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Economia
Padoan: "Rischio deflazione. La crescita? Non c'è la bacchetta magica"
Tra i ministri, il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan, è il più ricco con un retribuzione annua di 216mila euro, ai quali vanno aggiunti poco più di 53mila euro dichiarati

"L'Europa si trova di fronte ad un bivio: contituare a strisciare in un sentiero di crescita non sufficiente, oppure prendere decisioni importanti per imboccare sentieri di crescita piu' sostenuti. Il tema della crescita deve essere messo al centro del dibattito europeo. Anche se non esiste la bacchetta magica per portare l'Europa sul sentiero della crescita e dell'occupazione". Così il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo alla riunione della Cosac fa capire quanto sia ancora prematuro e difficile portare il Vecchio Continente fuori dalle secche della stagnazione. "Di fronte alla crisi occorre usare tutti gli strumenti" e immaginare il modo in cui si possono collegare, dice al Senato in occasione della Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli Affari dell'Unione, dei parlamentari dell'Ue.

Il titolare delle Finanze ricorda ancora una volta quanto sia preoccupante quello che Mario Draghi ha ben presente, cioè il basso livello di inflazione (secondo le ultime rilevazioni Eurostat siamo fermi allo 0,3%, ben sotto il target vicino al 2% della Bce). La dinamica dei prezzi in Europa "è molto preoccupante" e può far intravedere il rischio di una "deflazione che sarebbe un ulteriore elemento di problematicità nella creazione di posti di lavoro", dice Padoan. "Oggi c'è sia una carenza di domanda che di offerta in Europa - ha premesso il ministro - e questo lo si vede facilmente anche guardando all'andamento molto preoccupante della dinamica dei prezzi, che ci fa ballare pericolosamnte sul sentiero della possibile deflazione. Il che sarebbe un ulteriore elemento di problematicità per una politica di creazione di posti di lavoro".

Un altro tema caro a Draghi, recentemente richiamato in un intervento del governatore, è quello della creazione di una maggiore "unione" a livello Ue, dopo aver fatto qualche passo avanti con la vigilanza bancaria unica. Padoan apre nettamente sotto questo profilo: "La situazione grave in cui si colloca la governance dell'economia europea sollecita maggiore integrazione: va perseguita l'unione dei mercati dei capitali e più in là andranno perseguite forme concrete di unione fiscale, problema che implica cessioni ulteriori di sovranità". Anche perché, di fronte a questa crisi, "le soluzioni nazionali sono importanti e necessarie, ma non sufficienti": serve una maggiore integrazione europea che significa "la costruzione di istituzioni comuni".

L'Unione europea "deve mettere al centro delle sue politiche la crescita e l'occupazione". Invece, "oggi la Ue fatica ad uscire da una recessione prolungata - ha aggiunto Padoan -: i segni di ripresa ci sono ma sono ancora deboli".

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