Fondazione MAIRE presenta all’Aja lo studio “Climate Goals”: nei Paesi Bassi la transizione energetica ridefinisce economia e industria
La transizione energetica non è più soltanto una questione ambientale o tecnologica, ma un processo destinato a trasformare in profondità l’economia, l’industria e il mercato del lavoro. È questo il quadro emerso dalla quarta edizione dello studio “Climate Goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide”, presentato da Fondazione MAIRE – ETS nell’ambito del Nextchem Symposium all’Aja, evento internazionale dedicato ai fertilizzanti sostenibili.
L’indagine, realizzata in collaborazione con Ipsos Doxa e con il supporto di MAIRE, monitora dal 2023 la percezione globale della transizione energetica e coinvolge 2.850 cittadini e 25 esperti in 17 Paesi distribuiti tra Europa, Medio Oriente, Asia, Africa e Americhe. L’edizione 2026 dedica un focus specifico ai Paesi Bassi, considerati uno dei mercati europei più maturi e avanzati sul fronte della sostenibilità energetica. Secondo lo studio, nei Paesi Bassi la consapevolezza sul tema della transizione energetica raggiunge livelli pressoché universali: il 98% degli intervistati dichiara di conoscere il tema e il 59% afferma di essere molto informato. La trasformazione energetica viene percepita non solo come un cambiamento tecnologico, ma come una vera ridefinizione economica e industriale, che richiede innovazione finanziaria, modelli produttivi circolari e nuove competenze professionali.
Le motivazioni principali che spingono verso la transizione riguardano il contrasto al cambiamento climatico, indicato dal 35% degli intervistati, e la tutela della salute pubblica, citata dal 30%. Un terzo del campione vede inoltre nella sostenibilità un’opportunità concreta per la creazione di nuovi posti di lavoro nei settori green. Tuttavia emergono anche aspettative più realistiche e prudenti sul breve periodo: il 50% ritiene infatti che nei prossimi uno-tre anni i costi della transizione supereranno i benefici, evidenziando la necessità di sostenere gli investimenti iniziali.
Proprio per questo motivo le istituzioni vengono considerate attori fondamentali nel processo di trasformazione. Secondo gli intervistati, governi e amministrazioni pubbliche dovrebbero svolgere un ruolo di facilitatori finanziari, sostenendo lo sviluppo di nuove tecnologie, incentivando l’innovazione e promuovendo combustibili alternativi per una mobilità più sostenibile. Parallelamente, le imprese vengono percepite come il principale motore operativo del cambiamento: il 57% attribuisce loro un ruolo centrale nella transizione energetica, anche se il 43% giudica ancora insufficienti gli sforzi compiuti finora.
Tra i settori ritenuti prioritari emergono la chimica verde, indicata dal 43% degli intervistati, le energie rinnovabili come solare ed eolico (42%) e le soluzioni digitali e ICT (33%). Lo studio sottolinea inoltre il ruolo cruciale del capitale umano: il 75% ritiene necessarie figure professionali ibride, capaci di combinare competenze tecniche legate alle energie rinnovabili e ai materiali riciclati con capacità cognitive avanzate come pensiero critico e problem solving. Il 70% riconosce infine l’esigenza di programmi di upskilling e formazione continua, indicando però un approccio strutturale e di medio periodo, con un orizzonte temporale di due-tre anni per integrare le nuove competenze.
L’evento all’Aja ha riunito rappresentanti istituzionali, manager e operatori del settore energetico e industriale. Tra i partecipanti anche l’Ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi Augusto Massari, esponenti del Ministero olandese degli Affari Economici e del Clima e manager di aziende internazionali attive nei fertilizzanti sostenibili e nella chimica green. MAIRE, gruppo ingegneristico attivo nei servizi energetici, nella chimica e nei fertilizzanti, ha sottolineato il proprio ruolo nella trasformazione energetica attraverso NEXTCHEM e la controllata olandese Stamicarbon, leader globale nelle tecnologie per i fertilizzanti sostenibili. NEXTCHEM sviluppa infatti tecnologie dedicate alla decarbonizzazione dell’industria energetica, ai combustibili a basse emissioni e all’economia circolare.
“I Paesi Bassi si distinguono per una consapevolezza pressoché universale della transizione energetica, a conferma che il dibattito è andato oltre il ‘perché’ per arrivare alla ben più impegnativa domanda del ‘come’”, ha dichiarato Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS. “La transizione energetica è inarrestabile e oggi la credibilità dipende dalla capacità di colmare il divario tra aspettative e risultati, trasformando la consapevolezza in progressi misurabili attraverso investimenti, innovazione e competenze”.

