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Economia
Mps è formalmente in vendita. Lo dice il WSJ

Bomba del Wall Street Journal. Secondo il giornale a stelle e strisce edito dal gruppo Murdoch, Mps è formalmente in vendita. Il quotidiano finanziario che cita fonti informate dei fatti, spiega che il gruppo presieduto da Alessandro Profumo e guidato Fabrizio Viola ha dato mandato a Ubs e Citigroup per trovare un partner per l'acquisto o per una fusione. Il processo di vendita è iniziato ufficialmente questa settimana, dopo che le banche d'investimento hanno individuato i soggetti interessati a sottoscrivere il previsto aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro.

L'obiettivo di Mps è quello di trovare un acquirente o un partner per una fusione prima del completamento dell'aumento di capitale, rendendo così inutile l'offerta in opzione, hanno precisato le fonti. L'offerta in opzione è prevista per il secondo trimestre del 2015. Non è chiaro quanto il Monte dei Paschi possa raccogliere da qualsiasi operazione di vendita. La banca, in ribasso del 40% da inizio anno, capitalizza attualmente 3,4 miliardi.

Secondo le fonti, Ubs e Citigroup sono nelle primissime fasi del processo di identificazione di eventuali interessati alla banca. L'elenco dei possibili acquirenti comprende le concorrenti di medie dimensioni, Ubi Banca, così come alcune grandi banche europee già presenti in Italia. I dirigenti di Mps non hanno però al momento incontrato nessun potenziale pretendente.

Peraltro Ubi Banca ha già precisato di non essere coinvolta in alcun negoziato con la banca senese e i vertici di alcune grandi banche europee, tra cui Banco Santander, Bnp Paribas, nonché i big italiani, Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno escluso un interesse ad acquistare il Monte.

L'elenco dei potenziali acquirenti è d'altra parte limitato dai profondi problemi di Rocca Salimbeni. Dagli stress test del mese scorso la banca è uscita con deficit di capitale deficit di 2,1 miliardi di euro, la maggior carenza tra i 150 istituti di credito sottoposti alle prove.

L'entità del deficit ha sorpreso analisti, investitori e i dirigenti della stessa banca, in parte perché Mps ha raccolto solo pochi mesi fa 5 miliardi di euro. Come altri istituti di credito italiani, la banca è appesantita da miliardi di euro di crediti problematici. Inoltre è coinvolta in una disputa di vecchia data su derivati legati alle sue dotazioni di titoli di Stato italiani.

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