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Dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del contributo di solidarietà delle pensioni d'oro, il Governo pensa a "rimodulare i trattamenti pensionistici e a valutare ipotesi di estensione del contributo solidarietà a tutti i redditi più consistenti" per recuperare le somme trattenute dal governo da metà 2011 a oggi quando la crisi finanziaria cominciava a farsi preoccupante per il nostro bilancio pubblico. Somme che dopo la decisione della Consulta, il Tesoro dovrà restituire.

In attesa di mettere mano alla riforma Fornero, ritocchi che avverranno dopo l'estate, l'Esecutivo ha risposto così all'interpellanza del deputato Pd Andrea Giorgis in ordine alle misure che intende adottare per dare seguito alla sentenza della Suprema Corte.

Inutile dire che la volontà ha allarmato subito chi l'assegno d'oro lo percepisce già visto che la rimodulazione dei trattamenti pensionistici significa voler riscrivere ex post  le regole con le quali gli ex lavoratori sono stati messi in quiescenza.

Oltre al fare cassa per trovare fondi alternativi per far fronte a risorse già stanziate e che invece deve restituire, il Governo intende reperire soldi necessari a contrastare la disoccupazione, contenere l'incremento delle imposte indirette e garantire a tutti i cittadini i beni e i servizi d cui necessitano, e al tempo stesso, al fine di evitare che la decisione della Corte costituzionale, pronunciata in nome del principio di uguaglianza e di solidarietà universale, finisca di fatto con il contribuire a consolidare le gravi disuguaglianze sostanziali presenti in Italia.

 

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