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Open Fiber, cantieri al termine e sfida sull’utilizzo della rete: le parole dell’AD Giuseppe Gola

Gola (Open Fiber): “Siamo nella piena fase di trasformazione: da azienda di costruzione a operatore orientato al mercato”

Open Fiber, cantieri al termine e sfida sull’utilizzo della rete: le parole dell’AD Giuseppe Gola

Open Fiber, le dichiarazioni dell’AD Gola sui cantieri al termine e nuova fase industriale: focus sul take-up della fibra e crescita a 3,9 milioni di clienti

A pochi mesi dalla conclusione dei principali cantieri finanziati dal PNRR, Open Fiber si appresta a entrare in una nuova fase della propria evoluzione industriale. Nell’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore del 2 aprile, l’amministratore delegato Giuseppe Gola traccia un bilancio del percorso compiuto e delinea le sfide che attendono il gruppo: dal completamento della rete in fibra nelle aree più difficili del Paese alla necessità di stimolare la domanda di connettività ultraveloce, ancora inferiore alla media europea.

Con i cantieri ormai alle battute finali e una copertura che sfiora la totalità dei Comuni nelle aree bianche, l’attenzione si sposta ora sull’effettivo utilizzo dell’infrastruttura. È qui che si gioca la partita decisiva: aumentare il takeup della fibra, accompagnare il progressivo superamento del rame e consolidare un modello industriale sostenibile. In questo contesto, Open Fiber punta a trasformarsi da operatore focalizzato sulla costruzione della rete a protagonista di un ecosistema digitale più ampio, orientato ai servizi, all’innovazione e allo sviluppo di nuove piattaforme, come gli edge data center, capaci di abilitare la prossima generazione di applicazioni e servizi per cittadini e imprese.

Open Fiber si prepara a voltare pagina dopo anni di investimenti infrastrutturali e ad avviare una nuova fase del proprio percorso industriale, sempre più orientata al mercato e alla valorizzazione della rete in fibra realizzata sul territorio. L’azienda guidata da Giuseppe Gola entra infatti in una fase di transizione strategica, in cui la priorità non è più costruire, ma far crescere l’utilizzo dell’infrastruttura. “Siamo nella piena fase di trasformazione: da azienda di costruzione a operatore orientato al mercato”, afferma l’amministratore delegato Giuseppe Gola.

Sul fronte dei cantieri, il gruppo è ormai alle battute finali. Nelle aree grigie finanziate dal PNRR, una parte significativa degli interventi è già stata completata, mentre i restanti saranno conclusi tra aprile e maggio, in anticipo rispetto alle tempistiche previste. Anche il piano BUL nelle aree bianche è sostanzialmente chiuso, con una copertura che supera il 99% dei Comuni e solo una limitata coda residua dovuta a vincoli locali. Con l’infrastruttura ormai pronta, la sfida si sposta sull’adozione della fibra. “Il nodo vero resta il take-up, ancora troppo basso in Italia, intorno al 30% e sotto la media europea”, sottolinea Gola. Una criticità particolarmente evidente nelle aree bianche, dove la migrazione dalla rete in rame procede più lentamente.

Nonostante questo, la base clienti continua a crescere. Open Fiber conta oggi circa 3,9 milioni di utenti e registra quotidianamente migliaia di nuovi ordini e attivazioni. Nelle aree bianche, in particolare, si contano circa 700 mila clienti attivi, con un ritmo costante di nuove connessioni, segnale di un’espansione progressiva della domanda. Per accelerare la diffusione della fibra, sarà necessario intervenire anche sul contesto regolatorio. “Serve un’accelerazione dello switch-off del rame e probabilmente anche incentivi per gli operatori, per sostenere i costi della migrazione”, evidenzia l’amministratore delegato.

Sul piano finanziario, il gruppo guarda alla sostenibilità nel medio periodo, dopo aver sostenuto investimenti complessivi vicini ai 12 miliardi di euro. “Dal 2027 smetteremo di assorbire cassa e dal 2028 inizieremo a generarne”, spiega Gola. I risultati del 2025 confermano questa traiettoria, con ricavi in crescita e un significativo miglioramento della redditività. L’utile è atteso in una fase successiva, anche a causa degli elevati ammortamenti e degli oneri finanziari legati agli investimenti. Nel frattempo, la società rivendica il traguardo raggiunto sul piano infrastrutturale. “Abbiamo realizzato la più grande rete FTTH non incumbent d’Europa”, sottolinea Gola, ricordando che la copertura ha superato i 17 milioni di unità immobiliari.

Parallelamente, Open Fiber amplia il proprio perimetro con nuovi progetti, tra cui lo sviluppo di edge data center distribuiti sul territorio, pensati per garantire bassa latenza e maggiore sicurezza dei dati, oltre a iniziative legate alle smart city e alla connettività per grandi infrastrutture digitali. Infine, Gola richiama il valore sistemico degli investimenti in fibra. “Non è solo un’infrastruttura tecnologica, ma una piattaforma di sviluppo economico e sociale”. Secondo stime Deloitte, ogni euro investito nelle aree bianche genera un impatto significativo in termini di PIL e occupazione, contribuendo allo sviluppo del Paese.