Mediobanca, terzo trimestre solido
Un terzo trimestre solido porta Mediobanca oltre il miliardo di utile nei nove mesi. Tra luglio e settembre la banca ha registrato ricavi per €977 milioni (+15% rispetto allo stesso periodo del 2025) e un utile netto di 379 milioni di euro. Da inizio anno l’utile sale così a 1,1 miliardi (+13%) e i ricavi a circa tre miliardi (+9%), con un Rote al 15%: numeri che il ceo Alessandro Melzi d’Eril colloca «ai migliori livelli di sempre».
La novità del trimestre arriva dal wealth management. Dopo i deflussi dei primi sei mesi, la raccolta netta torna positiva per 0,7miliardi, spinta soprattutto dall’asset management e dal collocamento di due nuovi Clo da parte di Polus. Restano stabili sul trimestre sia la rete, a 1.325 professionisti, sia le masse totali, a 117 miliardi.
Il Corporate & Investment Banking chiude il trimestre con ricavi a circa 200 milioni di euro, un livello elevato nonostante la pausa estiva di advisory e mercati, con un buon contributo dell’Ecm. Nei nove mesi la divisione segna ricavi in aumento a 689milioni di euro (+14% a/a), con 41 operazioni completate.
Piazzetta Cuccia è stata inoltre advisor in alcune tra le operazioni di M&A per valore registrate in Europa nel periodo, tra cui l’opa di CVC e GBL su Recordati, l’opas di Poste Italiane su TIM, l’aumento di capitale di Plenitude sottoscritto da Ares ed ENI, la combinazione tra Lottomatica e Cirsa.
Compass prosegue la crescita, con erogazioni record a 7,9 miliardi di euro nei nove mesi (+12% a/a) e ricavi oltre il miliardo. L’utile della divisione cala però a 301,3 milioni di euro, anche per un accantonamento al fondo rischi di circa 8 milioni nel trimestre. In aumento l’apporto di Generali, partecipata al 13,2%, che sale a 474,8 milioni (+20,9% a/a).
I costi sono stabili su base annua e in calo nel trimestre, con il cost-income sceso di quattro punti al 39%. Il Cet1 si attesta al 15%, in calo anche per l’andamento dei mercati obbligazionari. Per fine anno la banca conferma la guidance: ricavi in crescita “mid single digit” e utile in aumento a doppia cifra sul 2025, nonostante una tassazione più pesante.
Sullo sfondo resta la partita per il controllo. Dopo il no dei soci Mps alla fusione, il 3 novembre S&P Global Ratings ha posto il rating a lungo termine di Mediobanca sotto «CreditWatch positive», in vista dell’offerta di Intesa Sanpaolo sul Monte.
“Continueremo a mantenere intatti la disciplina, la ricerca dell’eccellenza, la vicinanza ai clienti ed il focus sul business, valori fondanti della cultura Mediobanca”, ha detto Melzi d’Eril, richiamando i principi della storica merchant bank fondata nel 1946 da Enrico Cuccia, che si appresta a chiudere le celebrazioni per l’80esimo anniversario con un anno da record.
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