ANCE Brindisi, l’allarme del Presidente Angelo Contessa sul caro materiali nei cantieri
Il ritorno del caro materiali non può più essere considerato un fenomeno episodico, ma una condizione strutturale, alimentata dalle recenti tensioni internazionali e dal conflitto che coinvolge l’area dell’Iran e del mondo arabo, che stanno generando nuove e rilevanti pressioni sui costi e sulla sostenibilità economica dei cantieri, oltre a causare ritardi sempre più frequenti nelle forniture. In un contesto così instabile, appare ormai evidente come non sia più sostenibile continuare a chiedere ai costruttori di rispettare integralmente impegni assunti in una fase completamente diversa, perché questo approccio rischia di mettere in seria difficoltà il sistema produttivo e di compromettere il raggiungimento degli stessi obiettivi pubblici.
Serve quindi un cambio di passo deciso, fondato su una visione industriale chiara, una programmazione realistica, quadri economici coerenti e, soprattutto, un rapporto più equilibrato tra la burocrazia della Pubblica Amministrazione ed il braccio operativo: i costruttori. In questo quadro diventa indispensabile intervenire con un decreto legge che riconosca in modo esplicito la natura strutturale del caro materiali e che introduca strumenti flessibili, capaci di garantire risposte immediate a una volatilità dei mercati che non è più eccezionale ma permanente. Il punto centrale, non più rinviabile, riguarda però i quadri economici: è necessario prevedere in modo stabile una quota per imprevisti adeguata all’attuale livello di incertezza, portandola ad almeno il 20%. Questa percentuale non rappresenta una misura straordinaria, ma il nuovo minimo indispensabile per assicurare la continuità dei cantieri, evitare blocchi operativi e ridurre il rischio di
contenziosi.
Senza questa soglia, ogni variazione dei costi si traduce inevitabilmente in criticità gestionali e finanziarie, mentre con una copertura adeguata diventa possibile assorbire gli shock e garantire stabilità al sistema. È quindi fondamentale che il 20% per imprevisti diventi un parametro strutturale e non derogabile, inserito stabilmente nei quadri economici dei nuovi progetti e soprattutto consentire la rimodulazione di quelli esistenti. È ormai evidente, infine, che il caro materiali non può essere affrontato attraverso i prezzari, strumenti pensati per condizioni di normalità: oggi siamo in una fase in cui l’imprevisto e l’imprevedibile sono diventati la regola, e proprio per questo devono essere governati con strumenti nuovi, adeguati e strutturali.
È quanto afferma Angelo Contessa, Amministratore del Consorzio Stabile Build e Presidente ANCE Brindisi.

