Wonderwood, il divertimento che riconnette con la natura tra avventura ed “educaction”: l’intervista al CEO Massimiliano Freddi
Dal 28 marzo riaprono i parchi avventura Wonderwood, tra il Lago Maggiore e il Parco Spina Verde, dando ufficialmente il via alla nuova stagione all’insegna di natura, movimento e digital detox. Un’offerta sempre più ampia, che unisce percorsi sospesi, attività immersive e nuove esperienze pensate per famiglie e bambini, con l’obiettivo di riscoprire un tempo libero attivo e condiviso. Alla base del progetto, che ogni anno richiama oltre 100mila visitatori, c’è una filosofia che va oltre il semplice intrattenimento: creare luoghi in cui il gioco diventa esperienza, relazione e crescita. Abbiamo approfondito visione, valori e novità della stagione 2026 con il fondatore e CEO Massimiliano Freddi, tra i principali esperti italiani di parchi divertimento ed experience economy. Ha iniziato il suo percorso nel 1999, co-fondando Parksmania.it, oggi il portale di riferimento in Italia per il settore. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di rilievo a livello internazionale, collaborando con Disneyland Paris come responsabile Marketing e PR per l’Italia e con Leolandia.
Nel 2025 è stato il primo italiano a presiedere il Comitato Direttivo di IAAPA, la più importante associazione mondiale dei parchi e delle attrazioni, mantenendo nel 2026 un ruolo centrale all’interno dell’organizzazione come presidente del Governance Committee. Dal 2018 è fondatore e CEO di Wonderwood, progetto imprenditoriale che propone parchi avventura basati su un’idea di divertimento attivo, analogico e a contatto con la natura. Accanto all’attività imprenditoriale, è docente universitario alla IULM di Milano, dove insegna marketing ed experience design, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni nel settore dell’intrattenimento e della comunicazione.
L’intervista di Affaritaliani a Massimiliano Freddi, CEO e fondatore di Wonderwood
Il concetto di “educaction”, che unisce educazione e divertimento attivo, è al centro del progetto Wonderwood. In che modo questa filosofia si traduce concretamente nelle esperienze offerte nei parchi sul Lago Maggiore, sul Lago di Como e nel Dino Camp di Vicenza?
“Esiste un termine che non ci convinceva, ed è ‘edutainment. Quello che volevamo davvero fare era permettere ai bambini di imparare attraverso l’esperienza diretta: provare, giocare, saltare, perfino sudare. Per questo abbiamo scelto di chiamarla ‘educacTion’, con quella ‘T’ che può sembrare un refuso ma che in realtà racchiude il nostro approccio”.
“Tutti i nostri parchi, sia all’aperto sia al coperto, nascono da un principio molto chiaro: le famiglie hanno bisogno di luoghi belli, colorati, allegri e divertenti in cui trascorrere del tempo insieme. E quando diciamo ‘insieme’, intendiamo davvero insieme: non si tratta di lasciare i bambini e fare altro, ma di tornare un po’ bambini e giocare con loro. L’esperienza deve essere condivisa e, quando possibile, diventare anche memorabile. Penso ad esempio ai parchi all’aperto, come quello del Lago Maggiore che sta per riaprire: lì siamo un vero e proprio avamposto nella natura. Chi entra varca quasi una frontiera, quella della scoperta. Non si tratta solo di percorsi avventura, ma di esplorare il bosco, seguire sentieri, partecipare a cacce al tesoro. Tutto parte da Wonderwood, ma poi si sviluppa in esperienze diverse, che però restano nella memoria”.
“Nel caso del parco indoor, Dino Camp, a Vicenza, è bello vedere anche i genitori mettersi in gioco, inseguire i bambini nei cunicoli, arrampicarsi: spesso sono un po’ impacciati, mentre i bambini sono molto più agili, ma proprio questo rende l’esperienza ancora più divertente per tutta la famiglia”.
I parchi Wonderwood si propongono come un antidoto all’uso eccessivo dei dispositivi digitali tra le nuove generazioni. Quali attività e percorsi sono stati pensati per favorire il cosiddetto “digital detox” e stimolare un rapporto più diretto con la natura e il gioco analogico?
“Nella mia attività di docente universitario di marketing all’Università IULM ho a che fare con molti giovani, e mi ha colpito molto uno studio di un professore della New York University che ha analizzato per anni gli effetti dell’uso eccessivo dei dispositivi digitali e dei social. I risultati sono preoccupanti: cala l’attenzione, aumenta l’ansia e il benessere generale ne risente”.
“Nei nostri parchi non vogliamo semplicemente limitare l’uso del cellulare: vogliamo fare in modo che non venga nemmeno voglia di usarlo. Invito chiunque a provare Wonderwood: quello che accade è proprio questo, ci si dimentica del telefono. Abbiamo fatto anche delle prove concrete. A Wonderwood Dino Camp di Vicenza ci sono alcuni piccoli videogiochi, ma quando i bambini hanno la possibilità di arrampicarsi, saltare, scivolare o giocare fisicamente, scelgono spontaneamente queste attività. Non è una singola attrazione a fare la differenza, ma l’intero contesto. Ad esempio, al Lago Maggiore si può guidare una mini Land Rover, proprio come nel parco dello Spinaverde. Riprendiamo giochi ‘di una volta’, reinterpretandoli in chiave contemporanea. Il tutto sempre da vivere insieme, con i bambini che spesso si sentono anche un po’ più grandi e autonomi”.
Il modello Wonderwood punta molto sul contatto umano attraverso il lavoro del WonderTeam. Che ruolo hanno gli operatori nel trasformare la visita al parco in un’esperienza educativa e relazionale, soprattutto per i più giovani?
“Wonderwood vuole essere un attore sociale, un protagonista nei territori in cui si inserisce. Questo vale in montagna come nelle città. Quando abbiamo progettato i nostri parchi, non ci siamo chiesti solo come creare occupazione, che resta un aspetto importante, ma anche come offrire ai giovani un ambiente stimolante. Per noi crescita non significa solo carriera, ma fare ogni giorno un piccolo passo avanti, imparare qualcosa e ottenere soddisfazioni concrete”.
“Il nostro team è molto giovane: è interamente under 35 e per circa il 90% under 30, con una forte presenza anche di under 25. Abbiamo persone con percorsi diversi: c’è chi ha iniziato subito dopo la scuola e chi arriva da studi universitari avanzati. I ruoli sono molteplici: alcuni lavorano a contatto diretto con il pubblico, altri dietro le quinte, ma tutti partecipano all’esperienza complessiva. Crediamo molto nello spirito di squadra e nel fatto che anche chi lavora dietro le quinte debba, ogni tanto, vivere in prima persona il contatto con le famiglie. È il modo migliore per capire cosa significa davvero generare sorrisi. Molti membri del team hanno iniziato con stage o apprendistati e stanno crescendo con noi. Direi che il successo di Wonderwood dipende per il 95% dalle persone e per il 5% dalle attrazioni. Le attrazioni da sole non bastano: servono persone entusiaste, coinvolte e capaci di condividere momenti. Come diceva Walt Disney, puoi creare il posto più bello del mondo, ma sono le persone a renderlo reale”.
Inclusione e condivisione tra generazioni sono elementi centrali della vostra proposta. In che modo i parchi Wonderwood favoriscono attività da vivere insieme tra genitori e figli, e quali iniziative sono pensate per rendere il divertimento accessibile a tutte le età e a pubblici diversi?
“Uno dei pilastri della nostra attività è il tempo condiviso tra genitori e bambini. Questo però non significa fare sempre tutto insieme: ci sono momenti in cui i bambini devono anche sperimentare in autonomia. Viviamo in una società in cui si diventa genitori più tardi e dove l’ansia è cresciuta. Molte esperienze che un tempo erano naturali oggi sono più difficili da concedere ai bambini. Noi cerchiamo di ricreare quegli spazi in modo sicuro. Ad esempio, nel parco del Lago Maggiore l’ingresso è gratuito e si pagano solo le singole attività. Inoltre, siamo uno dei pochi parchi completamente recintati: è molto grande, quindi non si percepisce il confine, ma questa caratteristica garantisce sicurezza. I bambini possono muoversi liberamente senza rischi, e i genitori possono lasciarli sperimentare con maggiore tranquillità. Lo stesso vale per i parchi al coperto: sono spazi completamente analogici, dove il divertimento è reale, fisico, condiviso. Lavoriamo molto anche dietro le quinte per progettare esperienze sicure e rilassanti. È chiaro che i genitori devono sempre vigilare, ma in realtà, quando si è immersi in un ambiente così coinvolgente, non ci si perde mai di vista: si sta insieme perché si vuole stare insieme”.
Quali sono le principali novità di Wonderwood per la stagione 2026?
“Per Vicenza, la grande novità è Wonderwood Dino Camp, una struttura completamente dedicata alle famiglie. Qui abbiamo avviato anche una serie di incontri serali per genitori, con psicologi, psicopedagogisti e puericultrici, per offrire strumenti utili nella gestione della vita quotidiana, anche al di fuori del parco. Per quanto riguarda i parchi del Lago Maggiore e dello Spinaverde, abbiamo sviluppato un progetto speciale insieme ai Peanuts e a Snoopy: due percorsi immersi nella natura, rispettivamente in montagna e nel bosco, accompagnati da contenuti e curiosità legati ai personaggi e all’ambiente. È un modo per estendere l’esperienza Wonderwood anche oltre i confini del parco.Stiamo inoltre lavorando all’apertura di un quarto parco, prevista per questa estate. Non possiamo ancora svelare tutti i dettagli, ma una cosa è certa: il divertimento non conosce confini, e continueremo a crescere in questa direzione”.
Tra nuove attrazioni, percorsi educativi e progetti in espansione, Wonderwood si conferma così non solo come un parco avventura, ma come un vero e proprio modello di intrattenimento esperienziale, capace di coniugare divertimento, sostenibilità e sviluppo del territorio. Un luogo in cui famiglie e bambini possono ritrovare il piacere dello stare insieme, lontano dagli schermi, riscoprendo il valore del tempo condiviso e del contatto diretto con la natura. Con l’apertura della nuova stagione e lo sguardo già rivolto ai prossimi sviluppi, il progetto continua a crescere, mantenendo al centro la stessa idea: trasformare il tempo libero in un’esperienza autentica, capace di lasciare un segno.






