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Pa, Del Fante all’assalto del Polo Strategico Nazionale. Poste pronta a diventare socio di maggioranza

Se l’invio di posta scende, il business dei pacchi è fiorente e ha permesso, insieme ai servizi finanziari, di far raggiungere a Poste risultati record nel 2025

Pa, Del Fante all’assalto del Polo Strategico Nazionale. Poste pronta a diventare socio di maggioranza

Pa, Del Fante all’assalto del Polo Strategico Nazionale

Poste è pronta a diventare azionista di maggioranza del Polo Strategico Nazionale, ossia dell’infrastruttura, creata nel 2022, che ha l’obiettivo di dotare la Pubblica Amministrazione di tecnologie e di servizi cloud senza dipendere dalle infrastrutture in mano a giganti stranieri tipo Amazon o Google. Lo ha detto Matteo Del Fante, Ad di Poste Italiane, in audizione in commissione Trasporti nell’ambito dell’esame dello schema di contratto di programma tra il Ministero delle Imprese (Mimit) e la società Poste. 

“I fondi del Pnrr relativi al Polo strategico nazionale sono in esaurimento – ha spiegato Del Fante – È un’attività che gli azionisti, nell’ordine Tim, Leonardo, Cdp e Sogei hanno svolto in maniera egregia, con oltre 800 amministrazioni pubbliche che sono effettivamente migrate dai propri server al cloud”.

Nel nuovo assetto Poste, che è in procinto di acquisire Tim, diventerà il primo azionista del Polo strategico Nazionale con il 65%. “Abbiamo manifestato la volontà e siamo in negoziazione con Cdp per acquisire il 20% di sua proprietà e quindi qualora l’operazione Tim, come auspichiamo, andasse a compimento, avremmo il 45% di Tim, più 20% di Poste. A quel punto rimarrebbero Leonardo (25%) e Sogei (10%) che credo stiano consolidando la partecipazione in un’unica unità”.

L’Ad ha anche specificato che Poste Italiane perde 100 milioni di ricavi dalla posta. “Per mantenere i conti in ordine si dovrebbero ridurre i costi di 100 milioni – ha detto – e non è possibile ridurre continuamente la forza lavoro che è la spesa maggiore. I volumi di posta per abitante si sono ridotti del 50% dal 2014. Ci troviamo nella situazione di dover gestire e tenere una rete di distribuzione capillare con volumi in picchiata. È una sfida continuare a operare con questo servizio”. Se l’invio di posta scende, il business dei pacchi è fiorente e ha permesso, insieme ai servizi finanziari, di far raggiungere a Poste risultati record nel 2025 dove ha consegnato 349 milioni di pacchi