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Enel, dall’agrivoltaico allo studio dei ghiacciai, i progetti per tutelare la biodiversità

Il modello adottato dal Gruppo guidato da Flavio Cattaneo non si limita dunque alla riduzione delle emissioni. La salvaguardia degli ecosistemi in molti casi affianca la normale attività degli impianti energetici

Enel, dall’agrivoltaico allo studio dei ghiacciai, i progetti per tutelare la biodiversità

Enel tutela la biodiversità in Italia: dai laboratori agrivoltaici allo studio dell’Adamello

Tecnologie fotovoltaiche integrate con le attività agricole, sensori per monitorare colture e impollinatori, studi sugli effetti del cambiamento climatico nelle aree glaciali e interventi per proteggere gli habitat naturali. Enel porta avanti in Italia una serie di progetti che inseriscono la tutela della biodiversità all’interno delle strategie industriali e del percorso di transizione energetica.

Le iniziative coinvolgono impianti, territori, università, centri di ricerca, associazioni e comunità locali. L’obiettivo è ridurre l’impatto delle infrastrutture, recuperare aree degradate e sperimentare soluzioni capaci di conciliare produzione energetica, protezione della natura e sviluppo economico.

Il modello adottato dal Gruppo guidato da Flavio Cattaneo non si limita dunque alla riduzione delle emissioni. La biodiversità entra nella progettazione e nella gestione degli impianti, con l’obiettivo di affiancare al loro interno sempre più laboratori per il monitoraggio ambientale, la rigenerazione degli ecosistemi e la salvaguardia delle specie più vulnerabili. Tra i progetti più avanzati figura INN AgriVoltaico, il programma che studia l’integrazione tra produzione di energia solare, agricoltura, allevamento e tutela della diversità biologica.

Enel, dall’agrivoltaico allo studio dei ghiacciai, i progetti per tutelare la biodiversità

Gli Agrivoltaic Open Labs, avviati nel 2023, sono cinque laboratori a cielo aperto nei quali vengono testati pannelli fotovoltaici innovativi, sensori di monitoraggio e differenti modelli di convivenza tra impianti energetici e colture ad alto valore. In Italia sono già state sperimentate strutture sopraelevate e pannelli fotovoltaici verticali. Queste configurazioni permettono di continuare a utilizzare il terreno sottostante per attività agricole o zootecniche, evitando che la produzione di energia escluda automaticamente gli altri usi del suolo. Il progetto viene sviluppato anche in Spagna, dove sono state avviate attività legate alla coltivazione di piante aromatiche e alla presenza degli impollinatori. Le sperimentazioni mostrano la possibilità di integrare gli impianti fotovoltaici con l’apicoltura e con modelli agricoli capaci di valorizzare il territorio. Università, centri di ricerca e comunità locali partecipano allo studio degli effetti sulle colture, sulla qualità del terreno e sulla biodiversità. I sensori consentono di raccogliere dati sulle condizioni ambientali e di verificare nel tempo l’efficacia delle diverse soluzioni adottate.

La tutela degli ecosistemi passa anche dall’osservazione dei territori maggiormente esposti agli effetti della crisi climatica. Dal 2025 Enel collabora con UNIMONT – Università della Montagna per analizzare le trasformazioni in corso nelle aree proglaciali dell’Adamello. Il progetto si concentra sulla Conca del Venerocolo, dove il progressivo scioglimento del ghiacciaio sta modificando la composizione dei suoli, la vegetazione e la stabilità dei versanti.

La ricerca deve chiarire in che modo questi cambiamenti possano incidere anche sulle infrastrutture idroelettriche presenti nell’area, tra cui dighe e opere idrauliche. Lo studio dell’ambiente naturale viene così collegato alla sicurezza e alla gestione degli impianti energetici in alta quota. Dottorandi, ricercatori e docenti sono affiancati dal personale di Enel, che mette a disposizione risorse economiche, competenze tecniche, mezzi e supporto logistico. Operare in montagna richiede infatti attrezzature e procedure specifiche per garantire la sicurezza delle squadre impegnate nei rilievi.

La collaborazione ha compreso anche attività formative, tesi, tirocini e seminari dedicati all’energia idroelettrica. Un altro intervento rilevante riguarda l’ex area mineraria di Santa Barbara, in Toscana. Il sito estrattivo è stato interessato da un piano di recupero ambientale che coinvolge una superficie di circa 1.600 ettari.

La riqualificazione ha interessato la morfologia del terreno, la gestione delle acque e il ripristino degli habitat. Il progetto non si è limitato alla messa in sicurezza del sito, ma ha cercato di ricostruire le condizioni necessarie affinché l’ecosistema potesse tornare a svilupparsi autonomamente. Sono stati piantati 180 ettari di specie autoctone e realizzati corridoi ecologici per collegare gli habitat e favorire il ritorno della fauna selvatica. La continuità tra le diverse aree naturali permette infatti agli animali di spostarsi, riprodursi e accedere più facilmente alle risorse. L’ex area industriale è stata così trasformata in un ambiente capace di sostenere nel tempo la biodiversità e i servizi ecosistemici, dalla regolazione delle acque alla protezione del suolo.

Enel, dall’agrivoltaico allo studio dei ghiacciai, i progetti per tutelare la biodiversità

La protezione degli ecosistemi acquatici rappresenta un altro asse centrale. Nel bacino del fiume Ticino, Enel partecipa al progetto Idrolife, dedicato alla salvaguardia di specie minacciate come la savetta e il gambero di fiume. L’intervento utilizza incubatori per la riproduzione assistita e prevede il successivo rilascio degli esemplari nei corsi d’acqua. L’obiettivo è rafforzare le popolazioni locali e contribuire al recupero dell’equilibrio degli habitat fluviali.

Presso l’impianto di Creva, invece, il progetto riguarda l’anguilla europea, specie migratoria esposta a numerose minacce. Sono stati installati dissuasori luminosi che orientano gli animali lontano dalle turbine, riducendo il rischio di impatto con le infrastrutture. La soluzione punta a mantenere la continuità dei cicli naturali e a rendere più compatibile la produzione idroelettrica con gli spostamenti della fauna ittica.

In provincia di Viterbo, il progetto LIFE Lanner ha portato alla messa in sicurezza delle linee elettriche per tutelare l’avifauna, con particolare attenzione al falco lanario. Le infrastrutture vengono adattate per diminuire i rischi legati alla folgorazione e alla collisione. Interventi analoghi interessano la cicogna bianca, per la quale vengono predisposte piattaforme di nidificazione e attività costanti di monitoraggio.

L’obiettivo è permettere agli uccelli di utilizzare in sicurezza le strutture presenti sul territorio, riducendo i pericoli e favorendo la riproduzione delle specie. In Sicilia, nei pressi della Riserva naturale delle Saline di Priolo, Enel ha inoltre contribuito alla realizzazione di una zona umida artificiale e al miglioramento degli habitat per il Cavaliere d’Italia. Gli interventi vengono accompagnati da monitoraggi per verificare l’evoluzione delle popolazioni e la qualità dell’ambiente.

Nella sede Enel di viale Tor di Quinto, a Roma, invece, il Bee Garden può ospitare fino a 180 mila api mellifere. L’area contribuisce all’impollinazione delle piante presenti nel contesto cittadino e viene utilizzata anche per sensibilizzare dipendenti e visitatori sull’importanza degli insetti impollinatori e sulla necessità di proteggerne gli habitat.

Nel complesso, queste iniziative mostrano come la transizione energetica possa essere affiancata da interventi di rigenerazione ambientale. Agrivoltaico, ricerca sui ghiacciai, recupero delle ex aree industriali e protezione delle specie a rischio diventano parti di una stessa strategia, nella quale per il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo innovazione e tutela del capitale naturale procedono insieme.