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Oro, è il momento di comprare? Secondo gli analisti il prezzo esploderà entro settembre 2027

Ubs conferma la stima di 4.600 dollari a fine anno e introduce una nuova previsione a 5.400 dollari per fine settembre 2027

Oro, è il momento di comprare? Secondo gli analisti il prezzo esploderà entro settembre 2027

Oro, è il momento di comprare?

Un dollaro più debole e attese di rialzo dei tassi in ritirata: i due ostacoli che avevano innescato la correzione dell’oro si stanno dissolvendo. «Il dollaro più debole e le minori aspettative di un rialzo dei tassi stanno potenzialmente eliminando due dei venti contrari che avevano contribuito alla precedente correzione dell’oro», spiega Ole Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime di Saxo Bank.

Il risultato si vede sui prezzi: il 21 agosto lo spot sale dell’1,14% a 4.561,50 dollari l’oncia, dopo il massimo dall’inizio di giugno toccato nella seduta precedente, e si avvia al terzo rialzo settimanale consecutivo con un guadagno di circa il 4%. Dal minimo di fine giugno, vicino a 3.942 dollari, il rimbalzo è ormai marcato.

A dare la spinta è stata anche la mossa del Tesoro statunitense, che il 19 agosto ha annunciato il raddoppio nel prossimo trimestre dei riacquisti di titoli di Stato a scadenza più lunga, ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione. Il segretario Scott Bessent ha lasciato intendere che il programma potrebbe essere ampliato. «Abbiamo visto il dollaro indebolirsi e questo ha sostenuto non solo l’oro, ma tutti i metalli preziosi, insieme a un forte cambiamento nei rendimenti», osserva Brian Lan, ad di GoldSilver Central. Due esponenti della Federal Reserve si sono invece mostrati cauti sulle possibili ricadute della nuova gestione del debito sulla politica monetaria.

I dati del 20 agosto hanno mostrato un calo delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, segnale di un mercato del lavoro stabile nonostante il calo a sorpresa dell’occupazione a luglio: la Fed può così restare concentrata sull’inflazione. Secondo il CME FedWatch Tool, i trader prezzano una probabilità del 63% di tassi invariati a settembre e del 37% di un rialzo. Il punto non è marginale: pur essendo una copertura dall’inflazione, l’oro soffre tassi elevati perché non genera interessi.

I flussi in entrata negli Etf sull’oro sono ripresi, trainati prima dalla Cina e più di recente dall’Europa. Le banche centrali restano acquirenti netti: 51 tonnellate a giugno secondo il World Gold Council, con la sola People’s Bank of China che a luglio ha aggiunto 20 tonnellate, il maggior incremento mensile dall’ottobre 2023. Per gli analisti di Anz il movimento di questa settimana ha rafforzato il quadro favorevole, mentre gli investitori diversificano allontanandosi da dollaro e asset statunitensi.

Le tre condizioni per prolungare il rally

Perché la corsa continui servono tre ingredienti, secondo Dominic Schnider, strategist di Ubs: la debolezza del dollaro deve proseguire, i tassi reali attesi devono scendere e la domanda di investimento deve rafforzarsi. «I flussi verso gli Etf sembrano in miglioramento, anche se è troppo presto per dirli strutturali. Il nostro modello indica che servirebbe una domanda di circa 500 tonnellate per trimestre perché l’oro possa mantenersi in modo sostenibile a 5.000 dollari l’oncia o sopra», precisa.

La previsione

Ubs conferma la stima di 4.600 dollari a fine anno e introduce una nuova previsione a 5.400 dollari per fine settembre 2027, 200 in più rispetto ai 5.200 indicati per fine giugno 2027: alla base c’è l’idea che la disinflazione diventi un tema di mercato più rilevante il prossimo anno, a vantaggio degli asset penalizzati dalle attese sui tassi. «Eventuali correzioni vanno considerate opportunità di acquisto», indica Schnider. Il rischio principale resta un rialzo dei tassi della Fed entro fine anno: in quello scenario, avverte, il prezzo potrebbe testare i 3.850 dollari l’oncia.