Acea, approvati i risultati del primo semestre 2026: utile netto in crescita a 454 milioni
Acea archivia il primo semestre del 2026 con ricavi e redditività ricorrente in crescita, sostenuti soprattutto dalle attività regolate. Il Consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Alessandro Rivera, ha approvato la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno, confermando gli obiettivi indicati per l’intero esercizio.
I ricavi consolidati pro-forma hanno raggiunto 1,555 miliardi di euro, in aumento del 2% rispetto agli 1,524 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’Ebitda pro-forma ricorrente è salito del 4%, attestandosi a 719 milioni, mentre quello complessivo si è fermato a 721 milioni, con una flessione del 2%.
A pesare sul confronto sono stati soprattutto alcuni elementi contabilizzati nel 2025, tra cui i premi relativi alla qualità tecnica e contrattuale del servizio idrico integrato, oltre alle modifiche del perimetro del gruppo dovute alla cessione delle attività di Alta Tensione, di alcuni impianti fotovoltaici e al deconsolidamento di Publiacqua.
Il risultato netto consolidato è più che raddoppiato, passando da 227 a 454 milioni di euro. L’incremento, pari al 101%, comprende la plusvalenza da 268,5 milioni realizzata con la cessione di Acea Energia a Eni Plenitude. Al netto delle componenti straordinarie, l’utile ricorrente è cresciuto del 16% a 176 milioni.
“I risultati confermano la solidità del nostro percorso di crescita e una performance economico-finanziaria in linea con gli obiettivi del Gruppo. Ciò dimostra l’efficacia della nostra strategia e l’impegno delle nostre persone. La conferma della guidance 2026 testimonia la capacità di ACEA di continuare a generare valore per tutti gli stakeholder”, ha dichiarato l’amministratore delegato Fabrizio Palermo.
Nei primi sei mesi dell’anno Acea ha realizzato investimenti lordi per 662,5 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto ai 668 milioni registrati nel primo semestre del 2025. Al netto dei contributi, le risorse impiegate ammontano a circa 570 milioni.
Il 91% degli investimenti netti è stato destinato alle attività regolate. Il settore idrico italiano ha assorbito 379,5 milioni, mentre alle reti elettriche e all’illuminazione pubblica sono andati 209,3 milioni. Ulteriori risorse sono state impiegate nelle attività ambientali, nella produzione energetica e negli altri business del gruppo.
Il comparto Acqua Italia ha generato un Ebitda pro-forma di 422,7 milioni. Escludendo gli effetti legati a Publiacqua e ai premi contabilizzati nel 2025, la crescita organica è stata pari a circa l’8%. Reti e Illuminazione Pubblica hanno registrato un margine operativo lordo di 216,6 milioni, con un aumento organico del 2% a parità di perimetro.
L’area Ambiente ha chiuso il semestre con un Ebitda di 39,8 milioni, in calo rispetto ai 43,4 milioni dell’anno precedente, principalmente per i minori conferimenti nei termovalorizzatori e per alcuni fermi programmati. La Produzione ha invece segnato una crescita di quasi il 7%, arrivando a 34,6 milioni, grazie soprattutto al maggiore contributo dell’idroelettrico e del fotovoltaico.
Al 30 giugno l’indebitamento finanziario netto del gruppo era pari a 5,18 miliardi di euro, contro i 4,963 miliardi di fine 2025. L’aumento riflette gli investimenti effettuati, la distribuzione dei dividendi, il pagamento delle imposte e il saldo delle operazioni di rotazione degli asset. Il rapporto tra debito netto ed Ebitda pro-forma degli ultimi dodici mesi si è attestato a 3,64 volte, rispetto alle 3,27 volte del 31 dicembre 2025. L’80% del debito è a tasso fisso e presenta una durata media di 3,8 anni. Il costo globale medio è salito lievemente dal 2,07% al 2,16%.
Acea ha confermato per il 2026 una crescita dell’Ebitda compresa tra il 3% e il 5% rispetto al dato 2025 restated di 1,365 miliardi. Gli investimenti previsti ammontano a circa 1,5 miliardi, pari a 1,2 miliardi al netto dei contributi pubblici. Il rapporto tra debito netto ed Ebitda è atteso tra 3,5 e 3,6 volte.
Nel semestre il gruppo ha inoltre collocato la prima emissione pubblica italiana in formato Blue, per 500 milioni di euro, destinata a sostenere gli investimenti nel settore idrico. Tra le principali operazioni figurano anche l’acquisizione del controllo di Aquanexa e l’avvio dei lavori per il termovalorizzatore di Roma.
Il Consiglio di amministrazione ha accolto la richiesta presentata da Roma Capitale, azionista con il 51% del capitale, di convocare un’assemblea straordinaria e ordinaria per il 7 e l’8 settembre 2026, rispettivamente in prima e seconda convocazione. All’esame degli azionisti saranno sottoposte la modifica dell’articolo 15.1 dello Statuto, l’aumento dei componenti del Consiglio di amministrazione da 13 a 14 e la nomina di un nuovo consigliere.

