Confronto sul fenomeno del gioco non regolato: online illegale, piattaforme offshore e perdite fiscali al centro del dibattito

Si è svolto giovedì 14 maggio a Roma l’evento “Misurare l’invisibile – Il mercato del gioco non regolato in Italia”, promosso da Novomatic Italia e Fortune Italia, con l’obiettivo di analizzare dimensioni, impatti economici e rischi legati al fenomeno del gioco illegale e non regolato nel nostro Paese.
L’incontro, moderato da Massimo Maria Amorosini, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del mondo accademico e degli operatori del settore per discutere delle strategie necessarie a contrastare un mercato sommerso che continua a sottrarre risorse all’erario e a mettere a rischio la tutela dei consumatori.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Renato Loiero, consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, seguiti dagli interventi di Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, e di Mauro D’Attis, vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
Nel panel “I numeri dell’invisibile” sono intervenuti Marco Piatti di Prisma e Cesare Pozzi, che hanno illustrato i risultati della ricerca LUISS–Prisma dedicata al mercato illegale del gioco in Italia. Secondo lo studio, il mercato complessivo del gioco in Italia ha raggiunto nel 2024 una raccolta totale di 187,2 miliardi di euro, di cui ben 29,8 miliardi sottratti al circuito regolamentato. Il tasso di canalizzazione del mercato legale italiano si attesta al 92%, uno dei più elevati in Europa, inferiore soltanto a modelli considerati di eccellenza come Regno Unito e Spagna, che superano il 95%.
Lo studio evidenzia come questo risultato sia stato ottenuto grazie a oltre vent’anni di investimenti normativi, tecnologici e operativi da parte degli operatori legali, che hanno sviluppato piattaforme affidabili, programmi di gioco responsabile e sistemi di pagamento trasparenti. La ricerca mette inoltre in guardia rispetto ai rischi derivanti dall’espansione del gioco illegale online. Oltre l’85% del volume del mercato sommerso sarebbe infatti generato da piattaforme digitali offshore prive di licenza, senza presidi anti-riciclaggio, limiti di deposito o sistemi di identificazione degli utenti, incluse piattaforme crypto e bot Telegram.
Tra i dati più rilevanti emersi nel corso dell’evento figura il danno economico per lo Stato: il mercato illegale genera infatti una perdita fiscale diretta stimata in 658 milioni di euro di imposte sul gioco evase, cui si aggiungono circa 621 milioni di euro di imposte sui redditi d’impresa non versate dagli operatori offshore, per un danno complessivo pari a circa 1,28 miliardi di euro annui.
Secondo la ricerca LUISS–Prisma, il mercato regolamentato italiano opera con aliquote fiscali che arrivano fino al 24% sulle giocate AWP, equivalenti a circa il 69% dei margini degli operatori, oltre a limiti stringenti su payout, bonus e comunicazione commerciale. Il mercato illegale, al contrario, opera con fiscalità nulla, payout fino al 95%, bonus illimitati, anonimato totale e nessun limite di deposito o tutela per i giocatori.
La tavola rotonda “Perché il mercato illegale esiste e come contrastarlo” ha visto confrontarsi Markus Buechele, CEO di Novomatic Italia, Michele Esposito, comandante del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della Guardia di Finanza, Mario Lollobrigida, direttore giochi di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nuovamente Cesare Pozzi ed Ettore Rosato.
Per NOVOMATIC Italia è intervenuto il proprio CEO, Markus Buechele, che ha condiviso la visione del Gruppo sul tema del gioco illegale e non regolato, sottolineando come: “non si tratti di un fenomeno esterno, ma di uno dei principali fattori di distorsione del mercato, che genera una competizione asimmetrica a danno degli operatori che investono in concessioni, tecnologia e controlli“.
Nel ribadire il valore pubblico del sistema concessorio, il CEO ha evidenziato la necessità di: “rafforzare la competitività del mercato legale attraverso un deciso upgrade tecnologico, capace di coniugare innovazione e controllo“, ricordando che: “sostenere il gioco legale non significa incentivarlo, ma evitare che la domanda si sposti verso circuiti non regolati“. Infine, ha concluso: “La vera alternativa non è tra gioco e non gioco, ma tra gioco controllato e gioco non controllato“.
Nel corso dell’evento è intervenuto anche il direttore giochi ADM, Mario Lollobrigida, che ha dichiarato: “Il contrasto al gioco illegale richiede oggi strumenti sempre più efficaci, capacità di analisi, cooperazione tra istituzioni e un costante aggiornamento delle misure di intervento. Il fenomeno presenta caratteristiche diverse tra fisico e digitale, ma in entrambi i casi il punto centrale resta la tutela del giocatore e la difesa di un perimetro di legalità che protegge anche lo Stato. Il circuito legale garantisce identificazione dell’utente, limiti di spesa, autoesclusione, tracciabilità dei flussi e strumenti di prevenzione dei comportamenti a rischio: presidi che nei canali non autorizzati semplicemente non esistono. Per questo il rafforzamento dell’azione di contrasto, sul piano operativo, normativo e della cooperazione tra autorità, resta una priorità essenziale”.
Dall’incontro è emersa la necessità di rafforzare il sistema concessorio italiano attraverso innovazione tecnologica, strumenti avanzati di contrasto al gioco offshore e un quadro normativo capace di mantenere competitivo il mercato legale, considerato dai relatori la principale garanzia di tutela per giocatori, imprese e Stato.

