Fiat Chrysler Automobiles (Fca) in deciso calo oggi a Piazza Affari, dopo che si è saputo che l’Antitrust Ue al termine della sua indagine preliminare ha avanzato riserve sulla fusione tra Fca e Psa, sottolineando in particolare il rischio che il nuovo gruppo arrivi a detenere una quota del mercato europeo dei veicoli commerciali leggeri eccessivamente elevata: 34% a livello di Ue-28 secondo i dati Acea, ma in Italia si salirebbe al 48% e in Francia al 45%. Obiezioni a fronte delle quali le due case automobilistiche non avrebbero per ora offerto alcuna compensazione, aumentando la probabilità che il 17 giugno la Commissione Ue apra un’istruttoria approfondita di ulteriori 4 mesi.
Il rischio che la fusione slitti rispetto ai tempi finora previsti è dunque concreto, ma come sottolineano gli analisti di Websim l’Antitrust dovrebbe concentrarsi sulla struttura del mercato stesso più che sulle sole quote di mercato. “Le due società hanno un indice HHI (Herfindahl-Hirschman Index, i cui valori variano tra zero, in concorrenza perfetta, e 10 mila, in caso di monopolio, ndr) pari a 2.000 in Europa, in linea col limite massimo che abitualmente le autorità europee tollerano (dal punto di vista accademico il limite è posto a 2.500)” notano gli esperti che pertanto giudicano poco probabile uno stop all’operazione, aggiungendo che eventuali concessioni da parte delle due società non dovrebbero essere rilevanti.
Il nocciolo della questione sta naturalmente nella definizione del mercato di riferimento. Per veicoli commerciali leggeri (Vcl) si intendono pick-up, camioncini e furgoni fino a 3,5 tonnellate, che in Europa sono pari a 31,6 milioni di unità in tutto, con poco più di 2 milioni di immatricolazioni nel 2019. Numeri che secondo le stime pre-pandemia avrebbero dovuto registrare un incremento medio annuo del 5,6% circa nel quinquennio 2020-2024, anche grazie all’attesa crescita dell’e-commerce (e pertanto dell’industria logistica) e delle piattaforme di ride-sharing, ma che ora si prevede calino del 2% quest’anno, per tornare a crescere a ritmi ridotti negli anni successivi.
Oltre a Peugeot, che dopo l’acquisizione di Opel/Vauxhall nel 2017 è diventata il leader di mercato con una quota del 25,1% e lo scorso anno ha immatricolato 554 mila Vcl, e Fca, con una quota del 7,8% dovuta in particolare ai “best seller” Ducato, il modello più venduto da 5 anni in Europa, leader in 12 dei 28 mercati nazionali, e Daily, i principali concorrenti restano Ford e Renault, entrambi con una quota di mercato del 16% circa, ma anche Volkswagen e Mercedes Benz. A livello di singolo paese, invece, la Francia (478 mila Vcl immatricolati lo scorso anno) è il più importante mercato europeo di Vcl davanti al Regno Unito (366 mila), alla Germania (quasi 305 mila Vcl), alla Spagna (215 mila) e all’Italia (187 mila).
Data la crescente concorrenza e l’elevata concentrazione di molti gruppi in uno o pochi mercati nazionali, negli ultimi anni sono nate società indipendenti dedicate al business Vcl all’interno dei vari produttori, per poter sviluppare alleanze e sfruttare sinergie tra marchi. Fca e Psa sono stati dei precursori, avendo varato sin dal 1978 una joint-venture, Sevel (Società europea veicoli leggeri), da poco rinnovata sino al 2023, che dopo la chiusura del sito a Pomigliano d’Arco, nel 1994, dispone di due impianti produttivi che lavorano a pieno ritmo, uno in Italia ad Atessa, denominato “Sevel-Sud” ed uno in Francia a Valenciennes, “Sevel-Nord”, in attesa dell’avvio della produzione nello stabilimento polacco Psa di Gliwice (a regime destinato a produrre fino a 100 mila furgoni di grandi dimensioni a marchio Vauxhall all’anno).
Nello storico impianto italiano, la cui produzione è salita negli anni da 200 mila a 300 mila veicoli l’anno e per il cui revamping vennero investiti 700 milioni di euro (550 milioni da Fca, 150 milioni da Psa) nel 2013, ma che dal 15 al 30 giugno attiverà una cassa integrazione Covid-19 per 500 dipendenti su circa 6 mila addetti, nascono i veicoli commerciali leggeri Fiat Ducato, Citroen Jumper e Peugeot Boxer. In Francia si producono i monovolumi Citroen Space Tourer, Peugeot Traveller e Toyota ProAce Verso, oltre ai Vcl Citroen Jumpy, Peugeot Expert e Toyota ProAce. A quale stabilimento o modello, in Francia, Italia o Polonia, toccherà cedere il passo nel caso in cui l’Antitrust Ue decida che “sic stantibus” Psa e Fca non possono fondere le rispettive attività nel settore dei Vcl senza che ciò arrechi pregiudizio ai propri concorrenti operanti in Europa? I sindacati dei metalmeccanici incrociano le dita, specialmente dalle parti della Val di Sangro.

