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Paramount pronta a vendere CNN? La mossa per salvare Warner dalla causa antitrust

La California resta l’ultimo ostacolo al maxi-accordo da 110 miliardi. Dopo il 30 settembre scattano penali milionarie

Paramount pronta a vendere CNN? La mossa per salvare Warner dalla causa antitrust

Il Regno Unito ha dato il via libera, mentre dal 30 settembre partono penali da 7 milioni al giorno

Paramount Skydance potrebbe persino arrivare a vendere CNN, per risolvere la causa antitrust intentata dalla California contro la sua acquisizione da 110 miliardi di dollari di Warner Bros Discovery. Lo ha detto il responsabile legale della società. Il motivo è che il procuratore generale della California, Rob Bonta, e altri 11 procuratori stanno cercando di bloccare la fusione sostenendo che creerebbe un «colosso mediatico» in grado di aumentare i prezzi e ridurre la concorrenza nei mercati cinematografici e televisivi. È stato già respinto l’impegno di Paramount di distribuire 30 film all’anno, definendolo inapplicabile. Gli Stati capitanati dalla California hanno affermato che la società sarebbe comunque in grado di aumentare i prezzi e ridurre la qualità delle produzioni dopo la fusione, anche se mantenesse tale promessa. La California rappresenta l’ultimo grande ostacolo normativo alla fusione dopo le autorizzazioni ottenute dalle autorità federali statunitensi, dalla Cina e da altre giurisdizioni. Infatti anche il Regno Unito ha autorizzato l’acquisizione, ottenendo da CNN International e CBS News garanzie quinquennali sull’indipendenza editoriale e sui contenuti del notiziario di Channel 5.

Paramount aveva anche ventilato di lasciare la California per riuscire a portare a termine la fusione. «Se fossi governatore della California – ha detto per questo l’ex segretario alla Salute degli Stati Uniti Xavier Becerra – non vorrei perdere Hollywood e un’azienda importante come la Paramount a favore di un altro Stato».

Se il maxi-accordo dovesse saltare o non chiudersi entro il 30 settembre, Paramount rischierebbe sanzioni economiche miliardarie e pesanti contraccolpi finanziari, inclusi 7 milioni di dollari al giorno di penale e un passivo fino a 7 miliardi in caso di fallimento totale dell’operazione. La società controllata da David Ellison, figlio di Larry, fondatore di Oracle, si è già accollata 2,8 miliardi di commissioni per sciogliere l’accordo che Warner aveva già firmato con Netflix. Il gruppo si trova già fortemente indebitato e, in caso di fallimento dell’operazione, David Ellison sarebbe costretto a chiedere un nuovo e massiccio finanziamento al padre Larry.

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