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Mussari e Vigni indagati per falso in bilancio: un’arma in più per la Fondazione

gabriello mancini

Un’altra mazzata per Mussari e Vigni. Un’altra arma nella mani della fondazione e dell’attuale dirigenza di Mps. L’ex presidente e l’ex direttore generale di Rocca Salimbeni sono indagati anche per falso in bilancio relativo agli esercizi 2009, 2010, 2011.

Per la Fondazione guidata da Gabriello Mancini è un nuovo assist che aprirebbe la strada per un’azione diretta di responsabilità più rapida, che non passi per l’assemblea dei soci. Si tratta dell’azione esercitata da una minoranza qualificata di soci nei confronti degli amministratori per far ottenere alla società il risarcimento del danno provocato al suo patrimonio del gruppo. Per le società quotate, i soci che si ritengono danneggiati devono essere titolari, salvo disposizioni diverse dello statuto, di almeno il 5% del capitale sociale. Inoltre con l’articolo 2393 bis, il singolo sociopuò anche agire contro gli amministratori per ottenere il risarcimento dei danni subiti, indipendentemente dalle azioni di responsabilità che siano state intraprese dalla società.

Questa forma di azione è prevista nei casi in cui il socio abbia subito un danno diretto, ad esempio la partecipazione ad aumento di capitale caratterizzato da falso in prospetto o, appunto, falso in bilancio. Nel caso di Mps, l’ipotesi di falso in prospetto sussisterebbe per l’aumento di capitale del 2008, quella di falso bilancio per l’aumento di capitale del 2011. Nel primo caso la Fondazione spese oltre 3 miliardi, di cui quasi 350 milioni a debito, nel secondo caso si indebitò fino al collo per altri 600 milioni.

L’azione del socio può essere esercitata entro i cinque anni dal compimento dell’atto pregiudizievole. Per l’eventuale danno diretto sull’aumento di capitale del 2008 la Fondazione potrebbe avere solo una manciata di giorni a disposizione: il prospetto, l’atto pregiudizievole verso il socio, fu pubblicato sui quotidiani intorno al 25 aprile 2008, tre giorni dopo venne avviata la ricapitalizzazione. Potremmo dunque essere a ridosso del termine quinquennale. Finora si sono mossi Alessandro Profumo, presidente di Mps, e Fabrizio Viola, Ad della banca, che hanno fatto approvare dal Cda la proposta di azione di responsabilità della banca contro gli ex vertici de Monte da votarsi alla prossima assemblea di bilancio convocata per il 29 aprile. La Fondazione Mps, in qualità di socio, per ora, non ha mosso foglia. Un comportamento diverso da quello della Fondazione Banca Marche che, proprio nei giorni scorsi, si è resa promotrice di una azione di responsabilita’ nei confronti di alcuni ex amminstratori di Banca Marche chiedendone espressamente l’inclusione nei punti all’ordine del giorno dell’assemblea di bilancio.