Boom delle batterie per lo storage e grandi progetti nel nostro Paese, anche grazie ad aziende come Enel
L’Italia potrebbe diventare la “California d’Europa” nel settore dello storage energetico. Si tratta di una prospettiva sempre più concreta secondo alcuni tra i più quotati analisti internazionali di settore, che individuano nel nostro Paese uno dei mercati più dinamici per lo sviluppo dei sistemi di accumulo. Un’evoluzione destinata potenzialmente a ridisegnare il ruolo dell’Italia nel panorama energetico europeo, soprattutto alla luce della crescente diffusione delle fonti rinnovabili.
Al centro di questa trasformazione ci sono i sistemi BESS, le batterie per l’accumulo di energia, oggi considerati una delle soluzioni più efficaci per superare il limite principale di tecnologie come eolico e fotovoltaico: la loro intermittenza. La possibilità di immagazzinare energia nei momenti di maggiore produzione e rilasciarla quando la domanda aumenta consente infatti di rendere il sistema elettrico più stabile, efficiente e meno dipendente dalle fonti fossili.
Il paragone con la California non è casuale. Negli Stati Uniti, e in particolare nello Stato della West Coast, lo storage è già diventato un elemento centrale nella gestione della rete, arrivando a coprire una quota significativa dei picchi di domanda. Un modello che, secondo diversi osservatori, potrebbe essere replicato anche in Italia, dove la crescita della capacità installata procede a ritmo sostenuto e la pipeline di nuovi progetti è ampia e in fase avanzata. I numeri confermano questa traiettoria. Oggi l’Italia concentra circa il 20% della capacità europea di batterie su larga scala, con quasi 2 gigawatt operativi e un incremento particolarmente significativo registrato nel corso del 2025. In pochi mesi, la capacità è cresciuta di circa il 40%, segnale di un’accelerazione che riflette sia l’interesse degli operatori sia il rafforzamento delle politiche energetiche orientate alla transizione.
In questo contesto si inserisce il ruolo di Enel, tra i principali protagonisti globali nello sviluppo dei sistemi di accumulo. Il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha già superato i 3 gigawatt di capacità installata in batterie, distribuiti tra Stati Uniti, Italia e America Latina, e continua a investire in nuove soluzioni per rendere le rinnovabili sempre più programmabili e affidabili. La strategia punta a fare dello storage un pilastro del sistema elettrico del futuro. Un approccio che si traduce in progetti concreti anche in Italia, dove Enel è impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative. Tra questi, Pioneer, che prevede il riutilizzo di batterie esauste per l’autoconsumo aeroportuale a Fiumicino (RM), e BESS4HYDRO, che integra sistemi di accumulo negli impianti idroelettrici per migliorarne l’efficienza.
Accanto alle batterie tradizionali, il gruppo sta sperimentando anche tecnologie alternative. È il caso dell’impianto MGTES realizzato con Magaldi in provincia di Salerno, una “batteria di sabbia” capace di accumulare energia rinnovabile e convertirla in vapore per uso industriale. Una soluzione che apre nuove prospettive per la decarbonizzazione dei processi produttivi e per la riduzione della dipendenza dal gas. Lo sviluppo dello storage è destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni anche grazie ai nuovi progetti previsti nel Sud Italia e nelle isole, aree strategiche per l’integrazione delle fonti rinnovabili. In questo ambito, Enel ha già ottenuto importanti assegnazioni che porteranno alla realizzazione di nuovi impianti per oltre 1 gigawatt di potenza.
Il trend non riguarda solo l’Italia. A livello europeo, il mercato dello storage ha raggiunto livelli record, con una crescita che conferma il ruolo sempre più centrale delle batterie nella transizione energetica. Le prospettive indicano una necessità di espansione ancora più significativa nei prossimi anni, con l’obiettivo di moltiplicare la capacità installata per sostenere l’integrazione delle rinnovabili. In questo scenario, il nostro Paese parte da una posizione di vantaggio. La crescita della produzione da fonti rinnovabili, l’aumento della domanda elettrica e un quadro normativo sempre più orientato alla sostenibilità rendono l’Italia uno dei mercati più attrattivi per gli investimenti nel settore.

