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Mutui tabù per gli under 40. Meglio puntare sul tasso variabile

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Il bollettino nero del credito si aggiorna di settimana in settimana, ma gli italiani non rinunciano a chiedere mutui. Pochi quelli concessi, soprattutto ai giovani, mentre il tasso variabile vince per distacco la gara con il tasso fisso “classico”. Sono i risultati dell’analisi condotta da mutuiperlacasa.it sul mercato dei mutui nei primi 3 mesi del 2013.

Lo studio ha monitorato 3 mila richieste di finanziamento. Il dato che balza subito all’occhio è la crescita del 12% rispetto al trimestre precedente. Il mutuo medio è di 136 mila euro, in crescita di circa 10 mila euro in più rispetto al 2012. Questo non significa che il valore delle case è cresciuto, ma bensì che l’importo richiesto è maggiore per una minore disponibilità di risparmio.

Le finalità più richieste sono quelle per l’acquisto della prima o seconda casa, pari al 75% del totale, in crescita del 10% verso il 2012. Crollano le richieste di Consolidamento dei debiti o Surroga che dal 10% del 2011 scendono al 4%. Questo effetto è dovuto, nel caso del consolidamento per la scarsa o quasi inesistente offerta del sistema bancario, mentre per la Surroga o Sostituzione, agli spread ben oltre il 3% che non rendono l’operazione conveniente a chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile con spread all’1,50%.

Solo il 4% delle richieste di mutuo acquisto casa va oltre l’80%, anche se la metà di queste viene rifiutata per l’elevata rischiosità.

Il mutuo più richiesto è senza dubbio il tasso variabile, che viene scelto dal 53% dei richiedenti. Exploit del tasso misto, fisso per i primi 5 anni e poi rinegoziabile che dal 12% del 2012 arriva al 37% dei primi 3 mesi di quest’anno. Solo un modesto 10% continua a preferire il tasso fisso classico, più per un bisogno di sicurezza che per l’effettiva convenienza.

 

La percentuale di approvazione del totale richieste crolla sulle cosiddette finalità non tradizionali. Consolidare i prestiti o sostituire un vecchio mutuo è diventato molto difficile. Il 50% delle richieste viene respinto dalle banche per eccessivo indebitamento dei richiedenti o per paura di acquisire clienti troppo facili alla rinegoziazione. Sugli acquisti della prima casa, invece la percentuale di rifiuto è sostanzialmente in pari rispetto al 2012. Solo il 15% dei mutui per l’acquisto viene respinto. Tale percentuale sale solo per i mutui compresi tra il 70 e il 90% del valore dell’immobile.

La metà del totale delle richieste, da notare nell’analisi di mutuiperlacasa, si concentra in 7 città. Roma in testa con il 14% delle richieste, seguita da Milano, Napoli, Torino, Bologna e dalle 2 siciliane Catania e Palermo. Ultime 3 classificate, Sondrio, Isernia e Macerata.

Sale l’età media dei richiedenti. Sarà l’effetto “choosy” della Fornero o il ritardato ingresso nel mondo del lavoro? Probabilmente la seconda ipotesi sembra essere più realistica, anche perché come si nota dall’analisi, a Milano l’età media scende a 34 anni, e sale a oltre 41 anni di Napoli.

 

Tutto sommato per la finalità acquisto prima casa, arrivare a 40 anni per fare il primo passo può sembrare leggermente tardi rispetto alle medie europee che si attestano intorno ai 30 anni. Sarà diventato davvero un paese per vecchi?

 

Uffici studi – www.mutuiperlacasa.com