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Mps, Lovaglio sulla doppia Ops: “Unisce e non divide, niente spezzatino”

L’ad di Mps rivendica il progetto industriale, esclude contatti preventivi con Delfin e promette 4 miliardi agli azionisti

Mps, Lovaglio sulla doppia Ops: “Unisce e non divide, niente spezzatino”

Luigi Lovaglio difende la doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali e assicura che Mps resterà integro. Il progetto punta a un gruppo italiano da 11 milioni di clienti, mentre l’ad esclude contatti preventivi con Delfin e apre a una distribuzione straordinaria da circa 4 miliardi.

Il piano punta a 11 milioni di clienti e oltre 800 miliardi di attività finanziarie

Mps resterà al centro del progetto e non verrà divisa tra reti, clienti e attività. È la linea indicata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio in un’intervista a Repubblica sulla doppia Ops che coinvolge Banco Bpm e Banca Generali.

Lovaglio descrive l’operazione come “è articolata è gestibile” e, parlando in particolare dell’eventuale integrazione con Banco Bpm, esclude cessioni per pezzi: “nessuno spezzatino. Il nostro progetto, unisce non divide”. L’ad contrappone il proprio disegno alle altre ipotesi sul futuro del Monte. “Il nostro progetto è diverso, e ha una forte visione industriale. Intesa divide Mps, trasferisce le reti, i clienti e le relazioni, il nostro ne preserva l’integrità e fa del Monte il baricentro di un gruppo di matrice italiana, più competitivo e con una più forte capacità di erogare il credito, più forte nel risparmio gestito, nell’assicurazione e nella consulenza strategica. Più vicino all’economia reale con i centri decisionali radicati nei territori. E soprattutto garantiamo pluralità e concorrenza”.

Lovaglio sulle parole di Meloni e sulla neutralità di Giorgetti

Lovaglio accoglie con favore l’appello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni affinché Mps non venga “smembrato”. “Sono parole importanti – dice – perché riconoscono il valore dell’integrità del Monte, del suo nome e del ruolo nel Paese. È un riconoscimento significativo del lavoro delle colleghe e dei colleghi che hanno reso possibile la rinascita”.

Diversa, ma rispettata, la posizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha parlato di neutralità: “Ho letto e rispetto la posizione di neutralità del ministro e considero positivo che le preoccupazioni delle autorità locali abbiano trovato ascolto”. Sul ruolo dei grandi azionisti, Lovaglio nega che il progetto sia stato preparato con il coinvolgimento preventivo dei soci: “Non abbiamo avuto contatti preventivi con alcuna azionista e quindi nemmeno con Delfin”.

Generali, 4 miliardi agli azionisti e il nuovo gruppo

Un altro passaggio riguarda le partecipazioni incrociate con Generali in caso di successo dell’operazione. Lovaglio sostiene che la questione sia già stata esaminata sul piano giuridico: “La questione è stata affrontata ex ante e abbiamo acquisito uno specifico parere legale. Generali riceverebbe le azioni nell’ambito di una offerta di scambio, non comprandole sul mercato. E secondo il parere ricevuto, in questo caso non ci sarebbe l’obbligo di scendere sotto il 3%”.

Per gli azionisti di Mps, il progetto prevede anche una distribuzione straordinaria. “Agli azionisti – aggiunge – offriamo valore oggi e domani, con una distribuzione straordinaria di circa 4 miliardi tra cassa e azioni Generali, una remunerazione elevata e sostenibile nel tempo e la possibilità di partecipare alla crescita futura che ci sarà. Di fatto l’operazione è un convenzionale merger tra due banche complementari a cui agganciamo un facilitatore di sviluppo che è la piattaforma Banca Generali. Mediobanca, invece, ha la sua road map autonoma. Avrà 11 milioni di clienti, oltre 800 miliardi di attività finanziarie, circa 250 miliardi di crediti alla clientela, con una creazione di valore a doppia cifra. Mi sembra fare industria, ma se costruire un gruppo più forte è “creatività” allora accetto il complimento”.

La complementarità territoriale è uno dei punti sui quali Lovaglio costruisce il progetto. Banco Bpm è maggiormente presente al Nord, Mps al Centro e al Sud, con l’obiettivo dichiarato di sommare reti e competenze. “Vogliamo essere – prosegue Lovaglio – un motore della crescita italiana , Il nostro progetto unisce, non divide. Siamo complementari per clientela, territori e competenze. Bpm più al Nord, Mps più al Centro e Sud, uniamo queste capacità per costruire un gruppo più forte, non per smontarne uno esistente”.

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