Gli eredi di Leonardo Del Vecchio conservano il primato tra i grandi patrimoni azionari italiani con circa 44,5 miliardi di euro, nonostante una perdita superiore a 7 miliardi in un anno. Fuori classifica, le partecipazioni pubbliche arrivano a 111,1 miliardi.
Rocca sale a 15,2 miliardi, Caltagirone è terzo e Technoprobe porta i Crippa al quarto posto
Come riportato da MF-Milano Finanza, la classifica aggiornata alle quotazioni del 7 agosto fotografa i maggiori patrimoni azionari italiani legati alle società quotate. Il calo di oltre 7 miliardi di euro non costa il primo posto agli eredi di Leonardo Del Vecchio. Le partecipazioni riconducibili alla famiglia valgono circa 44,49 miliardi, pur avendo perso il 13,73% rispetto all’anno precedente. Il patrimonio azionario comprende quote in EssilorLuxottica, Generali, Avio, Monte dei Paschi di Siena, Covivio, UniCredit e Mediobanca.
La famiglia Rocca resta seconda e riduce parte della distanza. La partecipazione in Tenaris passa da 9,9 a 15,2 miliardi di euro, con un incremento del 54% e oltre 5,3 miliardi guadagnati in dodici mesi. Francesco Gaetano Caltagirone e famiglia salgono invece dal quinto al terzo posto con circa 12,5 miliardi, oltre 4 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Nel patrimonio quotato figurano Acea, Generali, Mps, Caltagirone, Caltagirone Editore, Cementir, Class Editori e Mediobanca.
Il salto più netto arriva dalla famiglia Crippa. Dodici mesi fa era sedicesima con 2,6 miliardi, oggi occupa il quarto posto con 10,4 miliardi di euro. La crescita sfiora il 300% ed è legata alla corsa in Borsa di Technoprobe, società della microelettronica e secondo produttore mondiale di probe card, i dispositivi utilizzati per verificare il funzionamento dei microchip.
La top ten prosegue con la famiglia Prada-Bertelli, quinta con 9,95 miliardi grazie a Prada. Sesta la famiglia Agnelli-Elkann-Nasi con 8,05 miliardi legati a Exor. Seguono i Benetton con 7,60 miliardi, la famiglia Doris-Tombolato con 7,23 miliardi, Piero Ferrari con 6,72 miliardi e gli eredi Berlusconi con 6,41 miliardi. Le partecipazioni dei Benetton comprendono Aeroporto Marconi di Bologna, Generali, Avolta, Mps, Cellnex e Mediobanca; quelle dei Doris-Tombolato Banca Mediolanum e Mediobanca. Piero Ferrari è presente attraverso Ferrari e Ferretti, mentre agli eredi Berlusconi fanno capo partecipazioni in Banca Mediolanum, MFE e Mondadori.
Fuori dalle prime dieci posizioni si muovono anche altri patrimoni storici. La famiglia Maramotti, azionista di Credem, guadagna sei posti e raggiunge la 22ª posizione. Il valore passa da 1,35 a 2,15 miliardi, con una crescita del 60%. La famiglia di Ermenegildo Zegna sale dal 29° al 24° posto e porta la propria ricchezza azionaria da 1,19 a 2,08 miliardi, il 75% in più. La discesa più ampia tra i primi cinquanta riguarda la famiglia Salini. La quota in Webuild scende da 1,54 miliardi a 935 milioni di euro, quasi il 40% in meno, e provoca un arretramento dal 25° al 43° posto. I Boroli-Drago passano dal 30° al 47° posto con 814 milioni, in calo del 25%. Gustavo Denegri perde nove posizioni e si ferma al 28° posto con 1,9 miliardi legati a DiaSorin, il 12,5% in meno rispetto all’anno precedente.
Fuori dalla graduatoria dei privati c’è una cifra molto più alta. Le partecipazioni pubbliche censite valgono complessivamente 111,1 miliardi di euro, contro gli 81,5 miliardi del 2025. L’aumento supera i 29,5 miliardi ed è pari al 36,2%.
Il ministero dell’Economia dispone direttamente di partecipazioni valutate 55,5 miliardi. Enel vale 24 miliardi, Poste Italiane 10,42 miliardi, Leonardo 10,16 miliardi, STMicroelectronics 6,43 miliardi, Monte dei Paschi di Siena 1,75 miliardi, Eni 1,53 miliardi ed Enav 1,50 miliardi.
Le quote detenute da Cassa Depositi e Prestiti valgono altri 54,7 miliardi di euro. La partecipazione in Eni è valutata 21,8 miliardi, quella in Poste Italiane 12,46 miliardi. Seguono Snam con 6,15 miliardi, Terna con 6,05 miliardi, Fincantieri con 3 miliardi, Italgas con 2,68 miliardi e Saipem con 1,1 miliardi. Completano l’elenco Nexi con 979 milioni, Webuild con 389 milioni, GPI con 74 milioni e Trevi con 64 milioni.
Ecco la classifica completa
La classifica è stata stilata da MF-Milano Finanza ed è aggiornata alle quotazioni del 7 agosto 2026.
- Eredi Del Vecchio – 44,49 miliardi di euro
Partecipazioni in Generali, Avio, Banca Monte dei Paschi di Siena, Covivio, EssilorLuxottica, UniCredit e Mediobanca. - Famiglia Rocca – 15,22 miliardi di euro
Partecipazione in Tenaris. - Francesco Gaetano Caltagirone e famiglia – 12,52 miliardi di euro
Partecipazioni in Acea, Generali, Banca Monte dei Paschi di Siena, Caltagirone, Caltagirone Editore, Cementir, Class Editori e Mediobanca. - Famiglia Crippa – 10,39 miliardi di euro
Partecipazione in Technoprobe. - Famiglia Prada-Bertelli – 9,95 miliardi di euro
Partecipazione in Prada. - Famiglia Agnelli-Elkann-Nasi – 8,05 miliardi di euro
Partecipazione in Exor. - Famiglia Benetton – 7,60 miliardi di euro
Partecipazioni in Aeroporto Marconi di Bologna, Generali, Avolta, Banca Monte dei Paschi di Siena, Cellnex e Mediobanca. - Famiglia Doris-Tombolato – 7,23 miliardi di euro
Partecipazioni in Banca Mediolanum e Mediobanca. - Piero Ferrari – 6,72 miliardi di euro
Partecipazioni in Ferrari e Ferretti. - Eredi Berlusconi – 6,41 miliardi di euro
Partecipazioni in Banca Mediolanum, MFE e Mondadori.

