Occhiali, Vitaloni (presidente Mido): “L’Italia ha un appeal più forte rispetto a cinque anni fa”. Ecco perchè
Il settore dell’occhiale non solo regge, ma performa come un treno, diventando vanto nazionale: “Oggi il Made In Italy ha un appeal più forte rispetto a cinque anni fa, garantiamo valori che i grandi buyer stanno cercando ovvero trasparenza, sostenibilità, controllo attento sula catena di fornitura. I nostri distretti, Belluno e Varese, agiscono nel raggio di 50 km per un totale di 18.200 addetti e un valore della produzione cresciuto del 24% nel 2022”.
Così, Giovanni Vitaloni, presidente di Mido, la fiera internazionale dell’occhialeria che si è appena conclusa. Il 2022 è stato un anno clou: Secondo le stime di Anfao, sulla base dei dati disponibili all’ottobre scorso, la produzione dell’occhialeria italiana nel 2022 è stata di 5,17 miliardi di euro, in crescita del 24% rispetto al 2021. Le esportazioni, che assorbono circa il 90% della produzione del settore, sono cresciute del 22,5%: quelle degli occhiali da sole hanno fatto segnare una variazione tendenziale del 28,9% attestandosi a quasi 3,4 miliardi di euro, con il recupero completo di tale segmento, che era stato particolarmente penalizzato nel periodo pandemico.
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Le esportazioni di montature da vista, invece, hanno fatto registrare un incremento del 9,9%, arrivando a 1,4 miliardi. Settore vanto nazionale, preoccupa la crescita dei costi delle materie prime. “Le preoccupazioni derivano dal fatto che il nostro settore viaggia a due velocità: da un lato grandi multinazionali con economie di scala a livello globale chee assorbono meglio i cambiamenti mentre le pmi basate sul totally made in Italy fanno ahimé più fatica”.
In particolare, risicano i margini al limite gli aumenti sui costi delle materie prime: “il mercato è in mano a pochi, non c’è tanta concorrenza. Da una parte è rincarato l’acetato di cellulosa che ha diversi livelli qualitativi, in particolare l’acetato bio, poi i metalli soprattutto l’acciaio. Siamo arrivati a incrementi del 30, 35%.
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Poi incidono altri aspetti logistici come trasporti e imballi. Ma la richiesta di made in Italy vince su tutto: il made in Italy vince sulla qualità e sui processi, al punto che gruppi come Kering o Terios approdano qui per i loro brand. In particolare, Vitaloni tiene molto alla sostenibilità avendo una azienda, Vanni, che è società Benefit (fa occhiali da 30 anni con il claim “made in Italy for sure”, ndr). “Nei centri stile la produzione sostenibile è già intrinseca alla progettazione. Non c’è più spazio per il green washing. Anche in Anfao, la associazione dei produttori ottici, stiamo lavorando sul processo sostenibile. E sul valore aggiunto per le imprese che intendono certificarlo”.
Ora a Mido entra anche un messaggio di inclusione. Quest’anno, Giovanni Vitaloni e la sua passione per l’arte hanno fatto un bel regalo a Mido: focus della campagna, diretta da Max Galli in collaborazione con Mixer Group, erano le immagini di una artista africana con un grande talento nell’elaborare il colore. La campagna, dal titolo FRAMES, è un vero e proprio manifesto dalla forte matrice interculturale ed inclusiva, basato su contaminazioni e colore spettacolari.
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Vitaloni, dal canto suo, collabora con Artissima, la principale fiera d’arte contemporanea in Italia, in modo pregnante: “abbiamo sviluppato un premio che attraverso una giuria qualificata individua un giovane artista under 35, consentendogli di lavorare con noi per realizzare occhiali ma dandogli un riconoscimento per il suo talento in generale”.

