Intesa Sanpaolo, semestre record: utile a 5,6 miliardi e obiettivo 2026 oltre quota 10 miliardi
Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre del 2026 con un utile netto di 5,554 miliardi di euro, in aumento del 6,5% rispetto ai 5,216 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025. Alla luce dei risultati conseguiti nei primi sei mesi dell’anno, il Gruppo ha migliorato le prospettive per l’intero esercizio, prevedendo un utile netto superiore ai 10 miliardi di euro.
La crescita ha interessato anche le principali voci della gestione. Il risultato corrente lordo è salito dell’8,5%, mentre il risultato della gestione operativa ha raggiunto 9,311 miliardi, con un incremento del 9,1% rispetto al primo semestre dello scorso anno. I proventi operativi netti sono aumentati del 5,3% a 14,533 miliardi di euro, sostenuti dalla crescita delle commissioni nette, pari al 4,9%, e dal progresso del 5,5% dell’attività assicurativa. Gli interessi netti sono avanzati dello 0,6%, mentre è risultato particolarmente positivo il contributo delle attività e passività finanziarie valutate al fair value.
Parallelamente, Intesa Sanpaolo ha ridotto dello 0,7% i costi operativi, scesi a 5,222 miliardi di euro. L’andamento dei ricavi e il contenimento delle spese hanno portato il cost/income ratio al 35,9%, un livello che colloca il Gruppo tra le banche europee più efficienti.
I risultati del semestre consentono inoltre una consistente remunerazione degli azionisti. Nei primi sei mesi del 2026 è maturata una distribuzione complessiva di 5,3 miliardi di euro, di cui 4,2 miliardi sotto forma di dividendi. Circa 3,8 miliardi sono previsti come acconto sul dividendo e dovrebbero essere distribuiti nel prossimo mese di novembre. A queste risorse si aggiunge il programma di riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi di euro avviato nel luglio 2026.
La solidità patrimoniale resta uno degli elementi centrali dei conti. Al 30 giugno il Common Equity Tier 1 ratio si è attestato al 13,1%, dopo aver dedotto dal capitale sia la distribuzione maturata nel semestre sia il buyback. Il coefficiente salirebbe al 13,8% considerando il beneficio, stimato in circa 75 centesimi di punto, derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive. Il dato si mantiene ampiamente al di sopra dei requisiti normativi.
Rimane elevata anche la qualità del credito. I crediti in sofferenza sono stati quasi azzerati e ammontano a circa 0,9 miliardi di euro al netto delle rettifiche. Secondo la metodologia Eba, l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche e all’1,6% al lordo. Il costo del rischio annualizzato si mantiene a 20 centesimi di punto, mentre l’esposizione verso la Russia risulta ormai quasi completamente azzerata.
Il Gruppo continua inoltre a sostenere l’economia reale italiana. Nel primo semestre sono stati erogati circa 25 miliardi di euro di nuovo credito a medio e lungo termine a famiglie e imprese del Paese. Nello stesso periodo circa 1.200 aziende sono state riportate in bonis, contribuendo a preservare approssimativamente 6.000 posti di lavoro. Dal 2014 le imprese rientrate da posizioni di credito deteriorato sono state circa 148.000, con una stima di 740.000 occupazioni tutelate.
Il valore generato ha riguardato anche gli altri stakeholder. Nel semestre Intesa Sanpaolo ha prodotto 3,6 miliardi di euro di imposte e ha erogato 3 miliardi di social lending destinati a rafforzare l’inclusione finanziaria. Tra il 2023 e il giugno 2026 sono stati inoltre investiti oltre 1,1 miliardi di euro in iniziative finalizzate a contrastare la povertà e a ridurre le disuguaglianze.
La capacità del Gruppo di affrontare scenari economici differenti poggia sulla redditività resiliente, sulla forte liquidità, sul basso livello di leva finanziaria e sullo status di banca a “zero Npl”. A questi elementi si aggiungono gli investimenti nella trasformazione tecnologica, la flessibilità nella gestione dei costi e la leadership nelle attività di Wealth Management, Protection & Advisory.
La dichiarazione di Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo
“I risultati del primo semestre 2026 dimostrano la forte capacità di Intesa Sanpaolo di dare piena esecuzione al Piano d’Impresa 2026-2029 e di conseguire tutti gli obiettivi prefissati. Registriamo infatti i migliori sei mesi della nostra storia, grazie anche al miglior trimestre di sempre, con un risultato netto pari a 5,6 miliardi di euro nel semestre e 2,8 miliardi di euro nel secondo trimestre”.
“Abbiamo conseguito livelli record di ricavi, commissioni e attività assicurativa, confermando la forza del nostro modello di business e la leadership tecnologica del Gruppo. Il ROE annualizzato si attesta al 20%, con un ROTE annualizzato pari al 25%, confermandoci ai vertici del settore bancario europeo per redditività. La qualità dei risultati conseguiti nel primo semestre ci consente di migliorare la guidance di
risultato netto per il 2026, portando l’obiettivo a oltre dieci miliardi di euro. Intesa Sanpaolo continua a confermarsi tra le banche europee con i più elevati livelli di remunerazione per gli azionisti. Nel corso del 2026 prevediamo di distribuire agli azionisti circa 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e buyback. Nel primo semestre abbiamo già maturato 5,3 miliardi di euro per la distribuzione agli azionisti, inclusi 4,2 miliardi di euro di dividendi cash, dei quali circa 3,8 miliardi di euro saranno distribuiti con l’interim dividend di novembre”.
“A febbraio abbiamo presentato un Piano d’Impresa basato sulla significativa crescita dei ricavi, spinta in particolare dalla componente Wealth Management, Protection & Advisory. A questa si aggiunge la prosecuzione di un robusto programma di investimenti in tecnologia,
proprietaria e all’avanguardia, e il mantenimento dello status di Banca “Zero-NPL”. A giugno abbiamo presentato al mercato e agli azionisti del Monte dei Paschi di Siena un’offerta che dà loro la possibilità di unirsi ad una Banca che opera – con una prospettiva sostenibile nel tempo – al servizio degli azionisti, delle famiglie e delle imprese di ogni dimensione, dei territori e delle comunità, e che guarda con la massima attenzione al valore delle proprie Persone”.
“L’obiettivo è dar vita insieme ad un gruppo ancora più solido e profittevole, protagonista in uno scenario globale di crescente complessità, in grado di mantenere un forte radicamento nell’economia, nella società, nelle capacità di sviluppo del nostro Paese. L’unione delle forze di Intesa Sanpaolo, della componente di Monte dei Paschi di Siena destinata a far parte del nuovo Gruppo e di Mediobanca consentirà di raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029, di espandere la leadership nelle attività al servizio di famiglie, imprese e gestioni patrimoniali, di dar vita ad un operatore di riferimento nel Credito al consumo, nel Wealth Management, nel Corporate & Investment Banking, e di crescere a livello internazionale. Il programma di assunzioni prevede l’ingresso nel Gruppo di 13.100 giovani”.
“L’utile netto del nuovo Gruppo al 2029 è previsto superiore a 16 miliardi di euro, la distribuzione totale a favore degli azionisti è stimata in 61 miliardi tra il 2025 e il 2029. Il dividendo per azione è previsto in aumento a partire dal 2026. Al 30 giugno 2026 le attività finanziarie della clientela di Intesa Sanpaolo hanno superato i 1.500 miliardi di euro, con una crescita di 121 miliardi di euro nell’ultimo anno e di 68
miliardi di euro rispetto al primo trimestre, confermando la fiducia dei clienti e la forza del nostro modello di Wealth Management, Protection & Advisory”.
“Nel primo semestre del 2026 abbiamo erogato oltre 44 miliardi di euro a supporto di famiglie e imprese, confermando il nostro ruolo di Banca a sostegno dell’economia reale. Tra questi, 9,7 miliardi di euro sono stati destinati a nuovo credito a medio-lungo termine per la
transizione sostenibile e 3 miliardi di euro a nuovo credito sociale. La rigorosa disciplina nell’esecuzione del nostro Piano d’Impresa e nel controllo dei costi rappresenta uno dei principali punti di forza del nostro modello di business. Nel primo semestre conseguiamo il cost/income ratio più basso di sempre, pari al 35,9%, tra i migliori nel sistema bancario europeo, con una continua riduzione dei costi operativi. Il costo del rischio annualizzato si attesta a soli 20 punti base, grazie a un contenuto flusso di crediti deteriorati”.
“La nostra posizione di Banca “Zero-NPL” continua a rafforzarsi. Lo stock e i flussi di crediti deteriorati si confermano ai minimi storici, con un Net NPL ratio pari allo 0,8% e le sofferenze ormai prossime allo zero. La nostra patrimonializzazione continua a rappresentare uno dei principali punti di forza del Gruppo, con un CET1 ratio pari a circa 13,1%, superiore al 13,8% includendo il beneficio derivante dall’assorbimento delle DTA”.
“La nostra leadership si conferma anche nell’impatto sociale. Abbiamo già destinato oltre 1,1 miliardi di euro a iniziative e progetti a favore delle comunità, per il contrasto alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze. Continuiamo inoltre a sostenere la transizione sostenibile, accompagnando famiglie e imprese negli investimenti necessari per l’evoluzione dell’economia. La qualità delle nostre Persone rappresenta il fondamento dei risultati che continuiamo a conseguire e della nostra capacità di creare valore sostenibile nel tempo. A loro va il mio più sincero ringraziamento per la professionalità, la dedizione e il contributo straordinario con cui, ogni giorno, rendono possibile il successo di Intesa Sanpaolo”.

