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Mps, Messina rilancia dopo il passo indietro di Bpm: “L’operazione crea valore per gli azionisti di Intesa e del Monte dei Paschi”

Il ceo di Intesa Carlo Messina: “Vogliamo portare a termine l’operazione e faremo tutto il possibile per riuscirci”

Mps, Messina rilancia dopo il passo indietro di Bpm: “L’operazione crea valore per gli azionisti di Intesa e del Monte dei Paschi”

“Riteniamo che l’acquisizione possa creare valore sia per gli azionisti di Intesa Sanpaolo sia per quelli di Mps“. Così il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nell’intervista esclusiva a Cnbc e pubblicata integralmente stamane a Milano Finanza. Nell’intervista Messina ha citato la celebre frase di Mario Draghiwhatever it takes‘, “costi quel che costi. Vogliamo portare a termine l’operazione e faremo tutto il possibile per riuscirci. E molto importante perché consentirebbe di accelerare il nostro piano industriale, anticipandone di circa tre anni gli obiettivi. Con l’acquisizione arriveremo a 2.000 miliardi di patrimoni in gestione. E potremo potenziare le sinergie che già abbiamo nel gruppo”. Le dichiarazioni del ceo di Intesa arrivano dopo che ieri Banco Bpm ha ufficialmente annunciato in una nota la sua ritirata dalla partita.A quasi due mesi dall’invio della lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti“, si legge nella nota.

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Da Messina sono arrivate parole anche all’indirizzo di Unicredit. “C’è il chiaro bisogno di incrementare dimensione e capitalizzazione delle banche europee che vogliono essere protagoniste nel futuro. Il confronto con Stati Uniti e Cina pone l’Europa in una posizione ridicola. Unicredit ha fatto un’ottima scelta, coerente con il proprio business model orientato al commercial banking. Il nostro modello è diverso. Ciò non toglie che siamo i due maggiori gruppi bancari italiani e due pilastri della borsa in Italia. Vorrei anche sottolineare che i rapporti sono buoni. Siamo concorrenti, ma anche interlocutori che possono collaborare in futuro su diversi fronti“. Per quanto riguarda la “nostra operazione, c’è – conclude – un vantaggio fondamentale: il rischio di integrazione è nullo. E un’operazione semplice. Ma anche il progetto di Unicredit, pur formalmente transfrontaliero, è in realtà simile a una fusione domestica perché riguarda l’integrazione di due realtà tedesche. Credo che questo sia il futuro di tutti gli operatori che vogliono avere un ruolo di leadership in Europa”.