Unobravo, presentato il bilancio psicologico del 2025 e le prospettive per il 2026 - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:45

Unobravo, presentato il bilancio psicologico del 2025 e le prospettive per il 2026

Perris (Unobravo): "a spinta iniziale di gennaio è preziosa, ma la nostra esperienza clinica mette in luce un momento di particolare vulnerabilità"

di Redazione Corporate

Unobravo presenta un’indagine sul benessere psicologico: il 2026 si apre tra relazioni fragili e motivazione 

Gennaio rappresenta da sempre il periodo dei nuovi inizi: il momento in cui il desiderio di cambiamento si intensifica e le aspettative legate al “nuovo anno, nuova vita” raggiungono l’apice. Tuttavia, accanto all’entusiasmo, cresce anche la pressione verso il miglioramento personale, la gestione delle relazioni e il rispetto di standard sempre più alti, spesso interiorizzati. La domanda cruciale resta: quanto questo slancio riesce realmente a tradursi in un benessere duraturo?

Per rispondere a questa domanda e delineare lo stato del benessere psicologico in Italia, Unobravo, servizio di psicologia online e Società Benefit, ha condotto un’indagine approfondita coinvolgendo oltre 1.500 psicologi del proprio network. Dall’analisi emerge un quadro chiaro delle principali difficoltà che hanno caratterizzato il 2025 e che continueranno a influenzare la vita delle persone anche nel 2026.

Il 2025 ha confermato un aumento significativo della domanda di supporto psicologico, con quasi due terzi dei professionisti (65%) che hanno rilevato un incremento di richieste rispetto all’anno precedente. Le difficoltà emerse più frequentemente nelle sedute riguardano principalmente la sfera interpersonale ed emotiva: il 64% dei terapeuti segnala problematiche relazionali, seguite dall’ansia (60%) e da questioni legate all’autostima (38%). Non mancano inoltre fattori esterni di stress: la fatica genitoriale e le dinamiche familiari sono state osservate dal 16% dei professionisti, mentre il 14% ha indicato precarietà lavorativa, difficoltà o burnout.

Il mese di gennaio si conferma come un periodo di grande motivazione. Più della metà dei terapeuti (58%) nota nei pazienti un’energia maggiore nel voler iniziare un percorso psicologico proprio in questo periodo, con un 10% che percepisce una motivazione significativamente più alta rispetto ad altri momenti dell’anno. Questa spinta riguarda soprattutto le relazioni: secondo il 53% dei professionisti, il miglioramento dei rapporti interpersonali e la gestione dei conflitti rappresentano i propositi più frequenti. Tuttavia, la definizione degli obiettivi resta critica: il 40% degli psicologi ritiene che molti propositi siano poco realistici.

La sfida più grande è mantenere la motivazione nel tempo. Oltre la metà dei terapeuti (51%) osserva un calo dell’entusiasmo dopo le prime settimane, mentre il 56% segnala nei pazienti un forte senso di colpa o urgenza legato alla necessità di “dover migliorare” subito, una pressione che può ostacolare il mantenimento degli impegni presi.

La spinta iniziale di gennaio è preziosa, ma la nostra esperienza clinica mette in luce un momento di particolare vulnerabilità”, commenta Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo. “Per molti pazienti già in terapia, il rientro dopo le festività rappresenta una fase di stabilità; per altri, invece, può coincidere con il rischio di un’interruzione del percorso terapeutico. Il passaggio dalla pausa alla ripresa delle responsabilità può mettere alla prova i percorsi in corso, rendendo fondamentale accompagnare le persone in questa fase di transizione e rafforzare la continuità del supporto”.

Guardando al 2026, le dinamiche osservate nel 2025 sembrano destinate a proseguire. Quasi due terapeuti su tre (64%) prevedono un aumento moderato della domanda di terapia. Le principali aree di pressione identificate includono difficoltà relazionali (58%), stress emotivo (44%), solitudine e isolamento (44%) e stress lavorativo (34%).

Nel complesso, i dati raccolti da Unobravo delineano un contesto in cui il bisogno di supporto psicologico continua a crescere, concentrandosi su aspetti fondamentali della vita quotidiana. Per il 2026, la sfida sarà aiutare le persone a trasformare l’impulso al cambiamento in percorsi sostenibili e duraturi, promuovendo relazioni più consapevoli, una gestione efficace dello stress emotivo e strumenti per contrastare la solitudine. In questo scenario, la terapia può diventare un punto di riferimento stabile, capace di sostenere il benessere non solo nei momenti di difficoltà, ma lungo tutto l’arco dell’anno.