioni di Assicurazioni Generali, detenute da Mps tramite Mediobanca.

La differenza riguarda l’origine del valore trasferito agli azionisti. Nel caso di Intesa, il denaro arriva dall’esterno della banca senese. Nel caso di Mps, contanti e titoli derivano da attività che fanno già parte del patrimonio della società. Quando una società distribuisce una quota del proprio patrimonio, gli azionisti ricevono denaro o beni ma il patrimonio della società diminuisce dello stesso importo. È lo stesso principio che porta normalmente il prezzo di un titolo ad adeguarsi dopo lo stacco di un dividendo.

Il prelievo fiscale può superare la quota ricevuta in contanti

La distribuzione straordinaria pone anche un problema fiscale per i piccoli investitori. Per una persona fisica residente in Italia, l’imposizione prevista sarebbe pari al 26% sia sulla componente in contanti sia su quella distribuita attraverso le azioni Generali. Su una distribuzione complessiva di 1,208 euro per azione, l’imposta ammonterebbe a circa 31,4 centesimi. La parte ricevuta direttamente in contanti sarebbe invece di 30,2 centesimi per azione.

Il prelievo fiscale sarebbe quindi superiore alla componente cash della distribuzione. Il socio riceverebbe una parte del patrimonio già appartenente alla banca e dovrebbe contemporaneamente sostenere l’imposta prevista sul valore assegnato. È questo uno degli elementi che distingue maggiormente la strategia Mps dall’OPAS di Intesa. Nel primo caso il valore distribuito deriva dal patrimonio esistente della banca; nel secondo, il beneficio economico è finanziato dall’offerente esterno.

Per i piccoli azionisti il confronto si concentra quindi su premio, provenienza delle risorse e tassazione. Intesa incorpora un premio del 12,5% rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio, mentre Mps prevede una distribuzione da 1,208 euro per azione utilizzando attività già presenti nel proprio patrimonio.

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