AXA Italia, Fiorella Mannoia tra gli studenti della scuola Mauri di Milano per l’ultima tappa del progetto “Tok Tok – Chi è?” promosso da Fondazione Una Nessuna Centomila
Fiorella Mannoia, accompagnata da Marisa Passera, conduttrice di Radio DeeJay ha partecipato a sorpresa all’ultima tappa del progetto “Tok Tok – Chi è?”, promosso da Fondazione Una Nessuna Centomila insieme ad AXA Italia e realizzato in collaborazione con ScuolAttiva ETS. L’incontro si è svolto alla Scuola Secondaria Mauri di Milano, coinvolgendo studenti e studentesse in una mattinata dedicata all’educazione sessuo-affettiva. La cantante, Presidente Onoraria della Fondazione, ha assistito e partecipato agli incontri ascoltando i ragazzi in un clima di entusiasmo e grande emozione. Presenti anche Giulia Minoli e Celeste Costantino, rispettivamente presidente e vicepresidente di Una Nessuna Centomila, Simona Frassone, presidentessa di ScuolAttiva ETS, e Chiara Soldano, Ceo di AXA Italia.
“La protezione è il mestiere di AXA Italia, che significa anche saper leggere i rischi che attraversano la società per provare ad anticiparli – ha sottolineato Chiara Soldano, CEO di AXA Italia. “Tra questi rischi, purtroppo c’è anche la violenza: fisica, verbale, psicologica, e in particolare quella contro le donne, che è importante contrastare attraverso un investimento sulle nuove generazioni. Da questa consapevolezza è nata la collaborazione con la Fondazione UNC e con ScuolAttiva, confluita quest’anno in un percorso di accompagnamento e in un dialogo più profondo, rendendo protagonisti non solo gli studenti, ma anche gli insegnanti e le famiglie, nella consapevolezza che costruire comunità più inclusive e più sicure è una responsabilità di tutti che parte dall’ascolto di sé stessi e degli altri”.
Nel corso dell’incontro, Fiorella Mannoia si è rivolta ai giovani con un messaggio chiaro: “Aiutate chi rimane indietro, siate ribelli e non abbiate paura di difendere chi è in difficoltà: è così che si costruisce una nuova società”. Il progetto “Tok Tok – Chi è?” nasce con l’obiettivo di offrire agli studenti della scuola secondaria di primo grado uno spazio di ascolto e confronto sui temi dell’affettività e delle relazioni, in una fase della crescita caratterizzata da cambiamenti emotivi, fisici e relazionali. Sviluppato nel corso dell’anno scolastico 2025/2026, il percorso ha già coinvolto tre istituti sul territorio nazionale: l’I.C. “N. Zingarelli” di Bari, l’Istituto Omnicomprensivo “Spaventa” di Pescara e la Scuola secondaria “F. Nullo” di Pedrengo, in provincia di Bergamo. Le attività hanno previsto incontri con le classi, momenti formativi per i docenti e appuntamenti dedicati alle famiglie. Il coordinamento delle iniziative rivolte alla comunità educante è stato affidato a ScuolAttiva ETS, ente del Terzo Settore accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla piattaforma S.O.F.I.A. per la formazione certificata dei docenti.
Fiorella Mannoia, rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze: “Io dico sempre, anche a voi: aiutate chi rimane indietro, non fate branco, anche se i vostri amici fanno i furbi… Non vi scagliate contro chi è diverso, chi ha un altro colore della pelle, o solo perché è una ragazza. Aiutate chi rimane indietro, siate liberi. Perché, ripeto, ognuno di voi ha la propria specificità, per cui abbiate il coraggio di aiutarvi” – e continua – “Siete in un momento chiamato la linea d’ombra: non siete più bambini, ma non siete neanche adulti. In questa linea d’ombra che state vivendo si forma la vostra personalità. E se non lo fate adesso, non lo farete più, neanche quando sarete grandi. Da grandi sarete vigliacchi e, quando vedrete qualcuno in difficoltà, girerete la testa dall’altra parte. Invece è adesso che dovete dimostrare di non essere vigliacchi e di aiutare chi rimane indietro, chi ha dei problemi. Questa sarà poi la traccia della vostra vita. Per cui siate ribelli, disobbedite”. E ancora: “Se vedete che le ragazze sono in difficoltà, voi maschi aiutatele, perché è così che si forma una nuova società” – e conclude – “La musica ha un grande privilegio, come nessun’altra forma d’arte, di radunare tantissime persone. Nessuna forma d’arte ha questa capacità di aggregazione. Io dico sempre dal palco: insegnate ai vostri figli, per cui anche a voi, che il rifiuto di una donna non è un insulto alla virilità dell’uomo. Quando una donna dice no è no, perché il sesso senza consenso è stupro.“
Al centro del progetto anche un gioco di carte ideato dalla Fondazione, utilizzato come strumento narrativo e partecipativo per stimolare riflessioni su identità, emozioni e modelli di riferimento. Attraverso parole chiave, associazioni e figure simboliche, studenti e studentesse hanno costruito contenuti e immaginari, sviluppando una rielaborazione personale e collettiva dei temi affrontati. Gli incontri, aperti alle famiglie e alla comunità scolastica, hanno rappresentato momenti di confronto intergenerazionale. Gli studenti hanno inoltre presentato un racconto collettivo nato dagli strumenti utilizzati durante il percorso, restituendo il proprio sguardo sul mondo affettivo e relazionale.
“Dopo tre anni di attività sul campo, ci appare sempre più evidente la necessità di portare questi progetti nelle scuole secondarie di primo grado.” Così Celeste Costantino, Vicepresidente di Una Nessuna Centomila e continua “Sono gli stessi studenti e le stesse studentesse a esprimere questo bisogno: una forte esigenza di raccontarsi e di condividere con le nostre educatrici i problemi che li attraversano. Spesso gli adulti tendono a banalizzare i loro vissuti, che invece rappresentano già fonte di sofferenza e fragilità in grado di condizionarne le scelte future. Gli studenti e le studentesse hanno un disperato bisogno di figure adulte di riferimento capaci di accompagnarli nelle complessità della preadolescenza. Come Fondazione facciamo il massimo per abitare queste periferie dell’anima, ma siamo consapevoli che nel nostro Paese servirebbe un impegno strutturale molto più profondo che riguarda tutti.”
L’iniziativa si inserisce nell’impegno più ampio della Fondazione Una Nessuna Centomila nel contrasto alla violenza di genere attraverso percorsi educativi orientati alla costruzione di una cultura del rispetto e dell’equità. In questo contesto, “Tok Tok – Chi è?” affronta anche le fragilità emergenti legate all’uso del digitale e dei social media, offrendo strumenti per comprendere la dimensione emotiva e relazionale delle nuove generazioni.
L’educazione sessuo–affettiva rappresenta una delle principali battaglie della Fondazione, nella convinzione che il cambiamento culturale debba partire dalle scuole. L’Italia, infatti, è tra gli ultimi Paesi europei in cui questa materia non è obbligatoria nei percorsi scolastici. La restituzione finale conclude così un percorso che mette al centro la voce dei più giovani e rafforza il sodalizio tra Fondazione Una Nessuna Centomila e AXA Italia, con l’obiettivo condiviso di promuovere educazione, consapevolezza e prevenzione attraverso la costruzione di relazioni sane e rispettose.
L’intervista di Affaritaliani a Chiara Soldano, CEO di AXA Italia
Chiara Soldano, CEO di AXA Italia, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Siamo al fianco della Fondazione Una Nessuna Centomila ormai da tempo. Inizialmente lo abbiamo fatto facendo sentire la nostra voce contro la violenza di genere e contro la violenza sulle donne, anche attraverso i grandi concerti organizzati dalla Fondazione. Successivamente abbiamo voluto affiancarli in un percorso rivolto alle scuole medie, per avvicinarci ai ragazzi in fase preadolescenziale e parlare con il loro linguaggio”.
“L’obiettivo è offrire strumenti e iniziative concrete che permettano ai più giovani di comprendere l’importanza del rispetto di sé stessi, che passa inevitabilmente anche dal rispetto degli altri, contribuendo così a quella trasformazione culturale necessaria per costruire un futuro migliore. Una compagnia di assicurazione ha come obiettivo primario quello di proteggere: proteggere le persone e proteggere le aziende. In questo contesto, però, la protezione comprende anche la prevenzione e la conoscenza dei rischi”, ha detto Soldano.
“Per questo AXA è impegnata nell’individuare iniziative concrete che possano sostenere la società di fronte a una situazione ancora molto grave sul tema della violenza. Il sostegno alla Fondazione Una Nessuna Centomila nasce proprio da questa volontà: contribuire alla costruzione di una società fondata sul rispetto reciproco, sull’inclusione e sull’attenzione verso gli altri”, ha poi detto in conclusione Soldano.
L’intervista di Affaritaliani a Fiorella Mannoia
Fiorella Mannoia ha dichiarato: “Quella di oggi è stata la dimostrazione che quest’ora e mezza di educazione all’affettività funziona davvero. Come Fondazione Una Nessuna Centomila ci stiamo battendo molto per l’educazione sessuo-affettiva, una realtà presente in tutta Europa e che invece, ancora oggi, manca in Italia e in pochi altri Paesi”.
“La giornata di oggi dimostra che i ragazzi hanno voglia di parlare dei loro problemi. Hanno fatto osservazioni bellissime, molto mature. Hanno raccontato le curiosità legate ai cambiamenti del proprio corpo, che spesso non sanno come gestire, e che affrontano con timidezza confrontandosi magari con amiche o amici più grandi. Non c’è nulla di sbagliato nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Ci si ritrova in un corpo che cambia, che non si riconosce più: crescono i segni della pubertà, la barba, i peli, nascono pulsioni nuove che prima non esistevano. E allora la domanda è: come si gestiscono questi cambiamenti? Come possono affrontarli i ragazzi? Il rischio, purtroppo, è lasciarli soli, affidando la loro educazione sessuo-affettiva alla pornografia. Oggi la soglia si è abbassata moltissimo: ci sono bambine e bambini di 11 o 12 anni che frequentano siti porno. Se vogliamo davvero educare all’affettività, dobbiamo farlo noi adulti, trovando le parole giuste e i tempi giusti, accompagnandoli verso una sessualità legata al consenso, all’amore e alla scoperta reciproca”, ha dichiarato la cantante.
“A volte mi sembra banale dover fare queste considerazioni. Eppure da noi ancora non lo sono. Per questo dobbiamo farci una domanda e darci una risposta. Noi continueremo a batterci per questo. Oggi avete visto con i vostri occhi quanto i ragazzi abbiano voglia di comunicare. Ed erano anche più timidi del solito, perché c’erano telecamere e microfoni. Immaginate cosa accade quando tutto questo non c’è. Hanno bisogno di confrontarsi tra loro, e l’adulto serve proprio a questo: ad accompagnare le loro domande, a dare risposte, ma anche a porre domande a loro, come è successo oggi. Noi continueremo a farlo. Prima o poi qualcuno ci ascolterà”, ha poi concluso Fiorella Mannoia.

