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Mutui, Euribor a tre mesi per la prima volta sottozero. Ora rate meno care

Mutui, Euribor a tre mesi per la prima volta sottozero. Ora rate meno care
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L’Euribor a un mese e quello a tre mesi scesi in territorio negativo portano in dote effetti positivi per chi ha contratto un mutuo a tasso variabile negli anni scorsi, lasciando completamente spiazzate invece le banche. Ecco perché

Certo, bisogna sempre controllare il proprio contratto con cui è stato stipulato il mutuo per vedere com’è stata regolata l’evenzienza. Detto questo però (ed è difficile che le banche per i mutui a tasso variabile stipulati negli anni scorsi si fossero preparate a tassi negativi), è molto probabile che le prossime rate saranno inferiori alle spread.

L’Euribor a un mese (sceso ieri sottozero: -0,002%) e quello a tre mesi, diminuito oggi per la prima volta nella storia in territorio negativo, segnando -0,001% portano in dote effetti positivi per chi ha contratto un mutuo a tasso variabile negli anni scorsi, lasciando completamente spiazzate invece le banche perché questi due tassi sono i saggi di riferimento (calcolati sulla media dei tassi delle transazioni finanziarie in euro tra le banche europee) per il calcolo di quanto mensilmente i mutuatari devono sborsare ai propri istituti di credito. Un calcolo che è effettuato sommando allo spread (la % fissa stabilita dalla banca a inizio del contratto che rappresenta il guadagno lordo degli istituti su un prestito) al tasso di indicizzazione scelto (il tasso Bce che in questo momento è positivo ed è pari allo 0,05% e per la maggior parte dei casi, Euribor a 1 e 3 mesi).

Va da sè, quindi, che avere gli Euribor a un mese e a tre mesi sottozero, al netto di quanto scritto nel contratto prudentemente verificato in filiale nella propria banca, porterà a una somma algebrica (quindi sottrazione) allo spread fisso per ottenere il tasso finale del mese su cui calcolare la prossima rata. Una volta ogni tanto, una buona notizia per chi è al di qua dello sportello.