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OpenAI perde colpi: non è più la regina dell’IA. Sfida sempre più agguerrita con la rivale Anthropic

Il Wall Street Journal fa il punto della situazione nella sfida tra le due startup più promettenti dell’intelligenza artificiale

OpenAI perde colpi: non è più la regina dell’IA. Sfida sempre più agguerrita con la rivale Anthropic

OpenAI, l’azienda che ha dato il via al boom dell’intelligenza artificiale, e’ rimasta indietro rispetto alla rivale Anthropic. Ora sta lottando per tornare alla ribalta. Lo rivela il Wall Street Journal, che fa il punto della situazione nella sfida tra le due startup piu’ promettenti dell’intelligenza artificiale.

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I punti a sfavore di OpenAI al momento sono diversi. Innanzitutto la crescita di ChatGPT, il prodotto di punta di OpenAI per i consumatori, ha subito un rallentamento. E poi l’addio di Fidji Simo, erede designato di Sam Altman, ha portato a un rimescolamento di responsabilita’ tra i principali collaboratori del ceo. Inoltre, il personale addetto alle vendite e’ impegnato in una costosa battaglia per conquistare i redditizi clienti aziendali offrendo sconti per acquisti in volume e altri incentivi. Tutto cio’ negli ultimi mesi, ha preoccupato alcuni dei maggiori investitori di OpenAI, i quali hanno espresso privatamente preoccupazioni in merito all’elevato consumo di liquidita’ della startup rispetto alla sua crescita.

Nel frattempo, la crescita dei ricavi di Anthropic ha recentemente superato quella di OpenAI, cosi’ come la sua valutazione, che si sta avvicinando a 1.000 miliardi di dollari, grazie al successo dello strumento di programmazione Claude Code. Anthropic sta accelerando i piani per un’offerta pubblica iniziale (Ipo) in autunno, avviando incontri con potenziali investitori in cui ha sottolineato il suo vantaggio rispetto al produttore di ChatGPT, secondo fonti vicine alle trattative. “Non abbiamo avuto i nostri migliori 12 mesi di sempre, il che e’ in gran parte colpa mia, ma stiamo per avere i nostri migliori 12 mesi in assoluto”, ha scritto Altman su X all’inizio di questo mese.

Le difficolta’ incontrate da OpenAI nel tentativo di riconquistare la sua posizione di leader, secondo il Wsj, affondano le radici in un errore di valutazione commesso in passato dai vertici aziendali riguardo all’evoluzione del mercato dell’IA. La sua difficile situazione testimonia l’intensa competizione che caratterizza la corsa alla supremazia nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Inizialmente Altman ha puntato la crescita dell’azienda su ChatGPT, scommettendo sul fatto che sempre piu’ persone si sarebbero iscritte al chatbot. Invece, il successo fulmineo di Claude Code ha dimostrato che il vero guadagno deriva dalla vendita di strumenti a brillanti sviluppatori di software e alle aziende con grandi disponibilita’ economiche che li fanno propri.

Mentre OpenAI si dedicava a una serie di progetti appariscenti, da un generatore di video a dispositivi e chip per il mercato consumer, il suo rivale piu’ piccolo e focalizzato ha colmato il vuoto, sviluppando un efficace strumento di programmazione che gli ha permesso di conquistare la leadership. E ora? Nel tentativo di superare il principale concorrente, OpenAI ha rilasciato una serie di nuovi modelli incentrati sulla programmazione e altre attivita’ professionali, e ha affidato al presidente Greg Brockman il compito di rinnovare la sua gamma di prodotti. Ha inoltre stretto un accordo con Amazon per vendere strumenti di intelligenza artificiale ai clienti del colosso del cloud e ha assunto l’ex ceo di Slack, Denise Dresser, come sua prima responsabile delle entrate.

Inoltre Altman si trova a Washington questa settimana per incontrare funzionari dell’amministrazione Trump e legislatori per presentare in anteprima un nuovo modello, mentre il governo discute su come regolamentare ulteriormente il settore. I dirigenti stanno ancora cercando di definire i piani tariffari piu’ efficaci per il prodotto aziendale Codex, inclusi i tagli di prezzo che potrebbero contribuire ad aumentare la quota di mercato, sebbene cio’ rischi di erodere i margini di profitto, attentamente monitorati in vista di una possibile Ipo. Secondo fonti a conoscenza dei piani, OpenAI potrebbe ora aspettare fino al prossimo anno per quotarsi in Borsa, dopo aver inizialmente sperato di anticipare Anthropic. Quando ha presentato la domanda di quotazione una settimana dopo Anthropic, si era mostrata cauta sulle tempistiche affermando: “Potrebbe volerci un po’ di tempo” perche’ ci sono “cose che vogliamo fare che probabilmente sono piu’ facili da realizzare come azienda privata“.