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Oltre 300mila assistiti, 15mila aziende aderenti e 445 milioni di euro liquidati: così il Fasi si prepara a volare alto anche nel 2026

La seconda edizione dell’evento istituzionale “Il Fasi nel 2026: attività svolte e prospettive future” è andata in streaming il 18 marzo

Oltre 300mila assistiti, 15mila aziende aderenti e 445 milioni di euro liquidati: così il Fasi si prepara a volare alto anche nel 2026

Welfare sanitario, il Fasi consolida il suo ruolo tra crescita e innovazione: un evento con Confindustria e Federmanager per guardare al 2026

Li avevamo lasciati con un format nuovo, pensato per rendere più trasparente il rapporto con iscritti, imprese e stakeholder. Un anno dopo, il Fasi ha fatto il punto mettendo sul tavolo numeri, prestazioni e prospettive di sviluppo. La seconda edizione dell’evento istituzionale “Il Fasi nel 2026: attività svolte e prospettive future”, andata in streaming il 18 marzo, è arrivata dopo dodici mesi che hanno confermato il peso del Fondo nel panorama della sanità integrativa italiana.

Il perimetro è rimasto quello di una delle realtà più strutturate del settore: oltre 300mila assistiti, più di 130mila dirigenti iscritti e quasi 15mila aziende aderenti. Ma è soprattutto sul piano economico e gestionale che è emersa la dimensione del sistema Fasi. Nel 2024 il Fondo ha liquidato oltre 400 milioni di euro e gestito più di 1,3 milioni di richieste di rimborso. Per il 2025 la stima di spesa complessiva si è attestata intorno ai 445 milioni di euro. Numeri che hanno confermato la crescente centralità del welfare sanitario integrativo in una fase in cui aumentano i bisogni di assistenza. E che hanno restituito anche l’immagine di un fondo che, in controtendenza rispetto ad altre esperienze del settore, ha continuato a investire per ampliare servizi, aggiornare le prestazioni e accompagnare l’innovazione.

Promosso da Confindustria e Federmanager e forte di quasi cinquant’anni di attività, il Fasi ha utilizzato l’appuntamento per rendicontare quanto realizzato nell’ultimo anno e indicare le direttrici di sviluppo in una fase segnata da sostenibilità dei costi, innovazione tecnologica, digitalizzazione dei servizi e nuovi bisogni legati alla longevità.

Un modello di sanità integrativa

“Questo appuntamento rappresenta un momento fondamentale di dialogo e rendicontazione verso la nostra comunità”, ha affermato Daniele Damele, presidente del Fasi, sottolineando la necessità di rafforzare “un modello di sanità integrativa fondato su trasparenza, sostenibilità e attenzione ai bisogni reali degli assistiti”. Al centro dell’incontro ci sono stati gli aggiornamenti del Nomenclatore e le nuove prestazioni entrate in vigore dal 1° gennaio 2026, con un rafforzamento della tutela sanitaria in ambiti come salute mentale, riabilitazione, innovazione tecnologica e assistenza a distanza. Il Fondo ha inoltre ampliato i servizi digitali, a partire dal Medico Online disponibile sette giorni su sette, e rafforzato i servizi di teleassistenza.

“Il Fasi è stato il fondo da cui è nata in Italia l’assistenza sanitaria integrativa. In quasi cinquant’anni di attività si è affermato come benchmark del settore”, ha osservato Maurizio Tarquini, direttore generale di Confindustria. “Ma oggi è altrettanto chiaro che l’integrazione deve essere reale: deve sostenere e affiancare concretamente il Servizio sanitario nazionale, rafforzando ciò che conta più di tutto, la salute degli assistiti”. Sulla stessa linea Valter Quercioli, presidente di Federmanager, secondo cui “trasparenza e responsabilità diventano decisive per preservare il patto fiduciario tra il fondo sanitario e i suoi assistiti”, in un contesto segnato dall’economia dei dati, dall’intelligenza artificiale e dalla sfida della longevity.

Il vicepresidente Fabio Pengo ha richiamato invece la traiettoria strategica del Fondo: «Il Fasi sta portando avanti progetti strategici che guardano al futuro della sanità integrativa», ha sottolineato, citando tra gli ambiti di lavoro terapie digitali, intelligenza artificiale e tecnologie a supporto della salute. Per Germano Gallina, direttore generale del Fasi, l’aggiornamento del Nomenclatore ha rappresentato “uno dei passaggi chiave di questa fase”, perché le novità introdotte hanno rafforzato la tutela sanitaria degli assistiti rendendo il sistema delle prestazioni più coerente con l’evoluzione della medicina.

Più che un semplice appuntamento di rendicontazione, l’evento ha restituito così l’immagine di un fondo impegnato a governare la crescita, aggiornare il sistema delle prestazioni e consolidare il proprio ruolo nella sanità integrativa.

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