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Netflix crolla a Wall Street dopo i conti (buoni), ecco che cosa c’è dietro

Il mercato guarda a ciò che può accadere nei prossimi mesi e le previsioni sono sotto le attese degli analisti

Netflix crolla a Wall Street dopo i conti (buoni), ecco che cosa c’è dietro

Buoni risultati per Netflix nel secondo trimestre ma a Wall Street non bastano e nell’After Hours il titolo ha perso il 9%.  Bene i ricavi a 12,56 miliardi di dollari, +13,4% rispetto agli 11,08 miliardi del corrispondente trimestre dell’esercizio precedente ma i margini sono scesi dal 34 al 33% e per l’intero 2026 sono stimati al 31,5%. Da sottolineare che l’utile netto ha toccato i 3,4 miliardi di dollari.  Ma, come al solito, il mercato guarda a ciò che può accadere nei prossimi mesi e le previsioni sono sotto le attese degli analisti, anche se la stima di fatturato resta tra 51 e 51,4 miliardi di dollari.  Meno positivi i dati sulla liquidità, molto importante per sostenere la realizzazione dei contenuti. Infatti il flusso di cassa  è sceso da 2,3 a 1,5 miliardi di dollari. 

Sul fronte della crescita Stati Uniti e in Canada,  il suo mercato più importante, hanno registrato un +10%  percentuale inferiore a quella registrata nei quattro trimestri precedenti. Quanto all’audience, se così si può dire, nei primi tre mesi dell’anno gli utenti hanno guardato più di 97 miliardi di ore di contenuti, il dato più alto mai registrato dalla piattaforma e rappresenta una crescita anno su anno del 2%. Sarebbe però sceso il tempo di visione giornaliero degli utenti del 7% con cali anche fino al 70% nel passaggio dalla prima alla seconda stagione di serie come The Night Agent, One Piece, The Four Seasons, Running Point e Beef. La società guidata da Ted Sarandos sta però cominciando ad offrire anche eventi in diretta che già nel 2026  assorbiranno circa il 5% del budget destinato ai contenuti, pur rappresentando appena l’1% delle ore viste per cercare di attirare nuovi inserzionisti. 

L’interesse di questi ultimi si concentra infatti soprattutto sugli appuntamenti live, tra calcio, baseball, wrestling.  Dal 2027 cambierà anche il modo in cui Netflix comunicherà i dati sull’utilizzo della piattaforma.  L’apposito report, ad oggi pubblicato ogni sei mesi, diventerà annuale e reso noto nel primo trimestre. La società ha spiegato di voler concentrare maggiormente l’attenzione sugli indicatori finanziari. Secondo Brian Wieser, analista di Madison and Wall, la nuova cadenza potrebbe servire a  ridurre l’attenzione sul tempo trascorso dagli utenti sulla piattaforma, soprattutto qualora la crescita dovesse rallentare ancora.

Per aumentare la permanenza nell’app la società dal 3 agosto proporrà contenuti brevi (stile You Tube o Tik Tok) per attirare un pubblico sempre più giovane. Per il momento la gratuità, che è il vero valore della tv generalista, resta salva. Netflix non l’ha ancora in programma precisando però che negli Usa l’abbonamento con pubblicità da 8,99 dollari al mese è quello più gradito agli utenti.  E infatti la raccolta  va molto bene. La società prevede di chiudere il 2026 con 3 miliardi di dollari di fatturato pubblicitario, il doppio rispetto al 2025.  Sul fronte della crescita gli spazi ci sono ha detto  direttore finanziario Spencer Neumann. Netflix raggiunge meno del 45% delle famiglie accessibili e rappresenta circa il 5% del tempo dedicato alla televisione a livello mondiale e dunque può ancora crescere a discapito delle tv generaliste come Mediaset che però si sta attrezzando con una strategia multipiattaforma. 

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