ANCE Brindisi: la revisione dell’articolo 67 dà certezza al sistema della qualificazione
“La modifica dell’articolo 67 del Codice dei Contratti Pubblici segna un passaggio di grande rilievo per il settore delle costruzioni. Il legislatore ha espresso una scelta chiara: rafforzare il ruolo dei Consorzi Stabili come strumento di crescita delle piccole e medie imprese e garantire maggiore certezza applicativa al sistema della qualificazione“, lo afferma Angelo Contessa, Presidente di ANCE Brindisi, commentando le modifiche introdotte dalla Legge n. 34 dell’11 marzo 2026.
Secondo quanto previsto dalla nuova disciplina, non viene introdotto soltanto un diverso meccanismo tecnico, ma si chiarisce in modo definitivo la coesistenza e la complementarità tra il sistema del cumulo alla rinfusa e quello della qualificazione “in proprio”. In questo modo vengono valorizzati mezzi d’opera, attrezzature, organico e certificati di esecuzione acquisiti attraverso le imprese consorziate, consolidando un modello capace di ampliare le opportunità di accesso al mercato per migliaia di piccole e medie imprese. Per il Presidente di ANCE Brindisi, la portata della riforma non si esaurisce però nell’ambito strettamente normativo.
“Il Dossier parlamentare conferma che la volontà del legislatore è quella di equiparare pienamente i Consorzi Stabili ai consorzi di cooperative e ai consorzi artigiani nella valorizzazione dei requisiti di qualificazione. È un’indicazione inequivocabile che restituisce coerenza al Codice dei Contratti e supera le incertezze interpretative emerse negli ultimi mesi, offrendo finalmente agli operatori un quadro normativo stabile e uniforme. Si tratta della fisiologica evoluzione di un sistema nel quale il Parlamento ha ritenuto opportuno precisare la portata della norma, fornendo un riferimento interpretativo che rafforza certezza del diritto e affidabilità del mercato di cui ANAC è regolatrice“.
“Come ANCE Brindisi abbiamo sempre sostenuto che il futuro delle costruzioni passa dalla capacità delle PMI di aggregarsi. I Consorzi Stabili consentono alle imprese di condividere organizzazione, competenze e capacità tecnica, mantenendo identità e radicamento territoriale. Rafforzare questo modello significa rendere più competitivo il sistema produttivo italiano, aumentare la partecipazione delle PMI agli investimenti pubblici e costruire un mercato più moderno, efficiente e inclusivo. È una scelta di politica industriale a favore delle aggregazioni di PMI che condividiamo pienamente“, ha concluso Angelo Contessa.

