Il gruppo assicurativo chiude il 2025 con fiducia interna in crescita: primo posto in Spagna e segnali solidi anche in Italia.
La notizia principale non è soltanto il buon posizionamento di Reale Group nelle indagini sul clima aziendale. Il dato che conta davvero è un altro: il gruppo assicurativo chiude il 2025 con segnali di fiducia interna in crescita in Italia e con Reale Seguros al primo posto tra le grandi aziende nel ranking Best Workplaces España 2026. In un settore come quello assicurativo, dove trasformazione digitale, qualità del servizio e capacità di trattenere competenze pesano sempre di più, il clima interno non è un tema laterale di reputazione. È una variabile industriale.
Il riconoscimento spagnolo ha un valore particolare perché arriva nella fascia oltre i 1.000 dipendenti, quindi in una categoria dove la qualità organizzativa deve reggere su scala. Il ranking ufficiale di Great Place to Work España colloca infatti Reale Seguros al primo posto tra le imprese di maggiori dimensioni, davanti a gruppi di settori molto diversi. Secondo i dati diffusi dal gruppo, in Spagna l’85% delle persone considera l’azienda un eccellente posto di lavoro e il Trust Index si attesta al 79%, stabile per il terzo anno consecutivo.
Anche in Italia il risultato merita attenzione, pur con numeri meno spettacolari. Il Trust Index di Reale Group sale al 69%, in miglioramento rispetto all’anno precedente e sopra la media del settore, mentre quasi otto dipendenti su dieci definiscono il gruppo un eccellente luogo di lavoro. A colpire non è soltanto la crescita dell’indicatore generale, ma la tenuta di alcune metriche di coinvolgimento: l’82% dei dipendenti ha partecipato alla survey, l’84% si dichiara orgoglioso di lavorare nel gruppo e l’86% afferma di essersi sentito accolto fin dal primo giorno.
È qui che il tema smette di sembrare una semplice vetrina da employer branding. Nel settore assicurativo, la capacità di attrarre e trattenere persone qualificate ha un impatto diretto sulla qualità dell’esecuzione: dalla relazione con il cliente alla gestione dei sinistri, fino allo sviluppo di nuovi servizi e modelli distributivi. Se la fiducia interna cresce, aumenta anche la probabilità che le strategie decise dal vertice si traducano in comportamenti coerenti lungo l’organizzazione. Per questo i risultati del 2025 possono essere letti come un indicatore di robustezza manageriale, non solo di soddisfazione aziendale.
Il dato forse più interessante, almeno sul fronte italiano, è però l’Improvement Index di Reale Mutua, salito al 66%. Questo indice misura la percezione che il feedback raccolto non resti sulla carta ma produca cambiamenti concreti nell’organizzazione del lavoro, nella chiarezza dei ruoli e nelle iniziative di benessere. È un punto decisivo, perché distingue le aziende che usano le survey come rituale interno da quelle che le trasformano in uno strumento di governo. In un mercato in cui la narrazione sul “posto ideale in cui lavorare” è spesso ripetitiva, questo è probabilmente l’elemento più sostanziale.
L’indagine segnala inoltre alcuni elementi culturali abbastanza coerenti tra Italia e Spagna: rispetto, attenzione al benessere, sicurezza psicologica, flessibilità organizzativa e una leadership percepita come chiara e coerente. Anche l’indice Diversity, Equity & Inclusion si attesta al 65%, sopra la media di settore secondo i dati comunicati dal gruppo, con segnali di riduzione delle differenze fra gruppi di dipendenti. Sono indicatori importanti soprattutto perché arrivano in una fase in cui molte aziende stanno cercando di ricomporre equilibrio fra lavoro ibrido, produttività e senso di appartenenza.
Il contesto aiuta a capire perché questo risultato pesi più di quanto sembri. Reale Group mantiene la certificazione Great Place to Work dal 2020 e negli ultimi bilanci aveva già indicato il capitale umano, il benessere dei lavoratori e la cultura dell’inclusione come assi rilevanti della propria strategia di sostenibilità e impatto. Il dato del 2026, quindi, non appare come un episodio isolato, ma come la prosecuzione di un lavoro impostato da anni e usato dal gruppo anche per misurare la qualità della propria evoluzione organizzativa.
Che cosa cambia davvero, allora? Cambia il fatto che Reale Group può presentarsi al mercato non solo come operatore solido sul piano finanziario, ma come organizzazione che prova a trasformare l’ascolto interno in una leva di performance. È una distinzione importante, soprattutto in un settore dove i prodotti tendono a somigliarsi sempre di più e dove la differenza competitiva passa anche per la qualità della relazione, la rapidità decisionale e la capacità di esecuzione. In questo senso, il primo posto in Spagna e il miglioramento italiano non raccontano solo un buon clima: raccontano un modo di governare il gruppo.

