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ABI Lab, via al Forum. Mediolanum, di Montigny: "Sostenibilità valore urgente"

ABI Lab: partito il nuovo format del ‘Forum’ per condividere tesi e idee dedicate all’innovazione della banca del futuro

Un ‘Forum’ per approfondire il ruolo dell’innovazione nella banca del futuro, mettendo l’accento sulla trasformazione digitale della banca e l’evoluzione dell’ecosistema finanziario attraverso l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e la sostenibilità. E’ iniziato oggi, live streaming e con appuntamenti fino al 26 marzo, il Forum ABI Lab, format che ospita interventi e confronti tra professionisti di primo piano, per un confronto su temi come il Data Driven Banking, le Operations e i Processi nel new normal, l’Exponential IT e l’Intelligenza Artificiale, con particolare attenzione alla Strategy nella banca del futuro.

Prima giornata Forum ABI Lab: Innovazione e Innovability

Ad aprire il programma, in uno spazio dedicato all'Innovazione, è stato il Presidente ABI Lab Pierfrancesco Gaggi, moderando il dibattito a cui hanno partecipato: Giovanni Sabatini (Direttore Generale di ABI), Benedetta Arese Lucini (Co-founder e CEO di Oval Money) e Corrado Passera (CEO Illimity Bank).

"Con riferimento al tema dell’evoluzione digitale - ha spiegato Gaggi nell'intervento di inaugurazione del programma -, bisogna guardare le direttive e regolamenti europei a venire come a degli strumenti di particolare interesse, perché rappresentano degli elementi di abilitazione allo svolgimento dell’attività. Guardiamo con particolare favore a questo trend di attenzione crescente delle istituzioni europee che si focalizzano in particolare su tre aree della trasformazione digitale che non riguardano solo le banche, ma tutta l’economia: l’area dei dati, con una data strategy che dovrebbe portare alla creazione di open data economics; quella della gestione del cloud, con un progetto che vuole creare delle condizioni per le banche di operare con la fiducia che le attività svolte in cloud vengano svolte a norma e, ultimo ma non per importanza, l’area dell’intelligenza artificiale. Ci aspettiamo che ciò che può dare fiducia agli operatori venga definito a livello europeo".

Io vedo nella combinazione Banca-fintech un modello strutturale di successo sul mercato - ha affermato Corrado Passera, CEO di illimity Bank -. Il tutto naturalmente deve essere gestito con una piattaforma tecnologica in grado di valorizzare l’essere digitale e modulari. Una piattaforma tecnologica molto agile e allo stesso tempo solida. Questo modello può avvenire solo se si è disponibili a stringere delle partnership. Questa combinazione di modularità, cloud, digitale e architettura agile ci ha permesso in due anni di trasformare la nostra Banca, che dopo il primo anno di attività ha raggiunto una buona redditività malgrado il Covid. Una forte convinzione che traggo da questa esperienza è che le architetture informatiche tradizionali non possono essere aggiustate gradualmente, devono essere completamente sostituite. Certamente ci vuole coraggio, perché cambiare completamente non è ovvio, bisogna avere una visione e accettare modelli organizzativi molto diversi e introdurre in Banca competenze del tutto nuove. Oltre la metà delle persone che lavorano in Illimity non vengono da esperienze bancarie. La sfida che abbiamo davanti riguarda tutti: grandi e piccole banche, tradizionali, specializzate, universali, banche commerciali e centrali. Tutte sono toccate da questi cambiamenti”.

Durante lo spazio pomeridiano, dedicato all'Innovability (innovazione che sposa la sostenibilità), sono intervenuti al dibattito, moderato da Francesca Rosati (Coordinatore Sustainable Banking Transition ABI Lab): Oscar di Montigny, (Presidente di Flowe, Chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Officer di Banca Mediolanum), Davide Balladori (FSI Lead AWS Italy Amazon Web Services), Massimo Chiriatti (University Program Leader, CTO Blockchain & Digital Currencies IBM Research) e Sandro Bacan, Innovation Lead for Italy, Central Europe and Greece di Accenture.

"Disturbare discipline come innovazione e sostenibilità senza una grandissima cognizione di causa può essere molto pericoloso - ha detto di MontignyCi sono delle aziende che non hanno a tutti gli effetti formalizzato e sostanziato la presenza di un Innovability Office. Coniugare Innovazione e Sostenibilità e farlo a livello formale, e quindi sostanziale, all’interno di un’organizzazione aziendale, non è scontato. Innovazione significa alterare l’ordine prestabilito delle cose per fare cose nuove. Oggi sono tantissime le organizzazioni che sono chiamate a guidare in forma diretta l’innovazione, non solo quelle bancarie e finanziarie. Innovare veramente è un processo 'contro natura', perché tendenzialmente una volta stabilito l’assetto di un progetto, non si ha un approccio spontaneo ad alterare ciò che tu stesso hai creato e quindi bisogna stare molto attenti quando si dice di fare innovazione. Ci sono diversi livelli di innovazione, l’innovazione incrementale, l’innovazione evolutiva e poi c’è l’innovazione “disruptive”, di cui è difficile trovare una traduzione. È quell’innovazione che distrugge i modelli e altera l’ordine stabilito delle cose per farne di nuove. La sostenibilità oggi è una condizione di urgenza. La cosa più naturale è essere sostenibili. Se non cogli il tempo non puoi rinnovarti. Se non si colgono le opportunità del sistema, dal punto di vista della sostenibilità, si può distruggere tutto. E la finanza è, fino a prova contraria, nostro obbligo e responsabilità, l’industria guida dell’intero pianeta".

"Mi soffermo su due punti: le competenze umane e lavorare con e sulle macchine, parlando delle macchine come infrastrutture tecnologiche - ha spiegato Chiriatti -. Prima era molto più netta la differenza tra soggetto e oggetto, perché il soggetto era passivo, le macchine eseguivano i nostri ordini; ora  le macchine cominciano a essere autonome e a decidere. Noi invece stiamo ibridando, prendiamo e indossiamo sempre più tecnologia e quindi è interessante vedere qual è il nuovo equilibrio che dobbiamo trovare e stiamo trovando con le macchine. Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici sta avvenendo una rivoluzione: accanto ai sistemi classici come il computer, abbiamo affiancato aspetti biologici e neuronali per capire come ottimizzare e fare di più con nuovi sistemi e nuove macchine".

Serve un modello di business che sia veramente ispirato alla sostenibilità - ha detto Bacan -. È assolutamente necessario sapere coniugare in modo sinergico, sarebbe un ossimoro se fosse diversamente, innovazione e sostenibilità. È fondamentale dimostrare la serietà nel raccontare questo tema a partire dagli aspetti organizzativi, quindi dall’avere un responsabile che coniughi innovazione e sostenibilità, così come è necessario per essere seri avere dei KPI che migliorino l’impegno nel raggiungimento degli obiettivi in relazione a questa coniugazione. È necessario coinvolgere l’ecosistema esterno, altrimenti non si può parlare di innovazione e sostenibilità, ed è fondamentale il sistema del capitale umano. Fare innovazione veramente, senza capitale investito e impegno finanziario non è realistico, infatti ci sono fondi che arrivano dall’Europa che possono supportare questo impegno". 

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