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Economia
Gasparri (Fi): Ntv invadente su Twitter. E' un'azienda in difficoltà


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
 

La compagnia ferroviaria dell’alta velocità ha dato mandato ai propri legali «di assumere ogni opportuna iniziativa» nei confronti del vice presidente del Senato, «autore di sconcertanti e reiterate dichiarazioni», a tutela della propria immagine e «soprattutto di quella degli oltre 6 milioni di passeggeri che nonostante la sorprendente posizione contraria assunta da un’alta carica istituzionale hanno scelto e continueranno a scegliere Italo».

Gasparri (Fi): Ntv invadente su Twitter. E' un'azienda in difficoltà - "Non meriterebbero nemmeno una replica", afferma Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, interpellato da Affaritaliani.it, quando apprende della nota di Ntv contro i suoi tweet ("un triste modo di fare politica"). Il parlamentare di Forza Italia spiega: "La smettano di invadere Twitter di messaggi non richiesti e non graditi. Bombardano molti utenti, me compreso, con la loro propaganda. Sono invadenti. Poi per il resto mi limito a leggere i giornali e vedo notizie che dimostrano il difficile stato di questa impresa. Pensino alla loro azienda che purtroppo è in difficoltà e non a bombardare i social. Gli auguro di andare meglio, certo, ma per ora non è così".

NTV CONTRO GASPARRI - "I tweet lanciati di Maurizio Gasparri contro l'acquisto dei biglietti Italo, sono la conferma della considerazione che la politica da' alla liberalizzazione del trasporto ferroviario". Ntv, in una nota, si dice "dispiaciuta e sorpresa che il vicepresidente del Senato, una delle piu' importanti istituzioni del paese, si scagli contro una societa' privata che faticosamente sta cercando di affermare nel trasporto ferroviario ad Alta velocita' i principi della concorrenza". "I messaggi in rete, del tenore 'Siete quasi falliti, rischioso comprare i biglietti venduti da Ntv', e ancora 'Quali promozioni, presto chiuderete', appartengono a una vecchia politica, portatrice di valori superati e di quella cultura del monopolio che al bene del paese, alla concorrenza e ai benefici di un mercato aperto e trasparente, preferisce, contro i cittadini, il punitivo ritorno al mercato protetto. Gasparri dovra' rispondere agli oltre 6 milioni di viaggiatori che hanno apprezzato Italo, felici di poter finalmente scegliere, cosi' come dovrebbe avvenire in tanti altri settori del paese".

Caro Gasparri, liberale è prendersela con Trenitalia
Di Matteo Borghi
(da lintraprendente.it)

Iniziamo col dire che, ahinoi, che Maurizio Gasparri c’entra col liberalismo come la pastasciutta a colazione o i cavoli a merenda. Basti ricordare il livore («sei un patetico caso umano») con cui si era scagliato contro il portavoce nazionale del Tea Party Italia Giacomo Zucco quando gli aveva ricordato che il PdL non aveva fatto nulla per ridurre le tasse. Oppure di quando, esattamente un mese fa, aveva caldamente invitato Ezio Greggio ad andare in tv a chiedere scusa («pagavi le tasse allora Greggio o no? Che brutta figura, pagare 20 milioni per tasse non pagate»). Oppure, come scriveva Stefano magni, di quando ha difeso lo sciopero della Rai contro i tagli renziani. Insomma non proprio un campione di liberalismo, cosa che del resto non ci si può aspettare da chi – fin da bambino – è nato e cresciuto sotto l’egida “sociale” della fiamma tricolore. Però vorremmo suggerirgli di usare ancora un po’ di quella ipocrisia che, negli anni da parlamentare (siede fra Montecitorio e Palazzo Madama ininterrottamente dal 1992), deve aver per forza di cose imparato. La stessa che, secondo alcuni maliziosi, lo ha spinto a non aderire a Fratelli d’Italia, che gli aveva già preparato un posto al sole, per restare in Forza Italia, pur non condividendone minimamente la prospettiva liberale. Basti guardare alla sua battaglia mattutina contro Italo.

Un servizio ferroviario alternativo a Trenitalia che, ogni giorno, deve combattere contro una concorrenza sleale da parte del servizio pubblico. «La smettano di invadere Twitter di messaggi non richiesti e non graditi – ha detto ad Affaritaliani -. Bombardano molti utenti, me compreso, con la loro propaganda. Sono invadenti. Poi per il resto mi limito a leggere i giornali e vedo notizie che dimostrano il difficile stato di questa impresa. Pensino alla loro azienda che purtroppo è in difficoltà e non a bombardare i social. Gli auguro di andare meglio, certo, ma per ora non è così». Ora qualcuno dovrebbe far notare a Gasparri un paio di cose.
1) A differenza delle imprese pubbliche sussidiate (Trenitalia con 4,3 miliardi complessivi), quelle private vivono di pubblicità quelle che «mette le ali al commercio in tempo di crisi» come diceva Steve Jobs;
2) Twitter Inc. è un’azienda privata che offre a tutti gli utenti la possibilità di inviare i messaggi che vogliono, gratis o a pagamento. Se Gasparri si sente offeso dal tam tam di Italo può segnalarlo agli amministratori della pagina che provvederanno, se necessario, a bloccarne il profilo. In alternativa, se proprio non regge più lo spam, è libero di disiscriversi. Ci vorrà tempo, ma, glielo garantiamo,col tempo riusciremo ad assorbire il trauma della sua mancanza. Infine un consiglio non richiesto. Perché, invece di attaccare una libera impresa privata, non fa una bella battaglia in parlamento per liberalizzare completamente il settore dei trasporti, concedendo a chiunque di offrire un servizio competitivo con le Ferrovie dello Stato? Ne guadagnerebbe l’utente (da quando c’è Italo anche Frecciarossa si è visto costretto ad abbassare i prezzi e fare promozioni prima inesistenti) e il libero mercato. Quello che la Forza Italia del ’94 ha sempre detto essere il cardine principale della propria politica. Gasparri non vorrà mica essere ricordato come uno dei sostenitori del Dudù Act, vero?

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