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Economia

Non capita spesso di trovare gli analisti tanto unanimi come avvenuto stamattina all'annuncio dell'Opas di EiTowers su Rai Way. La notizia, che pare abbia stupito gli addetti ai lavori solo per la tempistica (definita: veloce), è stata immediatamente seguita da una pioggia di report il cui contenuto, seppure diverso nei dettagli e nelle cifre, può essere riassunto in due parole: "matrimonio naturale".

Ad usare proprio l'agettivo "naturale" è per esempio Banca Akros, secondo cui "fin dal primo annuncio dell'Ipo, RaiWay è apparsa il candidato ideale per una fusione con EiTowers, visto il modello di business praticamente identico, le dimensioni e le rispettive attivita' captive con Rai e Mediaset". Gli esperti calcolano anche che, in caso di integrale adesione all'offerta, Mediaset si diluira' al 31% della societa' che nascera' dalla fusione, mentre la Rai controllera' circa il 15%. Ma gli anlisti di Banca Akros sottolineano che resta  comunque "alta" la probabilita' che la transazione si realizzi (visto il premio offerto alla Rai), mentre le preoccupazioni regolamentari "dovrebbero essere risolte attraverso il controllo delle tariffe".

Valutazioni positive anche da parte di Mediobanca, che "conferma decisamente" la raccomandazione "outperform" su EiTowers e ammette la sorpresa sulla tempistica dell'offerta: "Non ci aspettavamo un simile newsflow in cosi' breve tempo", scrivono gli esperti.

La notizia e' "positiva" secondo Intermonte: "Ci aspettavamo un'opa nel medio termine - notano - ma invece EiTowers ha preferito concludere prima, anche in seguito alla mancata acquisizione delle torri Wind".

La prospettiva di un'integrazione tra le due societa', notano da parte loro gli esperti di Banca Imi, e' "estremamente positiva sia per gli azionisti di RaiWay che per quelli di EiTowers, considerando le significative sinergie che potranno essere raggiunte. Secondo EiTowers - ricordano gli analisti - si prevede che la transazioni migliori l'utile per azione e il free cash flow fin dal primo anno".

Tutte le banche d'affari sottolineano comunque le condizioni affinche' l'offerta vada in porto, tra cui l'autorizzazione al "cambio di controllo" da parte del ministero dello Sviluppo economico. Ostacolo che tuttavia secondo Mediobanca non dovrebbe sussistere, anche perche' "un simile consolidamento consentire di lasciare un'infrastruttura cosi' importante in mani italiane, prevenendo i rischi di offerte ostili dall'estero".

E in effetti l'unico scoglio sembra puramente politico visto che nella premessa del decreto di privatizzazione di Rai Way,nel settembre 2014, il governo ha scritto che sarebbe opportuno "mantenere, allo stato, in capo a Rai, a garanzia della continuità del servizio erogato da Rai Way a Rai medesima, una quota (...) non inferiore al 51%". Quel che è certo però è che nella fase di ristrutturazione e riorganizzazione in cui si trova la rete pubblica, i circa 790 milioni che l'operazione porterebbe in dote potrebbero far superare ogni perplessità.

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