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OpenAI, segnali di rallentamento? Così le ambizioni un tempo illimitate di Sam Altman ora andranno ridimensionate

La società di ChatGpt non ha raggiunto l’obiettivo del miliardo di utenti attivi a settimana, crollo per i suoi finanziatori sui mercati

OpenAI, segnali di rallentamento? Così le ambizioni un tempo illimitate di Sam Altman ora andranno ridimensionate
Sam Altman

L’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante, questo è indubbio, ma forse non va così veloce come speravano gli investitori. Il segnale arriva da OpenAI, doccia gelata per il colosso che ha creato ChatGpt, numeri sotto le attese e obiettivi mancati in termini di nuovi utenti e fatturato. Naturalmente, vista l’importanza dell’azienda in questione e quello che rappresenta, questo ha avuto un impatto anche sui mercati e sugli investitori. Colossi delle Big Tech sono crollati dopo l’annuncio del mancato raggiungimento dell’obiettivo da parte di OpenAI.

Secondo fonti vicine alla vicenda, la direttrice finanziaria, Sarah Friar, – riporta il Wall Street Journal – avrebbe espresso ai vertici aziendali la preoccupazione che l’azienda possa non essere in grado di onorare i futuri contratti se il fatturato non crescerà a sufficienza. Negli ultimi mesi, i membri del consiglio di amministrazione hanno inoltre esaminato più attentamente gli accordi relativi ai data center e messo in discussione gli sforzi dell’amministratore delegato Sam Altman per assicurarsi ulteriore potenza di calcolo, nonostante il rallentamento del mercato. Si va verso un contenimento dei costi e obiettivi sul medio termine più realistici. Troppi forse per questa fase il miliardo di utenti attivi a settimana. Asticella troppo alta e obiettivo fallito.

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